Brognaturo


                                            

                           Santuario Maria SS.ma della Consolazione

Cenni Storici.

Il paese di Brognaturo non ha origine molto antica in quanto non se ne rinviene traccia alcuna nelle carte Normanne, Sveve ed Angioine. L’unica citazione, peraltro sommaria, è presente all’interno di un diploma del Conte Ruggero (il Normanno) datato alla fine del XII secolo. Da qui si evince che Brognaturo probabilmente deriva da un antico paese, posto sui monti circostanti, di denominazione greca : “Brondismenon”, i quali abitanti solo molto tempo dopo scesero a valle e diedero origine all’attuale Brognaturo. A proposito dell’origine etimologica del nome, un’altra ipotesi “storica”, ma pur sempre di ipotesi si tratta, su “Brognaturo” è che questi è la derivazione dal vocabolo dialettale “Brogna”: una specie di corno in uso presso i pastori per richiamare il gregge. Ipotesi suffragata anche da alcune note storiche del vescovo Mons. Bruno Tedeschi da Serra San Bruno che descrive Brognaturo come un paese molto antico formato in origine da massari e mandriani.
Inizialmente danneggiato durante il terremoto del 1783, fu poi danneggiato dal terremoto del 1905.  Reso famoso dalla produzione di Pipe, fu in origine Casale della Baronia di Santa Caterina.
Nel corso dei secoli è passata da un signore all’altro, diventando spesso oggetto di contesa.
Fu Feudo dei Marchesi di Arena, di G. b. Soriano, di Ferrante Carafa, di Gaspare Passarella, di Tommaso Sersale e di Paolo di Sangro. Fu sconquassata dal terremoto del 1783.
Elevato a Comune nel 1811, subì notevoli danni a causa del devastante terremoto del 1783. Venne nuovamente danneggiato nel 1905 a seguito di un altro sconvolgente evento sismico.

 Festa Patronale: Madonna della Consolazione che si festeggia la 1ª Domenica di Settembre

 Fiera.  I° Domenica di Settembre

 Mercato. Lunedì alternato

 Da Visitare: Chiese parrocchiali.

Santuario Maria SS.ma della Consolazione.  XII sec. Nella Chiesa Parrocchiale sono conservati il gruppo marmoreo rinascimentale dell’"Annunciazione di Maria Vergine" (1532) dello scultore Carrarese G.B. Mazzolo testimonianza del legame della popolazione locale col monastero domenicano dell'Annunziata (ora sede di manifestazioni culturali) e il gruppo statuario di "San Giuseppe e il Bambino"in legno intagliato policromo si presume realizzato fra la fine del Settecento e l'inizio dell' Ottocento probabilmente da un artista di scuola serrese. Patrona del paese fu Santa Caterina fino alla scoperta nel 1721 dell'immagine della vergine presente nella cappella centrale di una delle navate. https://goo.gl/maps/6T7eq

 Palazzo Tiani. Costruito nel XVI secolo, si sviluppa su due piani e si caratterizza per un imponente arco d’ingresso in pietra che consente l’accesso all’interno del cortile. Al piano superiore troviamo un portale in pietra ad arco a tutto sesto ed un ballatoio, sostenuto da due semplici colonne, che affaccia sul cortile. Qualificato documento di architettura civile con cortile interno ed entrata attraverso un imponente arco, realizzato con pietra granitica locale, testimonianza della vocazione artistica della zona, grazie alla presenza di abili artigiani. https://goo.gl/maps/pwQKE

Convento di San Domenico o dell'Annunziata. L'edificio è stato parzialmente ricostruito e viene oggi utilizzato come luogo di aggregazione in occasione di feste e ricorrenze. https://goo.gl/maps/a9lvW

Castello della Baronessa. Il castello sorge nel bosco in posizione elevata, sono visibili i ruderi con i caratteristici torrioni angolari. Secondo la leggenda la Baronessa, alla ricerca di avventure amorose, vi ospitava giovani dei paesi vicini che poi faceva sparire nelle paludi circostanti. Maria Enrichetta Scoppa Baronessa di Badolato morta nel 1912, non vi dimorava abitualmente, in quanto lei era domiciliata a Sant’Andrea. La piana nell’ottocento era destinata alla coltivazione presumibilmente di grano, dal periodo della semina fino a quello del raccolto vi era molto fermento, un via vai di coloni. Al piano superiore del castello vi erano le stanze della Baronessa e dei suoi ospiti. Del piano inferiore, invece, parte era adibito per ospitare la guarnigione che poi rimaneva a presidio anche in inverno, un altro locale fungeva da deposito per le provviste e c’era poi anche una piccola stalla che ospitava i cavalli della Scoppa. Sorgeva anche una chiesetta nelle vicinanze del castello di cui oggi non c’è traccia quindi difficile risalire all’esatta ubicazione.

Bottega Artigianale Pipe Grenci. Produzione di pipe artigianali. Una cultura antica, quella della produzione di bellissime pipe d’autore, sopravvive in questo piccolo centro montano grazie alla bottega di Vincenzo Grenci figlio d’arte del maestro Domenico Antonio Grenci che aprì la sua bottega negli anni 60. Gli esemplari che ancora si producono in questo laboratorio sono vere opere d’arte per finezza di intaglio e per il materiale impiegato: la radica calabrese che per il suo basso contenuto di tannini è considerata la migliore al mondo per qualità. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini, Enzo Bearzot e lo storico sindacalista Luciano Lama sono solo alcuni nomi che possono essere annoverati fra gli estimatori del lavoro dei maestri Grenci.  https://goo.gl/maps/2ek5yxbrycD2


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