Serra San Bruno

                   

Chiesa Matrice o di San Biagio


Cenni Storici.

Nasce vicino alla Certosa di Santo Stefano del Bosco, fondata da S. Bruno nel 1095 al ritorno dal Concilio di Piacenza per donazione del conte Ruggero d’Altavilla a cui si aggiungeranno successivi lasciti di altri benefattori che ne fecero nel XVI sec. uno dei maggiori feudi ecclesiastici del meridione .
Brunone di Colonia giunse nelle Serre calabresi nell'estate del 1091, dopo un lungo itinerario attraverso diverse città e contrade d'Europa, per stabilirsi in un luogo tra Arena e Stilo vicino a un monastero di monaci greci. Per proteggere la solitudine di San Bruno e compagni, il conte Ruggiero donò loro la foresta circostante, i terreni, le acque e le montagne che i documenti attestarono avere la denominazione di Serra Santo Stefano. Brunone vi eresse il convento di Santo Stefano, consacrato tra il 1097 e il 1099.
Secondo 1e cronache certosine, i fondatori del borgo sarebbero stati i discendenti dei congiurati di Capua, i quali fatti prigionieri dal conte Ruggiero, vennero dati in servaggio alla Certosa. Alcuni cronisti, invece, sostengono che Serra sia una derivazione del villaggio di Spadola; altri ne fanno derivare l'origine dai profughi dei villaggi vinci, Roseto e Sant'Andrea, distrutti dalle incursioni turche.
Nel 1292 il convento passò ai cistercensi e si ingrandì sempre più ottenendo vaste proprietà in varie parti della Calabria spesso con dominio feudale. I cistercensi lo tennero fino al 1513 anno in cui Leone X lo ridiede ai certosini.
Il prestigio cui la Certosa assurse rapidamente gli aprì la strada per ottenere concessioni e privilegi sovrani che si estesero alla giurisdizione feudale su paesi come Rocca di Neto, Spadola, Montauro e Gasperina.
Assumendo la tipica intricata conformazione urbana medioevale subisce nel XVI e XVII sec. sviluppi di tipo barocco, che disegnano direttrici lineari..
Il terremoto del 1783 distrusse la cittadina ma la Certosa ,che risorse più bella di prima, divenne tra le più rinomate località della Calabria. I francesi, per la legge datata 19 maggio 1807, ne fecero una sede di governo comprendente i Luoghi, ossia Università, di San Rocco, Fabrizia, Isca, Spadola, Brognaturo, Simbario.
el riordino disposto per decreto 4 maggio 1811, istitutivo dei comuni e dei circondari, venne posto a capo di uno di quest'ultimi che riuniva Serra e Spineto, Simbario, Spadola, Brognaturo, Fabrizia e Mongiana. Per il nuovo ordinamento borbonico (legge I maggio 1816) ai suddetti Comuni aggiunge la frazione di Nardo di Pace.
Per decreto di Vittorio Emanuele II, il 22 gennaio del 1863 acquisì l'attuale denominazione Serra San Bruno.

Festa Patronale, San Bruno che si festeggia il  6 Ottobre

Fiere: Ferragosto (14 e 15 agosto);  Festa di OgniSanti (1 Novembre);  Festa di santo Stefano (26 Dicembre)

Altre Festività: Riti della Settimana Santa; Festa della Madonna dei Sette Dolori (IIIª domenica di Settembre); Festa Di Pentecoste con processione con l'ossario di San Bruno); Festa di San Rocco con "Ballu di lu Ciuccio" (16 Agosto)

Mercato:  Giovedì

Da Visitare: Estesa presenza monastica del ‘500 con ruderi risalenti all’anno mille; centro storico ottocentesco con numerosi palazzi signorili.

