Tradizioni locali

 

Conoscere una comunità, comprendendone i valori di riferimento, significa approfondirne le radici partendo dalla scoperta del loro più naturale modo di esplicarsi ovvero assaporandone le tradizioni nelle loro diverse sfaccettature.

Questi elementi essenziali del vero vivere sociale si traducono in credenze, ricorrenze, a volte rituali che si concentrano nella stagione estiva consumandosi sotto le sembianze di processionifeste patronalirappresentazioni sacremercati rionalifiere e sagre.

Colori, sapori, suoni, devozione e racconti di eventi forse leggendari si mischiano in un contesto in cui i limiti fra sacro e profano non sono sempre esattamente definiti.

Le sagre (della trippa a Gerocarne, dei “fileja” e della salsiccia e degli antichi sapori a Maierato, delle zeppole e delle fragole a Pizzo, dei “filatiedi” e delle patate a Polia, del “vijuazzu” ad Acquaro, del cinghiale a Nardodipace, della pasta e suriaca a Fabrizia, delle castagne a Pizzoni e Davoli, dei ceci e dei funghi a Serra San Bruno) e le manifestazioni folkloristiche (Palio di Ribusa a Stilo e Ballo del ciuccio durante la festa di San Rocco a Serra San Bruno) costituiscono momenti salienti in cui la collettività, rigettando l’avanzante secolarizzazione, ritrova il senso dello stare insieme e lo condivide calorosamente con gli emigrati tornati nella terra d’origine e con i turisti pronti ad alimentare lo spirito di concordia tipico delle generazioni precedenti.

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