Il comprensorio delle Serre rientra in quella parte dell’Appennino Calabrese interposto tra la Sila e l’ Aspromonte. Il limite settentrionale è rappresentato dalla congiungente Maida-Stalettì e quello meridionale dal piano della Limina. Costituisce un gruppo montuoso piuttosto articolato e di elevata valenza paesaggistico-naturale compreso in un vasto altipiano che digrada, con pendenze più o meno accentuate, verso il mar jonio a oriente e lo spartiacque del bacino del fiume Mesima a occidente. La parte centrale presenta vari tratti pianeggianti. Le tipiche conche dell’alta valle dell’Ancinale (dove si trovano i centri abitati di Serra San Bruno, Spadola, Brognaturo, Simbario) di Mongiana e della Lacina sono riconducibili ad antichi bacini lacustri quaternari interrati. Il comprensorio delle Serre interessa la dorsale da 400m a 1423m (M. Pecoraro).
Il nome Serre, secondo alcuni, si dovrebbe al particolare allineamento dei monti e delle colline che ricordano i denti di una sega, per altri, invece scaturirebbe dalla presenza di numerose segherie attive in età antica, altri ancora lo farebbero discendere dalla radice Ser (monte) da cui deriva anche lo spagnolo Sierra. 
Ad est si trova la valle del torrente Stilaro, attorno alla quale si estende il bellissimo “Bosco di Stilo” e quella della fiumara Assi. Alimentati dagli apporti d'acqua d'innumerevoli sorgenti, i corsi d'acqua orientali si trasformano in impetuosi torrenti che a valle danno luogo a forre impenetrabili e gole strettissime che aprono una serie interminabile di cascate come, quelle del Marmarico con i suoi oltre 90 metri di dislivello o quelle più piccole ma non meno suggestive della fiumara Assi. Allo straordinario spettacolo delle acque e dei boschi del settore orientale delle Serre, si accompagna, il maestoso habitat rupestre dei Monti Mammicomito e Consolino dai quali si estraeva il minerale che alimentava le fonderie e la fabbrica d’armi di Ferdinandea e Mongiana.
A nord la valle dell'Ancinale, principale corso d'acqua delle Serre, che racchiude ed esalta i caratteri tipici dei bassi e medi corsi delle fiumare. 
A sud-ovest si trova il gruppo dei monti Crocco e il Monte Seduto che avvolgono con un interrotto anfiteatro di boschi l’area entro cui scorrono le valli dei fiumi Metramo, Fermano e Marepotamo.
La geografia montuosa del territorio con la presenza di diverse montagne, di quote altimetriche non elevatissime, contrapposte l’una all’altra, non simmetricamente, solcate da ripidi e tortuosi valloni, ha preservato l’ambiente naturale, mantenendone uno stato di conservazione ottimale. Esso infatti è stato investito da un lentissimo processo di trasformazione sia del sistema naturalistico-ambientale che del sistema socioeconomico; pertanto, l’ambiente eco-sistemico oggi visibile è assolutamente simile a quello formatosi in epoca storica, della quale consente una facile lettura o ricostruzione a vari livelli. In generale si può affermare che il territorio in esame offre situazioni ambientali molto varie, di cui molte pressoché integre dal punto di vista ecosistemico.

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