Chiesa Matrice o di San Biagio Terravecchia.- Completato nella prima metà XIX, Chiesa tardobarocca ricostruita nel 1795 su progetto dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino e completata nel 1869 dall'ingegnere Salomone Barillari. Ha una facciata in granito locale. Presenta internamente e esternamente opere provenienti dalla Certosa alcune delle quali di notevole valore. Orario apertura, tutti i giorni: 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/ktIL2

Chiesa Maria SS.ma dei Sette Dolori Terravecchia. XVIII sec. Costruita su progetto dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino nel 1721. Possiede una facciata semiellittica in blocchi di granito locale che fanno da sfondo al bel portone bronzeo realizzato nel 1961 dall'artista serrese Giuseppe Maria Pisani. Considerata uno dei capolavori dell'architettura tardobarocca della Calabria. Presenta internamente importanti opere provenienti dalla Certosa. Orario apertura, tutti i giorni; 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/zD0Mv

Chiesa Maria SS.ma Assunta di Terravecchia. XVIII sec. Possiede una facciata barocca in granito con blocchi di varia misura provenienti dalla vicina Certosa. Il portale d'ingresso è sormontato da un timpano spezzato che poggia su due colonne con capitelli decorativi. Di pregio l'altare maggiore considerato un capolavoro d'intaglio e, per riprodurre un archetipo perduto, l'olio su tela di San Bruno.https://goo.gl/maps/beaaC

Chiesa Maria SS.ma Assunta di Spinetto. XIX sec. Realizzata dopo il terremoto del 1783 (1883-1885) da Domenico Drago su progetto del poeta scalpellino serrese Bruno Pelaggi. Ha un prospetto in granito locale in stile neoclassico.https://goo.gl/maps/0Sm9M

Pergamo ligneo (Chiesa Matrice "San Biagio"). Spinetto. Fine XVIII sec. Conservato nella chiesa matrice. Realizzato da un artista ebanista serrese di cui non si conosce il vero nome, ma soprannominato "Patacchella". Opera di pregio anche per l'impiego, nella sua realizzazione, di una tecnica, allora sconosciuta, detta "impiallicciatura", secondo la quale venivano messe insieme numerose lamelle di legno pregiato tenute con delle "zeppette" per dare l'idea del mosaico. Orario apertura, tutti i giorni; 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/ktIL2

Santuario Santa Maria del Bosco. XI - ricostruito XVIII. L'Eremo di Santa Maria di Turri o del Bosco fu fondata nel 1091 da San Bruno come chiesa monastica attorno a cui sorsero capanne di legno e fango che ospitavano i padri eremiti.La chiesa fu consacrata solennemente il 15 agosto 1094 alla presenza di Ruggero I di Calabria e Sicilia che, per l'occasione, volle ampliare la sua precedente donazione in favore di Bruno includendovi ulteriori appezzamenti di Stilo e i casali di Bivongi e Arunco (Montepaone).  Ricostruita dopo il terremoto del 1783 sui resti dell'antica chiesa. La chiesa è immersa in uno dei boschi meglio conservato delle serre e uno dei SIC del parco. https://goo.gl/maps/OLThk

Certosa. XI sec. L’anno di fondazione di questa certosa è il 1090, anno in cui San Bruno giunse in Calabria. Il terreno dove poter edificare la certosa , fu generosamente donato dal conte Ruggero il normanno in località “Torre” a circa 850 m d’altezza. La certosa o monastero di Santo Stefano, a soli 2 km dall'eremo, fu fondato da San Bruno per ospitare i monaci conversi. Distrutto dal terremoto del 1783 si iniziò la sua ricostruzione nel 1856 per regio decreto di re Ferdinando II. La visita all'interno è consentita solo in parte dovuto al rigoroso ordine di clausara che impedisce l'ingresso a tutti gli estranei. Per questo nel 1993 è stato istituito il museo. https://goo.gl/maps/ZHOfb

Gruppo marmoreo (Chiesa Matrice "San Biagio"). Terravecchia. XVII sec. Statue marmoree provenienti dalla Certosa. Si trovano nella navata centrale della Matrice. San Bruno e la Madonna col bambino furono realizzate da un artista tedesco David Muller e sono significativi esempi del tardo rinascimento germanico. Santo Stefano e San Giovanni Battista rilevano una derivazione di bottega italiana, forse siciliana. Orario apertura, tutti i giorni: 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/ktIL2

