Francavilla Angitola


          

Chiesa Matrice di San Foca.


Cenni Storici.

Pare che la fondazione di Francavilla Angitola risalga al X secolo, quando furono riunificati gli abitati preesistenti di Carthopoli, Cloponi e Santo Foca, casali di Rocca Angitola. Il primo insediamento sembra si sia inserito, infatti, in quella rete difensiva voluta dai Normanni e realizzata con la ricostruzione e la fondazione di castelli e città fortificate per il controllo sia del litorale Tirreno e Jonico, sia della regione interna. La schematica rappresentazione del sistema difensivo normanno sulla costa orientale e occidentale consente di avanzare l’ipotesi che il “Castellum” di Francavilla costituisse un punto di raccordo tra i centri fortificati disposti lungo il percorso dell'antica via Popilia e quelli posizionati sul litorale Jonico. La funzione principale era comunque quella difensiva. Il nome del borgo pare sia stato Francavilla fin dalle origini. L’etimologia, “borgo franco”, testimonierebbe il fatto che la cittadina fu per molto tempo libera da vincoli di vassallaggio.  Non è dato sapere la durata temporale di questo status. In alcuni documenti storici appare un tale Gentile San Giorgio, signore di Francavilla, nel 1270. Roberto D’angiò, nel 1309, lo assegnò al conte Roberto Sanseverino i cui eredi lo mantennero fino al 1501. Nel 1504 subentrò al governo del feudo la famiglia spagnola De Silva y Mendoza duchi dell'Infantado e vi rimasero fino all'eversione della feudalità. Nel 1783 Francavilla fu rasa al suolo dal terribile sisma che distrusse gran parte della Calabria. La ricostruzione del paese fu motivo di controversie tra i cittadini superstiti. Alcuni volevano che il nuovo sito urbano sorgesse nella pianura dello Ziopà, altri volevano riedificare il paese sulle macerie di quello precedente. La questione fu definita nel 1789 quando la Suprema Giunta di Corrispondenza di Napoli decretò la ricostruzione dell’antico sito. L’ordinamento amministrativo disposto per la Calabria nel 1799 dal generale Championnet incluse il paese nel Cantone di Napoleone. Nella sistemazione data dai francesi per la legge del 1807 venne considerato Luogo e incluso nel Governo di Filadelfia. Con il successivo riordino disposto nel 1811 venne dichiarato Comune e trasferito nel Circondario di Monterosso. Nel 1816 a Francavilla venne attibuita la frazione di Montesoro e fu inserita nel Circondario di Filadelfia. Assunse l’attuale denominazione di Francavilla Angitola dopo l'Unità d'Italia con decreto del 26 marzo 1863. La festa padronale è quella di San Foca che si festeggia la  IIª domenica di agosto, degne di nota anche la Festa Della gente di Mare (19 Luglio) e La Cumprunta (Domenica di Pasqua). Da Visitare: Antichi resti romani, ville e anfiteatro; resti medioevali: cinta muraria; chiese e molti palazzi antichi.

Festa Patronale; San Foca che si festeggia la  IIª domenica di agosto

 Altre Festività: Festa Della gente di Mare (19 Luglio); La Cumprunta (Domenica di Pasqua)

Da Visitare: Antichi resti romani, ville e anfiteatro; resti medioevali: cinta muraria; chiese molti palazzi signorili.

Chiesa Matrice di San Foca.  XI sec. (1794-1806 sui bastioni dell'ex Castello del Duca dell'Infantado). Chiesa parrocchiale di S. Foca con facciata ottocentesca a due ordini. Venne edificata nell’alto medioevo e sorgeva nell’area dell’attuale piazza Marconi. Al suo interno esistevano le seguenti cappelle: SS. Sacramento; S. Maria del Carmine; S. Carlo Borromeo; S. Anna; San Giuseppe; SS. Immacolata; San Domenico. La chiesa fu costruita  a croce latina, divisa in tre navate, finemente decorata nel 1847 dai fratelli Riga di Pizzo Calabro; essa rappresenta un vero gioiello architettonico. La chiesa fu chiusa temporaneamente per restauri nel 1854 essendo stata danneggiata dal terremoto del 12 febbraio dello stesso anno. L'8 agosto 2002, dopo quasi quindici anni di chiusura, la Matrice è stata riaperta al culto alla presenza del presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Ruperto, la cui famiglia è originaria di Francavilla, e del vescovo Domenico Tarcisio Cortese. https://goo.gl/maps/0SVQT

Chiesa Santa Maria delle Grazie.  1790. Situata a breve distanza dai ruderi del Calvario vecchio e dalla Chiesa di S. Pietro divenne la seconda chiesa del paese. Mons. Carafa nel 1763 l'elevò alla dignità di chiesa parrocchiale emanando un decreto di divisione che cercava di mettere fine alle continue dispute tra i due parroci di S. Foca. Più volte danneggiata dai sismi venne sempre restaurata e riaperta al culto. E' particolare la devozione e l'attaccamento dei francavillesi alla Madonna lignea che si trova all'interno di questa chiesa, opera dell'intagliatore Vincenzo Scrivo da Serra S. Bruno, che la completò nel 1796. Ha sulla facciata un bel portale  lapideo con arco ribassato e decori. L'aula liturgica è molto piccola e conserva oltre alla Madonna delle Grazie dello Scrivo un tabernacolo in legno intarsiato, opera d'artigianato locale, la statua di Santa Lucia,  la statua di Santa Teresa, la statua di Santa Maria Goretti, la statua del Cuore di Gesù. Sopra l’altare maggiore domina un grande Crocifisso appeso alla parete di fondo.  https://goo.gl/maps/6XMC3

