Il Parco Naturale delle Serre è lieto di illustrarvi tutti i Beni Culturali dei Comuni facenti parte del perimetro dell'Area Protetta. Per ciascun  Comune, è possibile ottenere informazioni  sui luoghi, quali Chiese, Musei ed altri Beni di rilevanza storico culturale.

nota: I Comuni saranno sottoposti ad un continuo aggiornamento.



Brognaturo


                                            

                           Santuario Maria SS.ma della Consolazione

Cenni Storici.

Il paese di Brognaturo non ha origine molto antica in quanto non se ne rinviene traccia alcuna nelle carte Normanne, Sveve ed Angioine. L’unica citazione, peraltro sommaria, è presente all’interno di un diploma del Conte Ruggero (il Normanno) datato alla fine del XII secolo. Da qui si evince che Brognaturo probabilmente deriva da un antico paese, posto sui monti circostanti, di denominazione greca : “Brondismenon”, i quali abitanti solo molto tempo dopo scesero a valle e diedero origine all’attuale Brognaturo. A proposito dell’origine etimologica del nome, un’altra ipotesi “storica”, ma pur sempre di ipotesi si tratta, su “Brognaturo” è che questi è la derivazione dal vocabolo dialettale “Brogna”: una specie di corno in uso presso i pastori per richiamare il gregge. Ipotesi suffragata anche da alcune note storiche del vescovo Mons. Bruno Tedeschi da Serra San Bruno che descrive Brognaturo come un paese molto antico formato in origine da massari e mandriani.
Inizialmente danneggiato durante il terremoto del 1783, fu poi danneggiato dal terremoto del 1905.  Reso famoso dalla produzione di Pipe, fu in origine Casale della Baronia di Santa Caterina.
Nel corso dei secoli è passata da un signore all’altro, diventando spesso oggetto di contesa.
Fu Feudo dei Marchesi di Arena, di G. b. Soriano, di Ferrante Carafa, di Gaspare Passarella, di Tommaso Sersale e di Paolo di Sangro. Fu sconquassata dal terremoto del 1783.
Elevato a Comune nel 1811, subì notevoli danni a causa del devastante terremoto del 1783. Venne nuovamente danneggiato nel 1905 a seguito di un altro sconvolgente evento sismico.

 Festa Patronale: Madonna della Consolazione che si festeggia la 1ª Domenica di Settembre

 Fiera.  I° Domenica di Settembre

 Mercato. Lunedì alternato

 Da Visitare: Chiese parrocchiali.

Santuario Maria SS.ma della Consolazione.  XII sec. Nella Chiesa Parrocchiale sono conservati il gruppo marmoreo rinascimentale dell’"Annunciazione di Maria Vergine" (1532) dello scultore Carrarese G.B. Mazzolo testimonianza del legame della popolazione locale col monastero domenicano dell'Annunziata (ora sede di manifestazioni culturali) e il gruppo statuario di "San Giuseppe e il Bambino"in legno intagliato policromo si presume realizzato fra la fine del Settecento e l'inizio dell' Ottocento probabilmente da un artista di scuola serrese. Patrona del paese fu Santa Caterina fino alla scoperta nel 1721 dell'immagine della vergine presente nella cappella centrale di una delle navate. https://goo.gl/maps/6T7eq

 Palazzo Tiani. Costruito nel XVI secolo, si sviluppa su due piani e si caratterizza per un imponente arco d’ingresso in pietra che consente l’accesso all’interno del cortile. Al piano superiore troviamo un portale in pietra ad arco a tutto sesto ed un ballatoio, sostenuto da due semplici colonne, che affaccia sul cortile. Qualificato documento di architettura civile con cortile interno ed entrata attraverso un imponente arco, realizzato con pietra granitica locale, testimonianza della vocazione artistica della zona, grazie alla presenza di abili artigiani. https://goo.gl/maps/pwQKE

Convento di San Domenico o dell'Annunziata. L'edificio è stato parzialmente ricostruito e viene oggi utilizzato come luogo di aggregazione in occasione di feste e ricorrenze. https://goo.gl/maps/a9lvW