Palazzo Chimirri. Terravecchia. Edificio con un piano fuori terra e seminterrato. Presenta cortile sulla facciata d'ingresso in cui si può ammirare un mezzo busto dedicato al poeta scalpellino Mastro Bruno Pelaggi. Si accede al primo piano tramite una scalinata in pietra. Nel seminterrato è ubicata la bliblioteca "Enzo Vellone" di cui non si conosce la condizione attuale. Attualmente utilizzato per diverse manifestazioni di interesse pubblico. https://goo.gl/maps/umLYA

Palazzotto Pisani. Terravecchia. Propietà privata. https://goo.gl/maps/DxZ1g

Casa Scoppetta. Terravecchia. XIX sec. L'edificio, 4 piani fuori terra, completamente rinnovato, conserva inalterate le caratteristiche architettoniche del periodo e tutti gli elementi granitici. L'ingresso si trova nella parte posteriore rispetto al corso principale dove si può ammirare un portale in granito. Propietà privata. https://goo.gl/maps/gFMpk

Casa Manno. Terravecchia. L'edificio presenta tre piani fuori terra e portale in granito munito di portone. Posto sopra il balcone centrale vi è una targhetta in metallo (già vista in altri edifici) riportante "associazione generale Venezia" pare si tratti di un assicurazione fatta in passato sugli edifici. Attualmente l'immobile ha diversi propietari e ha subito modifiche non rispondenti all'originale. Propietà privata. https://goo.gl/maps/e8Tmy

Palazzo Bifezzi-Chimirri. Terravecchia. L'edificio, 4 piani fuori terra, presenta portale in granito con balcone sovrastante. Attualmente appartiene a diversi propietari che hanno parzialmente ristrutturato l'edificio apportando modifiche non rispondenti all'impostazione originale. Propietà privata.

https://goo.gl/maps/CyRAR

Casa Giancotti. Terravecchia. Edificio con due piani fuori terra sviluppato in larghezza. Presenta portale (dotato di portone in legno) in granito con balcone sovrastante. Fiancheggiano il portale due finestre - oblo. L'immobile, ora appartenente a diversi propietari, ha subito modifiche non rispondenti all'impostazione originale. Propietà privata. https://goo.gl/maps/rExg4

Palazzo Tedeschi. Terravecchia. Propietà privata. https://goo.gl/maps/a6bys

Palazzo Criniti-Pisani. Terravecchia. Propietà privata.  https://goo.gl/maps/ykzf1

Palazzo Peronacci. Terravecchia. Si presume XVII sec. Palazzo Peronaci, opera presumibilmente dell'architetto Biagio Scaramuzzino, è uno degli edifici più antichi di Serra, risalente – si presume – al Seicento. Le fonti più antiche che ne parlano risalgono al marzo 1811, quando il viceré del regno di Napoli, Gioacchino Murat, inviò il suo capo di stato maggiore, il generale Manhes, a punire la popolazione di Serra per la morte di due ufficiali francesi, uccisi dai briganti. Manhes – secondo quanto riporta la “Platea” – alloggiò proprio a palazzo Peronaci. La struttura architettonica del palazzo all’epoca era diversa, ma ancora oggi risulta semplice risalire a quella originale. Sicuramente distrutto dal terremoto del 1783, l'edificio fu ristrutturato e abbellito con un imponente portale e con vari elementi in granito, provenienti con buona probabilità dall'antica certosa, distrutta anch’essa dal sisma.  L'edificio presenta due piani fuori terra. Il portale presenta conci di base ed all'imposta formanti una cornice. I piedritti e l'arco di volta sono costituiti da conci bugnati lavorati a punta di diamante e a superfice piana. La chiave rappresenta una maschera apotropaica. Il sovrastante balcone in pietra e ferro battuto completa il portale. Sulla facciata uno stemma riportante 3 gigli francesi su torre e leone rampante. Propietà privata. https://goo.gl/maps/gGSAm