Chiesa Maria S.S. del Rosario. 1847. Fino a qualche decennio fa questa chiesa appariva unita alla struttura dell'ex convento dei Domenicani (attuale Palazzo Mannacio). Danneggiata dal sisma del 1783, fu soppressa dai Francesi nel 1809 insieme al convento. Il 27 settembre 1813 la chiesa riaprì ufficialmente al culto. Nel 1843 la confraternita provvide alla ricostruzione della chiesa che era stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1783. Il portone e’ sormontato da un finestrone e da un fregio con croce in alto. A fianco della facciata c’e’ il massiccio campanile quadrato. Di particolare interesse il portone d'accesso in bronzo, opera dello scultore Giuseppe Farina, recante bassorilievi che ripropongono scene di vita sociale e religiosa di Francavilla. L'interno, a una sola navata, è stato decorato nel XIX secolo dal fratelli Riga. Custodisce le statue di San Rocco, del Cristo Risorto, della Madonna del Rosario e di San Francesco di Paola; ai lati dell’ altare maggiore la statua della Fede e quella della  Speranza. Si trovano pure le tavole di Santa Teresa da Lisieux, opera di Bonelli (meta’ del 900), della Circoncisione di Gesù, di S. Anna e di S. Gioacchino e di S. Teresina del  Bambino Gesù. https://goo.gl/maps/H0sTQ

Museo dell' Identità c/o P.zzo Manniacio. Museo. Edificio del 1545. Il museo era ospitato all'interno di Palazzo Mannacio, ex convento domenicano. Il Museo dell'Emigrazione, intitolato a "Giovanni Battista Scalabrini", esponeva materiale raccolto a partire dal 1989 che documentava il fenomeno dell'emigrazione meridionale dal 1860 ai giorni nostri. Attraverso un itinerario visivo e cronologico mostrava i momenti precedenti alla partenza, cioè quelli di una società contadina la cui vita era scandita dal suono delle campane e dal calendario agrario. Dismesso il Museo dell'Emigrazionie, oggi lo stesso edificio ospita il Museo dell'Identità. Raccoglie documenti, foto d'epoca e materiale vario, con l'intento di riscoprire il passato e di non disperdere le radici culturali del paese nei miti della globalizzazione.  https://goo.gl/maps/0k4qW

Fontana P.zza M. Solari.  Fontana in pietra intagliata proveniente dall’ex convento di S. M. dell’Annunziata. https://goo.gl/maps/coItW

Convento agostiniano di Santa Maria della Croce.  Inizio del XVI sec. Fondato nel 1502. Il Convento fu eretto grazie all’impegno di Padre Matteo Mileto che divenne il primo priore nella prima metà del 1500. Il Convento fu più volte lesionato dai terremoti, in modo particolare da quello del 1783. Nel 1809 venne abolito da Re Gioacchino Murat; virtualmente ripristinato nel 1820, venne di fatto chiuso nel 1821 con il trasferimento dei frati a Monteleone.  La chiesa conventuale, dotata di 11 altari, conservava diverse opere d’arte tra cui una statua in marmo della Vergine, realizzata nel 1543 dallo scultore messinese Giovan Battista Mazzolo. La statua attualmente si trova nella chiesa di S. Maria del Carmine di Filadelfia. https://goo.gl/maps/VKdmg

Palazzo Manniacio - ex Convento Domenicano. Costruito in epoca napoleonica e più volte ristrutturato, il palazzo, ex convento domenicano di Santa Maria Annunziata, attualmente ospita il Museo dell'Identità, la Biblioteca comunale e il Centro culturale anziani, si trova in pieno centro abitato. Si eleva su  due livelli, il superiore dei quali è corredato da balconi in ferro battuto. All'interno si accede per mezzo di un ampio portale ad arco con  lucernaio in ferro battuto che immette in un atrio di stile rinascimentale. Le stanze sono comunicanti e custodiscono parte degli arredi originari (un pianoforte e antiche scrivanie). Su questo sito un tempo sorgeva il convento di S. Maria dell'Annunziata dei Padri domenicani (fondato nel XVI secolo).  https://goo.gl/maps/2MgRL

Palazzo Solari - Sede Municipale.  Sede del municipio. Il palazzo fù di propietà di un importante famiglia di imprenditori di Asti arrivati a Francavilla verso l'inizio del 600. I Solari gestivano un attività imprenditoriale vasta quanto complessa: bancaria, commerciale, appalti e gestioni di funzioni dello Stato (esazioni  e imposizioni fiscali), principalmente arrendamento della seta per tutta la Calabria, del sale, della pece della Sila, del ferro di Bivongi ecc..  https://goo.gl/maps/2MgRL

Antico Calvario a 5 croci  Greco – Bizantino. Ruderi antico calvario. Considerato il monumento più significativo della zona. Composto da cinque icone sovrastate dalle relative croci.  https://goo.gl/maps/hKuZX

Ruderi antica Casa Gentilizia con fossa. Ruderi.  https://goo.gl/maps/BMDBf

Ruderi antica Casa Gentilizia. Ruderi. https://goo.gl/maps/EIMub

Ruderi antica Torre Difesa. Ruderi. https://goo.gl/maps/Vy3J0

 

 

 

 

 

 

 

 

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