Castello della Baronessa. Il castello sorge nel bosco in posizione elevata, sono visibili i ruderi con i caratteristici torrioni angolari. Secondo la leggenda la Baronessa, alla ricerca di avventure amorose, vi ospitava giovani dei paesi vicini che poi faceva sparire nelle paludi circostanti. Maria Enrichetta Scoppa Baronessa di Badolato morta nel 1912, non vi dimorava abitualmente, in quanto lei era domiciliata a Sant’Andrea. La piana nell’ottocento era destinata alla coltivazione presumibilmente di grano, dal periodo della semina fino a quello del raccolto vi era molto fermento, un via vai di coloni. Al piano superiore del castello vi erano le stanze della Baronessa e dei suoi ospiti. Del piano inferiore, invece, parte era adibito per ospitare la guarnigione che poi rimaneva a presidio anche in inverno, un altro locale fungeva da deposito per le provviste e c’era poi anche una piccola stalla che ospitava i cavalli della Scoppa. Sorgeva anche una chiesetta nelle vicinanze del castello di cui oggi non c’è traccia quindi difficile risalire all’esatta ubicazione.

Bottega Artigianale Pipe Grenci. Produzione di pipe artigianali. Una cultura antica, quella della produzione di bellissime pipe d’autore, sopravvive in questo piccolo centro montano grazie alla bottega di Vincenzo Grenci figlio d’arte del maestro Domenico Antonio Grenci che aprì la sua bottega negli anni 60. Gli esemplari che ancora si producono in questo laboratorio sono vere opere d’arte per finezza di intaglio e per il materiale impiegato: la radica calabrese che per il suo basso contenuto di tannini è considerata la migliore al mondo per qualità. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini, Enzo Bearzot e lo storico sindacalista Luciano Lama sono solo alcuni nomi che possono essere annoverati fra gli estimatori del lavoro dei maestri Grenci.  https://goo.gl/maps/2ek5yxbrycD2


Santa Caterina dello Ionio

Chiesa Santa Maria Assunta

Cenni Storici.

Detto anche Santa Caterina di Badolato, l’abitato fu fondato da profughi della costa. Fu casale della Contea di Arena, concesso ai Galeota (1503) e rivendicato dai Concublet (1515). Verso il 1570 entrava nel dominio della famiglia de Patti, successivamente in quello degli Averna, nel 1629 in quello dei Gioeni, dai quali, nel 1655 passava ai Colonna, poi ai Marzano (1664-1722) che lo dotarono di un castello. Nel giro di sette anni si succedevano al suo dominio le famiglie Perrone, Berlingieri, Vitale, Perrelli di Monasterace (1729-1759), ed in ultimo i di Francia che lo tennero fino all'eversione della feudalità (1806). Fu pesantemente danneggiato dal terremoto del 1783; nel 1799 venne riconosciuto Comune e posto nel Cantone di Satriano. Per l’ordinamento amministrativo disposto dai francesi per legge 19 gennaio 1807, Santa Caterina veniva considerato Luogo, ossia Università, nel cosiddetto Governo di Badolato. Disposizione che venne mantenuta quando per decreto 4 maggio 1811 vennero costituiti i Comuni ed i Circondari. Con la legge 1 maggio 1816 i Borboni diedero un nuovo assetto alla regione mediante il ripristino della provincia di Catanzaro e l’istituzione di quella nuova di Reggio. Lafesta padronale è quella di Santa Caterina da Alessandria 25 Novembre.

 Festa Patronale, Santa Caterina da Alessandria 25 Novembre

Altre Festività: Sagra delle alici (8 agosto); Festa della Birra (ottobre)

Mercato: Lunedì

Da Visitare: Chiese, torre.

Chiesa Santa Maria Assunta (Chiesa Matrice). XVII sec.e ricostruita in seguito a un incendio nel 1983. Ha la forma di croce latina a tre navate, si accede attraverso la splendida "Porta dell'Acqua". Presenza di splendidi altari in marmi policromi nelle navate laterali rispettivamente a sinistra: altari di San Giuseppe e dell'Immacolata, a destra San Francesco e dell'Addolorata. https://goo.gl/maps/wFPHRrLKhgz

Chiesa dell'Immacolata Concezione. XVIII sec. Un tempo cappella dei Feduatari, di forma rettangolare è sita in Via Porta dell'Acqua, a picco su un burrone. All'interno della piccola Chiesa si trovano quadri di indubbio valore artistico. Come la tela di olio del XVII sec. Madonna della Grazie" e "l'Immacolata". https://goo.gl/maps/BoX4TnpjnSJ2

