Monterosso Calabro

          

Chiesa Santa Maria del Soccorso

Cenni Storici.

Non si hanno notizie certe sulla fondazione del borgo.
Nel 950, comunque, esisteva già la torre normanna di avvistamento, nota come Rocca Capana (questo fu probabilmente il primo nome di Monterosso).
Nel 1087 Roberto il Guiscardo ottenne dal Papa la concessione di un sigillo aureo, dove si legge che, alle dipendenze di Arnulfo, vescovo di Mileto, è stato comandato "Giovanni sacerdote cognato di Galati di Monterosso e Giovanni Sacerdote da Menniti con i figli". Sotto Roberto il Guiscardo e fratello Ruggero, venne istituita la parrocchia (forse dedicata all'Addolorata) e restaurata la fortezza Capana. Nel 1290 Monterosso faceva parte della Signoria dei Ruffo di Catanzaro.
In questo periodo erano presenti i basiliani nella chiesa di San Sebastiano (che non esiste più), i camaldolesi e i carmelitani. Fu avviata la costruzione della chiesa di San Giacomo (distrutta dal terremoto del 1783). Nel 1440 il borgo venne annesso al feudo di Castelmonardo di proprietà del barone Antonio delle Trezze, dipendente da Antonio Centelles, marchese di Crotone, che si ribellò ad Alfonso d'Aragona. Il re di Napoli non vedeva di buon occhio il matrimonio del nobiluomo con la contessa Ruffo di Catanzaro.
Nel 1544 il paese venne gravemente danneggiato dal terremoto.
Durante XVII sec., si diffuse l'artigianato della seta e del lino. Venne costruita una filanda di cui rimangono pochi avanzi. Nel 1614 il borgo fu quasi distrutto dal sisma. Nel 1620 fu investito da una gelata di grandi proporzione. Secondo un aneddoto una pariglia di 20 buoi riuscì ad attraversare il fiume Angitola completamente ghiacciato. Nell'estate del 1625 fu la volta di una terribile siccità, che compromise il raccolto. Gran parte del borgo venne distrutta dal terremoto del 1638. Il terremoto del 1783 rase al suolo Monterosso; la chiesa dell'Addolorata, i conventi dei camaldolesi e quello dei carmelitani furono distrutti. Le suore del Carmelo riuscirono a sfuggire al forte sisma rifugiandosi nel chiostro, rimasto illeso. Il paese venne ricostruito grazie all'impegno del Duca Pignatelli e ai contributi della Cassa d'oro.
L'ordinamento amministrativo disposto dal generale Championnet nel 1799, incluse Monterosso nel Cantone di Monteleone; la legge promulgata dai francesi il 19 gennaio 1807 ne faceva un Luogo nel Governo di Filadelfia; con il riordino del 4 maggio 1811 diveniva Capo di Circondario comprendente i Comuni di Filadelfia, Francavilla, Polia, Capistrano, San Nicola e Vallelonga. Nel 1846 a Monterosso si verificarono numerosi fatti di sangue legati ai moti rivoluzionari. Personalità di spicco fu Domenico Mazza che riuscì a occupare gli edifici pubblici proclamando il paese territorio liberato dalla Guardia Nazionale.

 Festa Patronale, Santa Maria del Soccorso che si festeggia la  Iª domenica di Luglio

Fiere: 5 maggio; Il giovedì precedente la prima domenica di luglio

Altre Festività: Festa della Madonna del Carmelo (IIª Domenica di Agosto), Festa del SS. Crocifisso (IIIª domenica di Settembre); Festa Della Madonna del Rosario (Iª domenica di ottobre)

Mercato: Martedì

Da Visitare: Chiese parrocchiali e qualche palazzo signorile, museo antropologico.

Chiesa Maria del Santissimo Soccorso.  Nel XVII secolo - Ricostruita nel 1929. Presenta dei richiami all'architettura barocca si scuola napoletana. La facciata è caratterizzatta da colonne ioniche di diversa dimensione sia nel livello inferiore che in livello quello superiore. Il livello superiore è dominato dalla nicchia che ospita la statua della Madonna del Soccorso. In fondo alla chiesa si trova l'altare della Madonna e del Cristo di origine settecentesca. https://goo.gl/maps/hYqk0

Chiesa del SS. Rosario. 1702. Chiesa a 1 navata. https://goo.gl/maps/3wXSU

Chiesa di Maria SS. del Carmelo. 1909. Ex Convento dei Carmeliti. https://goo.gl/maps/Cnvum

Polo Museale Multimediale  e Civiltà Contadina.  Fondato nel 1983, il museo è suddiviso in varie sezioni: arte contadina, tessile, della terracotta, del legno, del ferro e del costume. Tra i pezzi conservati (3.000 circa) sono di particolare pregio un torchio ligneo del 1800, uno stampo per le ostie del 1700 e alcuni pesi da telaio del II secolo a.C. Notevoli anche la raccolta di vecchi costumi tradizionali provenienti da Tiriolo, San Nicola da Crissa e Monterosso, e gli stumenti per la lavorazione della canapa, del lino e della ginestra. Nello stesso edificio, ex frantoio oleario Massara e successivamente "filanda" è situato il “Museo Multimediale delle Serre Calabresi”, si colloca nella struttura della Capana, il cui nucleo centrale è costituito da un edificio storico molto suggestivo, ricostruito dopo il terremoto del 1783. Il palazzo è suddiviso in 4 sezioni:  multivisione, sala didattica, biblioteca e uffici; dove è possibile ammirare tramite documentazione fotografica e filmica, composta da immagini d’epoca e prodotti attuali: 1) la geografia, la flora e la fauna, i percorsi naturalistici; 2) il territorio, l’urbanistica, l’architettura; 3) la società, il lavoro, l’alimentazione; 4) il quadro dialettale, la musica tradizionale, il culto dei santi, le feste e le ritualità. Trasferito presso la Filanda. https://goo.gl/maps/OrzmP

Palazzo Aceti-Amoroso. In passato ha ospitato il museo della "civiltà contadina".  https://goo.gl/maps/c7tdl

Palazzo via G. Marconi, 3. E' nato Arnoldo Farina il 03/10/1924. https://goo.gl/maps/xRh6S

Palazzo Grotteria. https://goo.gl/maps/Jd4Tt

 

 

 

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