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Comuni in ordine alfabetico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Acquaro

 

Popolazione: 3.064 (M 1.509, F 1.555)
Densità per Kmq: 121,0
Superficie territoriale: Kmq. 25,32
Altitudine: 262 mt. s.l.m.

Provincia Vibo Valentia

Comunità montana: Alto Mesima

Municipio: Piazza Municipio, 1 Tel. 0963 – 35.30.71   
 

Denominazione abitanti: Acquaresi

Sorge sul versante tirrenico delle Serre, in una piccola valle percorsa dal Torrente Amello. Diverse e controverse le tesi sulla fondazione, secondo alcuni ebbe origine in seguito all’arrivo di coloni greci provenienti dalla vicina Hipponion, l’attuale Vibo Valentia, per altri in età bizantina. L’ipotesi più accreditata è quella che lo indica come filiazione di Arena del quale fu casale. Il toponimo, un tempo Acquaro di Arena, rimanda alle abbondanti risorse idriche presenti nel territorio. Fino al 1678 appartenne ai Concublet, passo poi agli Acquaviva d’Aragona e in seguito alla famiglia Caracciolo di Gioiosa. Quasi completamente distrutto dal terremoto del 1783, venne elevato a comune nel 1811. Nel 1928 venne unito a Dasà del quale divenne autonomo l’anno successivo.

Manifestazioni e ricorrenze:

Assunta 15 agosto

Festa patronale di S. Rocco la terza domenica di settembre.

Fiere:

       Giovedì e Venerdì e Sabato precedenti la festa di San Rocco

Da visitare: La Chiesa di Santa Maria dei Latini, di fondazione medievale.

Centro abitato con le tipiche viuzze, un tempo solcate dai contadini con i loro animali da soma.

 

Ospitalità:

PIZZERIA SCARAMOZZINO

Via Provinciale

Tel. 0963.354127

RISTORANTE “LA MESSICANA

Contrada Piani di Acquaro

Tel. 0963.355423

BAR IACONS

Piazza Municipio Tel. 0963.35

 

 

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ARENA

 

Popolazione: 1.895 (M 927, F 968)
Densità per Kmq: 58,6

Superficie territoriale: Kmq. 32,34

Altitudine: 496 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Alto Mesima

Municipio: P.zza Generale Pagano  Tel. 0963 – 74.080

Denominazione abitanti: Arenesi

 

Sorge sulle pendici di una collina posta lungo la riva del torrente Marepotamo. L’origine incerta rimanda a tempi remoti; ebbe quale primo feudatario Matteo d'Arena Conclubet dal quale prese il nome. Tale famiglia lo ebbe in dominio fino al 1678 quando passò ai Caracciolo di Gioiosa. Rilevante l’importanza geografica e strategica testimoniata dalla presenza di un poderoso castello andato quasi completamente distrutto con il terremoto del 1783.

Visitare

Ø Castello edificato, con ogni probabilità da Ruggero Culchebert nel corso dell’ XI secolo. Rimaneggiato profondamente nei secoli XIV-XV e XVI-XVIII rispettivamente dai Marchesi Conclubet  e dai duchi di Acquaviva. Distrutto quasi completamente dal terremoto del 1783. Sono visibili  i resti delle torri angolari e parte delle fortificazioni. Interessanti le rovine di un imponente acquedotto medievale destinato all'approvvigionamento idrico del Castello.

Ø Chiesa di Santa Maria dei Latini, costruzione settecentesca che conserva un pulpito in noce, due Statue lignee, del XVIII secolo, attribuite al lucchese Gennaro Franzese, raffiguranti il Cristo Risorto e San Michele e un quadro dell'Immacolata di scuola Caravaggesca.

Ø Chiesa delle Grazie con un pregevole portale sagomato in pietra con volute barocche  all’interno sono inoltre custodite opere scultoree sette-ottocentesche

Ø Ruderi vecchi mulini presso fiume Petrano

 Festa:.

-         di Santa Maria delle Grazie la prima domenica di agosto;

-         di San Michele Arcangelo la prima domenica di settembre;

-         di San Rocco la prima domenica di ottobre.