Chiesa Santa Caterina D'Alessandria. XVII sec. Di forma a croce latina a tre navate, completata nel XVII. Il popolo eresse la chiesa sul punto in cui, secondo la leggenda, la Santa Patrona apparve ai saraceni e li scaccio dal paese. All'interno custodisce un altare maggiore in marmi policromi con quadro di L. Beltrone, altare di San Francesco di Assisi con quadro, altare del Sacro Cuore in marmi pocromi, statua di Santa Caterina in marmo bianco della scuola Gagini. https://goo.gl/maps/2NEwyXxQG1r

Chiesa del SS. Rosario. XVI sec. Già chiesa di San Domenico, nel settecento fu ampliata e dedicata alla Vergine del Rosario. All'interno vi è una pala della “Madonna col Bambino” delle scuola di Mattia Preti del XVII sec., altare del settecento con il crocefisso e, nella navata destra, tela ad olio delle Anime del Purgatorio. https://goo.gl/maps/p6i7tGaarL52

Chiesa San Pantaleone. XVI sec. Presenza di altare maggiore in marmi policromi con statua di San Pantaleone e fonte battesimale in marmo bianco dell'ottocento. https://goo.gl/maps/kj8maxik4qS2

Località Madonna della Neve. Costruita nel XVII sec. Riedificata nel XX sec. La chiesa del 1625 fu distrutta dall' alluvione nel 1951. La popolazione riedifico l'edificio nel 1986. All'interno si trova un quadro in olio della fine del settecento. https://goo.gl/maps/bAgJRa87Qqy

Ex Chiesa Maria SS. Annunziata. XVI sec. La bellissima tela della Annunciazione bruciò nell'incedndio del 1983. Chiusa al culto negli anni'50 per decenni circolo cattolico.  https://goo.gl/maps/dFvRi7gCG692

Torre di San Antonio. XIII sec. La Torre di Sant'Antonio è una torre cavallara costruita nel XIII secolo che serviva per l'avvistamento delle avanzate turche dal mare. Si definisce "cavallara" perché conteneva i cavalli necessari per correre ad avvisare gli abitanti dell'entroterra del pericolo imminente. Si trova sul litorale di Santa Caterina dello Ionio, dove si possono trovare altre torri dello stesso tipo. La struttura è stata convertita B&B. https://goo.gl/maps/xP32B4oqNqq

Porta dell'Acqua. Unica delle quattro antiche porte di ingresso rimasta che si aprivano sulle mure difensive. Le altre erano quelle di "Portello, Pagliarello e della Marina". https://goo.gl/maps/vGgGK56XsNQ2

Palazzo Baronale Balzo—Squillacioti. Passato anche alla famiglia Pugliese che conserva sul portale ad arco, lo stemma del casato. Proprietà privata. https://goo.gl/maps/1JhZx4UtSSA2

Palazzo Baronale Ferri – Lenarciak. Proprietà privata. https://goo.gl/maps/YJKuBC2Jrsj

Palazzo on. Luigi di Francia.  Proprietà privata.  https://goo.gl/maps/BHWZuNB3kCK2

Antica sede comunale.  XIX sec. Proprietà privata. https://goo.gl/maps/ugEgQDbW2tK2

Casa Famiglia di Francia ex convento dei cappuccini. XVI sec. Convento dei cappucini dal 1580. Ricostruito dalla Marchesa Scoppa di Francia Alfonsina nei primi anni del 900. Dal 1927 donato alle suore del Monte Calvario.  Proprietà privata.  https://goo.gl/maps/bpBmnUNk6o32

Palazzo Tiani. Proprietà privata. https://goo.gl/maps/aS2vrmdKLHA2

Palazzo Condò. Proprietà privata. https://goo.gl/maps/hWPzSCvYTX12

Antico Casale.   Il casale presenta una rarità: la presenza di due meridiane verticali o murali realizzate su lastre di marmo. Quella esposta a sud-ovest presenta numeri romani e come gnomone un tripode metallico, quella a sud-est numeri decimali e uno stilo di ferro. Le due meridiane rispettano la tradizione presentando un motto che le completa, una scritta in latino la prima: "Me sol vos umbra regit"; una in francese la seconda: "Le ciel est ma regle" la seconda.  Proprietà privata. https://goo.gl/maps/ePcs2aTo8ox

 

 

 

 

 

 

 

Serra San Bruno

                   

Chiesa Matrice o di San Biagio


Cenni Storici.

