Ciclovia dei parchi: la Calabria su due ruote

Oggi vogliamo parlarvi di Calabria, non come purtroppo si tende a fare, non lasciando prevalere l’immagine di terra aspra, cruda e selvaggia, nè quella di luogo afflitto dai terremoti, dalla miseria e dalla criminalità.

Oggi vogliamo parlarvi di Calabria e lo faremo a modo nostro.

 

Personificazione esatta della timidezza: non ama ostentare la propria bellezza (pur potendosene largamente vantare), ma preferisce lasciarsi scoprire pian piano. Questa è la Calabria, pura, umile, vergine terra.

Come un libro dalla banale copertina ma dalla storia avvincente, si lascia sfogliare e apprezzare tramonto dopo tramonto, paesaggio dopo paesaggio, tradizione dopo tradizione.

Una Calabria che nasconde, tra le rughe segnate dal trascorrere inesorabile del tempo, un fascino intimo e senza tempo, che vanta di bellezza, natura, mistero e cultura intrecciati in qualcosa di unico e irripetibile. Qualcosa che parla di una terra che chiede solo di essere scoperta, compresa e visitata.

Perciò, oggi viviamo in una Calabria un po’ più consapevole delle proprie potenzialità, che sta crescendo nel tempo imparando a raccontarsi e svelarsi al mondo dei viaggiatori, dei turisti e dei cultori della bellezza in ogni sua forma. Non c’è ostentazione nel suo modo di fare, solo un forte desiderio che tutti possano iniziare a guardare più in fondo.

Uno dei modi che essa ha scelto per far breccia nel cuore dei curiosi visitatori è offrire, mediante una gita fuori porta tutta su due ruote, le sue bellezze paesaggistiche e il patrimonio culturale che queste custodiscono. Basterà infatti percorrere la ciclovia dei parchi per innamorarsi della Calabria e cadere vittima del suo fascino naturalistico.

Ma vediamo di cosa si tratta.

La ciclovia dei parchi è un percorso fatto di verde, di meraviglia e nuove scoperte, di paesaggi che finalmente si svegliano dal torpore e iniziano ad essere apprezzati, curati, amati. Un percorso che, partendo dal Parco del Pollino, collega i 4 parchi calabresi utilizzando prevalentemente strade di competenza provinciale. Complessivamente, si sviluppa per circa 545 km lungo la dorsale calabrese, rafforzando la fruizione turistica delle aree interne. Un’arteria che attraversa e taglia in due la Calabria, la ossigena e la salva da chi, ogni giorno tenta di diffamarla e sminuirla.

Attraverso i territori dei parchi, la ciclovia permette infatti di scoprire una regione dal duplice carattere, marino e montano. Ci sono i due mari, Tirreno e Jonio, che accompagnano costantemente il cicloturista, una volta l'uno, una volta l'altro, spesso entrambi; ma ci sono anche i boschi, ricchi di specie di piante differenti, di alberi antichissimi e unici in tutta la regione, di funghi e di laghi.

E quale miglior modo se non questo per osservare panorami spettacolari, contemplare la ricca biodiversità e la varietà del paesaggio o immergersi in borghi di alto valore storico-culturale custoditi dal territorio?

Dunque, al grido di una terra che chiede di essere più valorizzata, noi abbiamo risposto puntando sul cicloturismo che, mai come in un momento come questo, potrebbe favorire il rilancio della regione. Siamo chiamati infatti a severe restrizioni che impongono il distanziamento sociale, per cui escursioni su due ruote lungo la ciclovia dei parchi sono senza dubbio candidate d’eccellenza per il ritorno agli spazi aperti e per un maggiore utilizzo della bicicletta.

 

Una tappa nel Parco delle Serre

Attraversare la ciclovia, significa anche imbattersi nel Parco delle Serre, un territorio che unico che, in tal modo, può essere ancor più valorizzato dando prestigio al lavoro del direttore Francesco Pititto e del commissario Giovanni Aramini.

Istituito nel 1990, dal 2004 il Parco delle Serre è diventato un’area naturale protetta, con finalità di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale, costituito da formazioni fisiche, biologiche e geomorfologiche che, assieme agli elementi antropici, compongono un bene primario unico nel suo genere.

E quale altro modo, se non in bici, può essere migliore per vivere i borghi ed il paesaggio del magico Parco delle Serre?

Ricco di storia, arte, archeologia e spiritualità, offre una tappa intrisa di una natura incontaminata. Accanto alle bellezze naturali, all’interno del parco, si possono ammirare luoghi di culto di notevole importanza, come la secolare Abbazia dei Monaci Certosini di Serra San Bruno, una delle poche rimaste ancora in attività, il Santuario di Santa Maria del Bosco e il sepolcro del fondatore dell’Ordine dei Certosini, San Bruno di Colonia.  Oppure l’area archeologica delle ferriere Borboniche  di Mongiana con  relativo museo, il complesso siderurgico della Ferdinandea, i monoliti di Nardodipace, senza dimenticare l’affascinante e singolare arte delle carbonaie, che ancora persiste sull’altipiano delle Serre,  o lo straordinario panorama delle cascate di Bivongi  e dell’oasi naturalistica dell’Angitola.

 

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