La qualità della componente naturale rappresenta un elemento di fondamentale importanza per la stima della qualità complessiva del territorio. Il grado di diversità ecologica e biologica diviene un utile indicatore dello stato di integrità strutturale dei sistemi territoriali, fornendo la base per un’analisi che tracci un bilancio del livello delle pressioni ambientali da parte delle diverse attività umane.

La biodiversità, intesa in senso stretto, è la risultante del complesso dei viventi che partecipano all’ecosistema di una data unità geografica (sito, regione o zona). L’unità di base per la valutazione dei viventi in questo caso è la specie biologica, fondata su base genetica. Nella sua accezione più elementare la biodiversità viene dunque data dalla somma delle specie che costituiscono la componente biologica dell’ecosistema. In realtà a questo punto il problema si complica, perché nell’ecosistema si presentano assieme specie dei gruppi più diversi: piante verdi, animali, microrganismi come funghi e batteri: si tratta di un mondo estremamente vario, e solo in pochi casi favorevoli è possibile averne una conoscenza generalizzata. L’unità di base per lo studio della biodiversità è la specie.

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