Nasce vicino alla Certosa di Santo Stefano del Bosco, fondata da S. Bruno nel 1095 al ritorno dal Concilio di Piacenza per donazione del conte Ruggero d’Altavilla a cui si aggiungeranno successivi lasciti di altri benefattori che ne fecero nel XVI sec. uno dei maggiori feudi ecclesiastici del meridione .
Brunone di Colonia giunse nelle Serre calabresi nell'estate del 1091, dopo un lungo itinerario attraverso diverse città e contrade d'Europa, per stabilirsi in un luogo tra Arena e Stilo vicino a un monastero di monaci greci. Per proteggere la solitudine di San Bruno e compagni, il conte Ruggiero donò loro la foresta circostante, i terreni, le acque e le montagne che i documenti attestarono avere la denominazione di Serra Santo Stefano. Brunone vi eresse il convento di Santo Stefano, consacrato tra il 1097 e il 1099.
Secondo 1e cronache certosine, i fondatori del borgo sarebbero stati i discendenti dei congiurati di Capua, i quali fatti prigionieri dal conte Ruggiero, vennero dati in servaggio alla Certosa. Alcuni cronisti, invece, sostengono che Serra sia una derivazione del villaggio di Spadola; altri ne fanno derivare l'origine dai profughi dei villaggi vinci, Roseto e Sant'Andrea, distrutti dalle incursioni turche.
Nel 1292 il convento passò ai cistercensi e si ingrandì sempre più ottenendo vaste proprietà in varie parti della Calabria spesso con dominio feudale. I cistercensi lo tennero fino al 1513 anno in cui Leone X lo ridiede ai certosini.
Il prestigio cui la Certosa assurse rapidamente gli aprì la strada per ottenere concessioni e privilegi sovrani che si estesero alla giurisdizione feudale su paesi come Rocca di Neto, Spadola, Montauro e Gasperina.
Assumendo la tipica intricata conformazione urbana medioevale subisce nel XVI e XVII sec. sviluppi di tipo barocco, che disegnano direttrici lineari..
Il terremoto del 1783 distrusse la cittadina ma la Certosa ,che risorse più bella di prima, divenne tra le più rinomate località della Calabria. I francesi, per la legge datata 19 maggio 1807, ne fecero una sede di governo comprendente i Luoghi, ossia Università, di San Rocco, Fabrizia, Isca, Spadola, Brognaturo, Simbario.
el riordino disposto per decreto 4 maggio 1811, istitutivo dei comuni e dei circondari, venne posto a capo di uno di quest'ultimi che riuniva Serra e Spineto, Simbario, Spadola, Brognaturo, Fabrizia e Mongiana. Per il nuovo ordinamento borbonico (legge I maggio 1816) ai suddetti Comuni aggiunge la frazione di Nardo di Pace.
Per decreto di Vittorio Emanuele II, il 22 gennaio del 1863 acquisì l'attuale denominazione Serra San Bruno.

Festa Patronale, San Bruno che si festeggia il  6 Ottobre

Fiere: Ferragosto (14 e 15 agosto);  Festa di OgniSanti (1 Novembre);  Festa di santo Stefano (26 Dicembre)

Altre Festività: Riti della Settimana Santa; Festa della Madonna dei Sette Dolori (IIIª domenica di Settembre); Festa Di Pentecoste con processione con l'ossario di San Bruno); Festa di San Rocco con "Ballu di lu Ciuccio" (16 Agosto)

Mercato:  Giovedì

Da Visitare: Estesa presenza monastica del ‘500 con ruderi risalenti all’anno mille; centro storico ottocentesco con numerosi palazzi signorili.

