Lago Angitola

                                 

 Foto realizzata da  Danilo Mastroddi

L’oasi naturalistica del lago dell’Angitola (codice sito IT 9340086, con una superficie di 987 S(ha)) è una delle riserve più importanti del mediterraneo. Il lago fu creato artificialmente nel 1966 sul vecchio alveo del fiume Angitola, che nasce a Capistrano, dal Reschia, proveniente da S. Nicola e dal torrente Nia, che attraversa Maierato. Situato nel territorio di Maierato, lungo il corso del fiume Angitola, il lago si trova all’estremità meridionale della Piana di Sant’ Eufemia. Il territorio dell'oasi ricade, nei comuni di Francavilla Angitola, Maierato, Monterosso Calabro, Pizzo Calabro e Polia. Fu vincolato come oasi con D.P.G.R. n. 557 del 12/05/1975. Attualmente la gestione dell'oasi è affidata al WWF Italia. Il lago è vincolato a zona di protezione della fauna ed è dichiarato “zona umida di valore internazionale” ai sensi della convenzione di RAMSAR (D.M.30/09/1985).
Il lago si inserisce bene in quella che fu, probabilmente nel quaternario, una conca lacustre. Esso occupa una superficie di 875 (ha), occupa rispetto alla superficie del Parco il 4,8% (Fig. 4.2.2.1) (è lungo 3,5 kmq, largo 1,5 Km), ha una profondità massima di 29 m., contiene 21.000.000 metri cubi di acqua. I terreni intorno al lago sono di proprietà privata fino a quota 50m; per il resto appartengono a privati. Il lago è circondato da declivi ricoperti da uliveti, da macchia mediterranea ed una fascia di rimboschimento, con predominanza di Pino d’Aleppo, mentre: Pioppi neri, Cannucce Tife, Salice bianco, Ontani Neri, Mazze Sorde crescono sulla riva, dando vita a lembi di bosco idrofilo e piccole paludi. Crescono sulla riva anche Eucalipti e Querce da sughero. 
Questa magnifica oasi, per le sue particolari condizioni climatiche e l’abbondanza di cibo, attrae una grande quantità di uccelli di oltre cento specie diverse, tra cui spiccano : il Falco Pescatore, il Falco di Palude, l’Airone bianco maggiore, l’Airone Rosso, l’Airone cenerino, il Cormorano, la Garzetta, il Germano reale, il Gabbiano Corallino, il Mignattaio, la Spatola, lo Svasso Maggiore, che qui trovano il luogo ideale per una sosta e per la riproduzione. Abitano, ancora, quest’oasi: anatre, gallinelle, d’acqua, il Martin pescatore, la testuggine palustre e la nutrice dal collare. In autunno e primavera transitano grandi flussi migratori di uccelli e in inverno si riscontra la maggior concentrazione di uccelli svernanti. L'oasi, pur essendo riconosciuta “zona umida di valenza internazionale” ai sensi della citata convenzione, non risultava però area protetta nazionale ai sensi della 394/91 e pertanto è stata inglobata nel perimetro del Parco.
Il lago infatti presenta un alto grado di vulnerabilità poiché è un ambiente artificiale in cui la gestione della variazione delle acque è fondamentale per il mantenimento delle caratteristiche delle catene trofiche acquatiche a della vegetazione di sponda, importante per la nidificazione degli uccelli, anatidi in particolare.