-         in onore del Patrono San Nicola di Bari il 6 dicembre

Fiere:

1. di Santa Maria delle Grazie il giovedi precedente la prima domenica di agosto;

2. di San Michele Arcangelo il giovedi e il venerdi precedenti la prima domenica di settembre;

3. di San Rocco il giovedi e il venerdi precedenti la prima domenica di ottobre.

Mercato

Sabato

Biblioteche:

 

Biblioteca Comunale dispone di 3500 volumi

Indirizzo: Via Generale Filardo - Arena (VV)

Telefono: 0963.355603

Accessibilità

Da Lunedì a Venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13,00.

Apertura pomeridiana Lunedì e Mercoledì dalle ore 15,00 alle ore 18,00

 

Archivi:

Archivio Marchesi Caracciolo (Comunale) contiene i documenti della famiglia Caracciolo, feudatari di Arena nei secoli XVI - XVIII.
I documenti sono accessibili su richiesta

Indirizzo:Via Generale Filardo - Arena (VV)

Telefono:0963.355603

Associazioni

 Pro Loco – Piazza Gen. Pagano, Tel. 0963/355079 – 0963/355632

Ospitalità:

 

IL NORMANNO RISTORANTE-PIZZERIA

Ctr. Berrina

Tel. 0963.355000

Numeri utili :


FARMACIA CHIODO

Via G. Filardo, 78

Tel. 0963.355600

 

GUARDIA MEDICA

Via S. Maria, 53

Tel. 0963.355312

Corpo Forestale dello Stato

Com. staz.

Via Santa Caterina Tel. 0963/355614

CARABINIERI

Via S. Caterina (Caserma)

Tel. 0963.355604

 

Attività economiche:

BAR DOMINELLI

Via generale Filardo

Tel. 0963.355100

ABBIGLIAMENTO VARTULI

Via Generale Filardo, 2

Tel. 0963.355605 

PAGANO ARREDAMENTI

Via G. Filardo, 46

Tel. 0963.355508

 

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BADOLATO

 

Popolazione: 3.314 (M 1.584, F 1.730)
Densità per Kmq: 97,2
Superficie territoriale: Kmq. 34,09
Altitudine: 240 mt. s.l.m.

Provincia: Catanzaro

Comunità montana: Versante Jonico

Municipio: Corso Umberto, 192 Tel. 0967 – 85.000   

 

Denominazione abitanti: Badolatesi

Ubicato nel versante orientale del Massiccio delle Serre, sorge su di una collina che domina l'ampia vallata del torrente Gallipari. Le sue origini risalgono alla prima metà del X secolo, allorquando Roberto il Guiscardo, nel 1080 decise di edificare un borgo collocato in posizione strategica, a breve distanza dal mare ed a ridosso della montagna. Non a caso fu chiamato ad assolvere funzioni principalmente difensive, come confermato dalla cinta muraria e dal castello signorile, risalenti al XII secolo circa, la cui torre, fungeva da punto d'avvistamento contro le invasioni arabe. La presenza di tali opere è oggi confermata solamente dall’architettura del centro abitato che manifesta chiaramente la sua funzione. Infeudato ai Ruffo prima , ai Toraldo  a partire dal 1506, passò successivamente ai Raveschieri ai Pignatelli, ai Pinelli, ed i Gallelli. Secondo alcuni il nome deriverebbe da Filippo di Badolato che ne fu signore in età angioina.

Da      Visitare:

Ø Chiesa dell’Immacolata situata, su un poggio con la facciata rivolta ad oriente in direzione del mare, presenta un pregevole portale opera di artisti serresi. Edificata a partire dal 1686 venne restaurata nel 1859.
L'interno è impreziosito da una volta decorata da maestri Provenienti da Serra San Bruno. La cupola, all’estremità presenta una lanterna a forma di stella sovrastata da tegole in terracotta, rappresenta uno degli esempi più importanti del Seicento badolatese. Al suo interno è custodita un preziosa tela raffigurante la Croce Angelica di Tommaso Aquinate. Di pregio i pezzi in argento (calice, ostensorio, punta della mazza del priore) opera di artisti napoletani. Nel muro esterno dell'abside un pannello maiolicato (1800) raffigurante la Madonna Immacolata (realizzato a Squillace).