Chiesa Matrice o di San Biagio Terravecchia.- Completato nella prima metà XIX, Chiesa tardobarocca ricostruita nel 1795 su progetto dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino e completata nel 1869 dall'ingegnere Salomone Barillari. Ha una facciata in granito locale. Presenta internamente e esternamente opere provenienti dalla Certosa alcune delle quali di notevole valore. Orario apertura, tutti i giorni: 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/ktIL2

Chiesa Maria SS.ma dei Sette Dolori Terravecchia. XVIII sec. Costruita su progetto dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino nel 1721. Possiede una facciata semiellittica in blocchi di granito locale che fanno da sfondo al bel portone bronzeo realizzato nel 1961 dall'artista serrese Giuseppe Maria Pisani. Considerata uno dei capolavori dell'architettura tardobarocca della Calabria. Presenta internamente importanti opere provenienti dalla Certosa. Orario apertura, tutti i giorni; 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/zD0Mv

Chiesa Maria SS.ma Assunta di Terravecchia. XVIII sec. Possiede una facciata barocca in granito con blocchi di varia misura provenienti dalla vicina Certosa. Il portale d'ingresso è sormontato da un timpano spezzato che poggia su due colonne con capitelli decorativi. Di pregio l'altare maggiore considerato un capolavoro d'intaglio e, per riprodurre un archetipo perduto, l'olio su tela di San Bruno.https://goo.gl/maps/beaaC

Chiesa Maria SS.ma Assunta di Spinetto. XIX sec. Realizzata dopo il terremoto del 1783 (1883-1885) da Domenico Drago su progetto del poeta scalpellino serrese Bruno Pelaggi. Ha un prospetto in granito locale in stile neoclassico.https://goo.gl/maps/0Sm9M

Pergamo ligneo (Chiesa Matrice "San Biagio"). Spinetto. Fine XVIII sec. Conservato nella chiesa matrice. Realizzato da un artista ebanista serrese di cui non si conosce il vero nome, ma soprannominato "Patacchella". Opera di pregio anche per l'impiego, nella sua realizzazione, di una tecnica, allora sconosciuta, detta "impiallicciatura", secondo la quale venivano messe insieme numerose lamelle di legno pregiato tenute con delle "zeppette" per dare l'idea del mosaico. Orario apertura, tutti i giorni; 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/ktIL2

Santuario Santa Maria del Bosco. XI - ricostruito XVIII. L'Eremo di Santa Maria di Turri o del Bosco fu fondata nel 1091 da San Bruno come chiesa monastica attorno a cui sorsero capanne di legno e fango che ospitavano i padri eremiti.La chiesa fu consacrata solennemente il 15 agosto 1094 alla presenza di Ruggero I di Calabria e Sicilia che, per l'occasione, volle ampliare la sua precedente donazione in favore di Bruno includendovi ulteriori appezzamenti di Stilo e i casali di Bivongi e Arunco (Montepaone).  Ricostruita dopo il terremoto del 1783 sui resti dell'antica chiesa. La chiesa è immersa in uno dei boschi meglio conservato delle serre e uno dei SIC del parco. https://goo.gl/maps/OLThk

Certosa. XI sec. L’anno di fondazione di questa certosa è il 1090, anno in cui San Bruno giunse in Calabria. Il terreno dove poter edificare la certosa , fu generosamente donato dal conte Ruggero il normanno in località “Torre” a circa 850 m d’altezza. La certosa o monastero di Santo Stefano, a soli 2 km dall'eremo, fu fondato da San Bruno per ospitare i monaci conversi. Distrutto dal terremoto del 1783 si iniziò la sua ricostruzione nel 1856 per regio decreto di re Ferdinando II. La visita all'interno è consentita solo in parte dovuto al rigoroso ordine di clausara che impedisce l'ingresso a tutti gli estranei. Per questo nel 1993 è stato istituito il museo. https://goo.gl/maps/ZHOfb

Gruppo marmoreo (Chiesa Matrice "San Biagio"). Terravecchia. XVII sec. Statue marmoree provenienti dalla Certosa. Si trovano nella navata centrale della Matrice. San Bruno e la Madonna col bambino furono realizzate da un artista tedesco David Muller e sono significativi esempi del tardo rinascimento germanico. Santo Stefano e San Giovanni Battista rilevano una derivazione di bottega italiana, forse siciliana. Orario apertura, tutti i giorni: 07:00-18:00 https://goo.gl/maps/ktIL2

Palazzo Chimirri. Terravecchia. Edificio con un piano fuori terra e seminterrato. Presenta cortile sulla facciata d'ingresso in cui si può ammirare un mezzo busto dedicato al poeta scalpellino Mastro Bruno Pelaggi. Si accede al primo piano tramite una scalinata in pietra. Nel seminterrato è ubicata la bliblioteca "Enzo Vellone" di cui non si conosce la condizione attuale. Attualmente utilizzato per diverse manifestazioni di interesse pubblico. https://goo.gl/maps/umLYA