Archivio/Biblioteca della Certosa. Certosa. XI sec. Le origini della biblioteca risalgono al 1900, quando i priori della casa si interessarono per la sua istituzione. Il primo nucleo bibliografico era costituito dai libri di una Certosa francese soppressa nel 1901; la raccolta si è poi arricchita di numerosi volumi in gran pate provenienti da donazioni di famiglie serresi e da biblioteche monastiche chiuse. Accanto ai volumi più strettamente legati alla spiritualità certosina sono conservati documenti relativi alla Calabria ed in particolare al territorio delle Serre. Fra le collezioni pregevoli sono da ricordare i 60 volumi in folio delgli "Acta Sanctorum" dei Bollandisti e alcune pergamene e volumi manoscrtìitti provenienti dalla Certosa stessa di Serra e da quella di Padula. L'accesso riservato ai monaci, a studiosi e ricercatori autorizzati. https://goo.gl/maps/NrZ0B

Museo della Certosa. Certosa. Edificio ospitante del XI sec. Il Museo della Certosa è nato nel 1993 su impulso della comunità monastica di  Serra San Bruno ed è ubicato all'interno della stessa Certosa in un'ala accessibile attraverso un'entrata distinta e indipendente. Il Museo conta circa 20 ambienti e si sviluppa su un unico piano per circa 1200 metri quadrati. Il museo è articolato come itinerario spirituale e storico sulla presenza dell'ordine certosino in Calabria. Si tratta di una visita guidata con pannelli didattici, foto, ricostruzioni di ambienti(ad esempio, la cella dei certosini, la biblioteca), una sala audiovisivi. Tra i pezzi di maggior pregio vanno ricordati alcuni quadri del XVI e XVII secolo, una varia processuale del XVII secolo ed una statua in steatite raffigurante S. Stefano. L’orario d’apertura è variabile (vedi sito). https://goo.gl/maps/NrZ0B

Chiesa San Gerolamo. Terravecchia. XIII sec. (edificata nel 1280, data incisa in prossimità dell'altare). Chiesetta con unica navata dedicata al santo degli avvocati e delle cause perse, San Gerolamo festeggiato il 30 di settembre. Su un peldagno dell'altare, in pietra locale, è riportata la data di probabile edificazione della struttura 1280. L'edificio presenta il rifacimento del soffitto con travature in legno. All'interno è possibile ammirare due splendidi quadri del 1910 di F.co Bosco raffiguranti San Bonaventura e San Gregorio. https://goo.gl/maps/9wNAX

Fontana di Bonsignuri. Terravecchia. Fontana in pietra del  XVIII sec. Parte estetica essenziale dell’edificio Peronaci era la fontana, all’epoca posta a ridosso di una parete dell’atrio del palazzo e successivamente spostata nella piazza, forse per fornire acqua agli abitanti del rione. La fontana è probabilmente attribuibile all’architetto Biagio Scaramozzino, famoso in tutto il regno per le sue opere: collaborò con Vanvitelli alla realizzazione della Reggia di Caserta, a Serra progettò e realizzò la chiesa dell’Addolorata, la chiesa Matrice ed altre importanti opere. Scaramozzino aveva una sua inconfondibile firma, un simbolo che richiama chiaramente un organo sessuale femminile, che gli valse il nomignolo “Patacchella”. Un segno inequivocabilmente presente anche sulla fontana di “Bonsignuri”. https://goo.gl/maps/dMZp1

Croce Ferrata. https://goo.gl/maps/aGViM

Chiesuleda.  XVIII sec. La chiesetta apparteneva ad una famiglia facoltosa di Serra San Bruno; negli anni '90 veniva data in donazione alla parrocchia dell'Assunta di Spinetto. La sua origine risale al periodo successivo al terremoto del 1783 ed è dedicata alla Madonna delle Grazie. Conserva una statua di San Michele. https://goo.gl/maps/LKsF0

Chiesa di San Rocco. Immersa nella vegetazione del parco antistante di platani, tigli e pioppi è la chiesetta di San Rocco collocata all'ingresso nord di Serra. L'interno a mononavata custodisce una statua di San Rocco a cui è dedicata una partecipata festa popolare la sera del 16 agosto. Necessarie opere di restauro.  https://goo.gl/maps/NPlCo

 

Chiesa della Santa Famiglia.  https://goo.gl/maps/dEbhmN5E78F2