Palazzotto Pisani. Terravecchia. Propietà privata. https://goo.gl/maps/DxZ1g

Casa Scoppetta. Terravecchia. XIX sec. L'edificio, 4 piani fuori terra, completamente rinnovato, conserva inalterate le caratteristiche architettoniche del periodo e tutti gli elementi granitici. L'ingresso si trova nella parte posteriore rispetto al corso principale dove si può ammirare un portale in granito. Propietà privata. https://goo.gl/maps/gFMpk

Casa Manno. Terravecchia. L'edificio presenta tre piani fuori terra e portale in granito munito di portone. Posto sopra il balcone centrale vi è una targhetta in metallo (già vista in altri edifici) riportante "associazione generale Venezia" pare si tratti di un assicurazione fatta in passato sugli edifici. Attualmente l'immobile ha diversi propietari e ha subito modifiche non rispondenti all'originale. Propietà privata. https://goo.gl/maps/e8Tmy

Palazzo Bifezzi-Chimirri. Terravecchia. L'edificio, 4 piani fuori terra, presenta portale in granito con balcone sovrastante. Attualmente appartiene a diversi propietari che hanno parzialmente ristrutturato l'edificio apportando modifiche non rispondenti all'impostazione originale. Propietà privata.

https://goo.gl/maps/CyRAR

Casa Giancotti. Terravecchia. Edificio con due piani fuori terra sviluppato in larghezza. Presenta portale (dotato di portone in legno) in granito con balcone sovrastante. Fiancheggiano il portale due finestre - oblo. L'immobile, ora appartenente a diversi propietari, ha subito modifiche non rispondenti all'impostazione originale. Propietà privata. https://goo.gl/maps/rExg4

Palazzo Tedeschi. Terravecchia. Propietà privata. https://goo.gl/maps/a6bys

Palazzo Criniti-Pisani. Terravecchia. Propietà privata.  https://goo.gl/maps/ykzf1

Palazzo Peronacci. Terravecchia. Si presume XVII sec. Palazzo Peronaci, opera presumibilmente dell'architetto Biagio Scaramuzzino, è uno degli edifici più antichi di Serra, risalente – si presume – al Seicento. Le fonti più antiche che ne parlano risalgono al marzo 1811, quando il viceré del regno di Napoli, Gioacchino Murat, inviò il suo capo di stato maggiore, il generale Manhes, a punire la popolazione di Serra per la morte di due ufficiali francesi, uccisi dai briganti. Manhes – secondo quanto riporta la “Platea” – alloggiò proprio a palazzo Peronaci. La struttura architettonica del palazzo all’epoca era diversa, ma ancora oggi risulta semplice risalire a quella originale. Sicuramente distrutto dal terremoto del 1783, l'edificio fu ristrutturato e abbellito con un imponente portale e con vari elementi in granito, provenienti con buona probabilità dall'antica certosa, distrutta anch’essa dal sisma.  L'edificio presenta due piani fuori terra. Il portale presenta conci di base ed all'imposta formanti una cornice. I piedritti e l'arco di volta sono costituiti da conci bugnati lavorati a punta di diamante e a superfice piana. La chiave rappresenta una maschera apotropaica. Il sovrastante balcone in pietra e ferro battuto completa il portale. Sulla facciata uno stemma riportante 3 gigli francesi su torre e leone rampante. Propietà privata. https://goo.gl/maps/gGSAm

Archivio/Biblioteca della Certosa. Certosa. XI sec. Le origini della biblioteca risalgono al 1900, quando i priori della casa si interessarono per la sua istituzione. Il primo nucleo bibliografico era costituito dai libri di una Certosa francese soppressa nel 1901; la raccolta si è poi arricchita di numerosi volumi in gran pate provenienti da donazioni di famiglie serresi e da biblioteche monastiche chiuse. Accanto ai volumi più strettamente legati alla spiritualità certosina sono conservati documenti relativi alla Calabria ed in particolare al territorio delle Serre. Fra le collezioni pregevoli sono da ricordare i 60 volumi in folio delgli "Acta Sanctorum" dei Bollandisti e alcune pergamene e volumi manoscrtìitti provenienti dalla Certosa stessa di Serra e da quella di Padula. L'accesso riservato ai monaci, a studiosi e ricercatori autorizzati. https://goo.gl/maps/NrZ0B

Museo della Certosa. Certosa. Edificio ospitante del XI sec. Il Museo della Certosa è nato nel 1993 su impulso della comunità monastica di  Serra San Bruno ed è ubicato all'interno della stessa Certosa in un'ala accessibile attraverso un'entrata distinta e indipendente. Il Museo conta circa 20 ambienti e si sviluppa su un unico piano per circa 1200 metri quadrati. Il museo è articolato come itinerario spirituale e storico sulla presenza dell'ordine certosino in Calabria. Si tratta di una visita guidata con pannelli didattici, foto, ricostruzioni di ambienti(ad esempio, la cella dei certosini, la biblioteca), una sala audiovisivi. Tra i pezzi di maggior pregio vanno ricordati alcuni quadri del XVI e XVII secolo, una varia processuale del XVII secolo ed una statua in steatite raffigurante S. Stefano. L’orario d’apertura è variabile (vedi sito). https://goo.gl/maps/NrZ0B

Chiesa San Gerolamo. Terravecchia. XIII sec. (edificata nel 1280, data incisa in prossimità dell'altare). Chiesetta con unica navata dedicata al santo degli avvocati e delle cause perse, San Gerolamo festeggiato il 30 di settembre. Su un peldagno dell'altare, in pietra locale, è riportata la data di probabile edificazione della struttura 1280. L'edificio presenta il rifacimento del soffitto con travature in legno. All'interno è possibile ammirare due splendidi quadri del 1910 di F.co Bosco raffiguranti San Bonaventura e San Gregorio. https://goo.gl/maps/9wNAX

Fontana di Bonsignuri. Terravecchia. Fontana in pietra del  XVIII sec. Parte estetica essenziale dell’edificio Peronaci era la fontana, all’epoca posta a ridosso di una parete dell’atrio del palazzo e successivamente spostata nella piazza, forse per fornire acqua agli abitanti del rione. La fontana è probabilmente attribuibile all’architetto Biagio Scaramozzino, famoso in tutto il regno per le sue opere: collaborò con Vanvitelli alla realizzazione della Reggia di Caserta, a Serra progettò e realizzò la chiesa dell’Addolorata, la chiesa Matrice ed altre importanti opere. Scaramozzino aveva una sua inconfondibile firma, un simbolo che richiama chiaramente un organo sessuale femminile, che gli valse il nomignolo “Patacchella”. Un segno inequivocabilmente presente anche sulla fontana di “Bonsignuri”. https://goo.gl/maps/dMZp1

Croce Ferrata. https://goo.gl/maps/aGViM

Chiesuleda.  XVIII sec. La chiesetta apparteneva ad una famiglia facoltosa di Serra San Bruno; negli anni '90 veniva data in donazione alla parrocchia dell'Assunta di Spinetto. La sua origine risale al periodo successivo al terremoto del 1783 ed è dedicata alla Madonna delle Grazie. Conserva una statua di San Michele. https://goo.gl/maps/LKsF0

Chiesa di San Rocco. Immersa nella vegetazione del parco antistante di platani, tigli e pioppi è la chiesetta di San Rocco collocata all'ingresso nord di Serra. L'interno a mononavata custodisce una statua di San Rocco a cui è dedicata una partecipata festa popolare la sera del 16 agosto. Necessarie opere di restauro.  https://goo.gl/maps/NPlCo

 

Chiesa della Santa Famiglia.  https://goo.gl/maps/dEbhmN5E78F2


Nardodipace

Cenni Storici.

Megaliti Nardodipace

Il comune di Nardodipace è costituito da 5 centri abitati: Nardodipace (detto Ciano) che funge da capoluogo e 4 frazioni; Vecchio Abitato, Ragonà, Cassari e Santo Todaro. Fu fondato nel XVIII secolo come Casale di Fabrizia fino al 1901 momento in cui diventa comune autonomo. I primi abitanti di Nardodipace furono alcuni pastori provenienti da Fabrizia, allora appartenente alla famiglia Carafa, che avevano scelto questi luoghi per la sosta delle greggi durante il periodo della transumanza (inizi del 1700 ). Successivamente, attratti dalla dolcezza del clima e dalla varietà e fertilità dei terreni i pastori trasformarono la loro sosta da temporanea in stabile. Sorsero così le prime baracche ed i primi ricoveri per animali. Centinaia di altre persone scappate dal Comune di Fabrizia in seguito al terremoto del 1783 si unirono al piccolo nucleo abitato e le borgate Nardodipace, Ragonà e S. Todaro divennero le future frazioni del Comune di Fabrizia. La storia del Comune è segnata tragicamente dalle alluvioni che hanno sconvolto la natura ed il destino della comunità; nel 1951, dopo una terribile alluvione che distrusse gran parte delle abitazioni, i cittadini si trasferirono in una zona più alta rispetto al nucleo originario, oggi conosciuto come Nardodipace Vecchio.

Festa Patronale, Natività Maria SS.ma che si festeggia la  IIª Domenica di settembre

Altre Festivià: Festa di San Rocco (16 Agosto)

Mercato: Venerdì

Da Visitare: Antichi resti di megalitici; chiese parrocchiali ed un mulino ad acqua.

Megaliti di Nardodipace - sito B. Possibile datazione periodo neolitico tra il V e il II millennio a.c. Enormi complessi di pietre accorpate fra loro rinvenute nell'anno 2002 a seguito di un incendio. In molti sono venuti nel piccolo centro calabrese a studiare i siti che vanno sotto il nome di "Megaliti" senza fornire finora però nessuna risposta certa. In attesa dell'avvio di lavori di accertamento oltre che di opportuni scavi al fine di verificare e ufficializzare la natura di questi complessi la questione riguardante i due geositi è ancora aperta.  https://goo.gl/maps/b7eWRSyRjCp

Megaliti di Nardodipace - sito A. Gli esperti li collocano tra il V e il II millennio a.c. Enormi complessi di pietre accorpate fra loro rinvenute nell'anno 2002 a seguito di un incendio. In molti sono venuti nel piccolo centro calabrese a studiare i siti che vanno sotto il nome di "Megaliti" senza fornire però nessuna risposta certa. In attesa dell'avvio di lavori di accertamento oltre che di opportuni scavi al fine di verificare e ufficializzare la natura di questi complessi la questione riguardante i due geositi rimane aperta. Il sito A sorge su una collinetta, ha forma più piramidale rispetto al B e i sopralluoghi a carattere archeoastronomico hanno riportato evidenze più significative in questo sito rispetto al complesso in località Ladi. https://goo.gl/maps/djm2AYsVMwy

Chiesa della Natività della Beata Vergine. XVIII sec. 1783. Di pianta esagonale che si prolunga nel giardino antistante. Edificio.

Chiesa di Maria SS.ma Bambina. Dedicata a Maria SS.ma Bambina, è l'edificia di culto principale di Nardodipace. https://goo.gl/maps/CGGprxVjVRF2

Chiesa di Maria SS.ma dei Poveri.

 

Chiesa Maria SS.ma della Montagna di Polsi. Nel XX secolo. La frazione di Cassari dista 6,33 chilometri dal comune di Nardodipace di cui essa appartiene. Questa piccola comunità, per diversi anni, si è trovata a non avere una Chiesa e un sacerdote a disposizione per poter celebrare le consuete attività religiose. Infatti, i parroci don Antonio Monteleone Rettore di Ragonà e don Vincenzo Maiolo prendendo a cuore la situazione, in cui versava la comunità nascente, si sono resi disponibili verso coloro che avevano bisogno, sacrificandosi, educando i giovani e amministrando i Sacramenti sotto i balconi e nelle case private. Non si poteva continuare in quello stato, mancava una chiesa, luogo sacro dove poter svolgere tutte le funzioni religiose, così l’Amministrazione comunale di Nardodipace fece costruire in economia una chiesa, era l’anno 1981. Una chiesa semplice, in stile povero che servisse come ritrovo per i fedeli. Quando i lavori stavano per essere ultimati, Don Vincenzo convocò i cittadini per fare una riunione per decidere di acquistare una statua a cui dedicare la chiesa. Così, il parroco, con molta fede e con un grande spirito, tolse dalla sua borsa un’immaginetta della Madonna di Polsi, appena vista, tutti in coro, dissero di portare quella statua nella comunità cassarese, come protettrice.Sempre nell’anno 1982, l’8 agosto, si celebrava la solenne incoronazione della Protettrice Maria S.S. della Montagna. https://goo.gl/maps/Qm5H3uoLN8T2

Chiesa di San Teodoro Martire. https://goo.gl/maps/sHSo53XYKY22

 

 

 


 

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