 

Ø Chiesa del convento di san Domenico Prende il nome dall’essere stata una dipendenza di un convento domenicano. Edificata nel 1607,


nella parte sommitale dell'abitato, presenta una pianta a unica navata, rettangolare, con un'imponente facciata in granito, opera di scalpellini serresi. La struttura interna caratterizzata da decorazioni a stucco, è intervallata dagli affreschi posti nella volta, opera del pittore fiammingo Guglielmo Borremams (1730). Tra le opere pittoriche presenti da segnalare  la tela secentesca, raffigurante Santa Maria del Soccorso, opera dello stilese Francesco Cozza e quelle ottocentesche raffiguranti S. Andrea Avellino e S. Michele Arcangelo

Altre chiese visitabili sono:

-          Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (1198);

-          Chiesa dell'Annunziata (1654);

-          Chiesa della Provvidenza (1598);

-          Chiesa Ss. mo Salvatore (1218);

-          Chiesa del Carmine (1678);

-          Chiesa di Santa Maria in crignetto (1728);

-          Chiesa di San Nicola Vescovo (1239);

-          Chiesa di San Rocco (1548);

-          Santa Maria degli Angeli (1606);

-          Chiesa di Santa Maria della Sanità (1198);

-          Chiesa dei Ss. Angeli Custodi; Chiesa di San Leonardo

 Manifestazioni e ricorrenze:

festa Patronale, dedicata a S. Nicola Avellino, che viene celebrata il 10 novembre;

 

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Bivongi

 

Popolazione: 1.596 (M 771, F 825)
Densità per Kmq: 63,1
Superficie territoriale: Kmq. 25,30
Altitudine: 270 mt. s.l.m.

Provincia:  Reggio Calabria

Comunità Montana: Stillaro Allaro

Municipio: VL. G. Matteotti  Tel. 0964 – 73.11.85

Denominazione abitanti: bivongesi

 

Sorge sulla riva destra dello Stilaro circondato dal monte Consolino e dai rilievi delle Serre. La sua storia iniziata intorno all’anno 1000 è legata al convento degli Apostoli, grangia del monastero greco dell'Arsafia, che Ruggero il Normanno concesse alla Certosa di Serra San Bruno che lo tenne fino al 1807. Il toponimo rimanda alle origini greche è significa "terra dei buoi". Centro di spiritualità bizantina ospita il monastero di San Giovanni Therestìs che accogli monaci ortodossi del monte Athos Ebbe particolare importanza anche grazie all’estrazione mineraria che per lunghi anni costituì una delle attività più significative. Oltre al ferro ed all’argento, come testimonia il toponimo Argentera di una delle sue località, fino ai primi anni del secondo dopoguerra fu interessata dall’estrazione del molibdene. Ha dato i natali a Tommaso Martini, pittore settecentesco discepolo del Solimena.

 

Da vedere

Basilica di San Giovanni Therestìs edificata intorno all’anno 1000 ospita monaci greco-ortodossi provenienti dal monte Athos. Particolare l'abside principale, caratterizzato dalla presenza di archi intrecciati, motivo decorativo di origine araba e ripreso dai Normanni. L'esterno, interamente realizzato in mattoni, è impreziosito da decorazioni a merlatura, da colonnine, lesene e archetti.

 

Convento dei SS. Apostoli i cui resti sono visibili lungo il percorso che conduce alla basilica di San Giovanni Therestìs.

Chiesa di San Giovanni Decollato riedificata dopo il terremoto del 1783, elevata a Santuario di Maria SS. Mamma Nostra nel 1985. Custodisce una statua lignea dell'Immacolata e due busti di S. Felice di Cantalice e di Santa Giustina.

 

Cascate del Marmarico che un’altezza di 105 m è la seconda più alta d’Italia.

 

Parco "Nicholas Green",

 

Ecomuseo delle Regie Ferriere

 

Bagni di Guida. Complesso termale del 1870, le cui acque venivano chiamate acque sante, in virtù delle proprietà terapeutiche. Nella medesima località è possibile osservare una delle prime centrali idroelettriche della Calabria, edificata nel 1913.

 

Centro Storico. Con le tipiche viuzze strette

Manifestazioni e ricorrenze:

Rassegna teatrale, luglio agosto;

Sagra del cinghiale, 11 e 12 agosto;

Sagra del Vino, 13 agosto;

Festa della birra, 17,18,19 agosto;

SS Mamma Nostra, seconda domenica di settembre;

San Martino, secondo sabato di novembre:

Fiere:

Mercato della Badia, seconda settimana d’agosto

Musei:

Museo "A LUMERA" - Arte contadina e cultura popolare .

Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria si propone di valorizzare il patrimonio storico ed industriale della vallata dello Stilaro, attualmente si compone dei seguenti siti:

Mulino del Regnate ubicato nella villa comunale di Bivongi,

Mulino del Forno e Ferriera Fieramosca situato lungo la strada che costeggia il basso corso del fiume Stilaro

Miniera Garibaldi raggiungibile percorrendo il ponte che, superata la Chiesa Matrice, permette di aggirare il centro storico.

Pinacoteca d'Arte Moderna e Contemporanea "AM International" XXIV maggio - Bivongi
Reggio Calabria
tel.: +39 - 0964 734705 - fax: +39 - 0964 734705
email: doc@aminternational.it Accessibilità: Da martedì a domenica dalle 10 alle 16 Ingresso gratuito

Associazioni

Pro Loco 0964.731865

ACAI Associazione Calabrese  Archeologia Industriale
Sede: Bivongi (RC) - Via della Libertà, 25

Numeri utili:

Guardia Medica: 0964 731465

 

 

BROGNATURO

 

Popolazione: 766 (M 367, F 399)
Densità per Kmq: 31,3
Superficie territoriale: Kmq. 24,50
Altitudine: 749 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Serre Calabre

Municipio: P.zza del Popolo, 1 Tel. 0963 – 74.080

Denominazione abitanti: Brognaturesi

 

Sorge nella parte centrale del massiccio delle Serre, nell'alta valle del Fiume Ancinale. Il toponimo deriva da “Brogna”, un antico strumento a fiato con il quale i mandriani richiamavano i maiali, un tempo allevati allo stato brado dove oggi sorge l’abitato. Reso famoso dalla produzione di Pipe, fu in origine Casale della Baronia di Santa Caterina. Nel 1535 fu venduto  da Giovanfrancesco Concublet, ultimo conte e primo marchese di Arena, a Giovanbattisti Suriano. Passò poi ai Carafa fino al 1660 e successivamente a Paolo De Santis che nel 1679 ne fece donazione al Convento di San Domenico di Soriano nel cui dominio rimase fino al 1806.

Elevato a Comune nel 1811, subì notevoli danni a causa del  devastante terremoto del 1783. Venne nuovamente danneggiato nel 1905 a seguito di un altro sconvolgente evento sismico. 

Da visitare:

La Chiesa Parrocchiale, vocata a Santa Maria della Consolazione, che conserva un gruppo marmoreo dell'Annunciazione, opera cinquecentesca dello scultore carrarese G.B. Mazzola.

Manifestazioni e ricorrenze:

Festa in onore della Patrona, Madonna della Consolazione, la prima Domenica di settembre.

Fiera: dal primo venerdì di settembre fino alla domenica successiva

Gastronomia

I piatti tipici della cucina locale risentono della cultura contadina è sono costituiti prevalentemente da ingredienti poveri. Tra i primi piatti la fanno da padrone i fagioli (suriaca), che vengono consumati con l’aggiunta di un filo di olio crudo o con la pasta. Non mancano poi i funghi porcini, che crescono in abbondanza nei boschi de “La Lacina”. I secondi piatti sono a base di carne di maiale

Ospitalità:

AGRITURISMO “FRA.TAS”

C.da Forge Vecchie

Tel. 0963.74137 / 74517

www.agriturismofratas.it

E mail : info@agriturismofratas.it

Strutture Pubbliche

Guardia Medica: 0963.74776

SCUOLA ELEMENTARE

Piazza del Popolo

Tel. 0963.74093

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Cardinale

 

Popolazione: 2.615 (M 1.235, F 1.380)
Densità per Kmq: 83,8
Superficie territoriale: Kmq. 31,21

Altitudine: 562 mt. s.l.m.

Provincia: Catanzaro

Comunità montana: Versante Jonico

Municipio: Via V. EMANUELE Tel.0967 – 93.051   

Denominazione abitanti: Cardinalesi

 

Sorge sul versante ionico delle Serre, nella media valle dall'Ancinale. Il nome deriverebbe da “cardare”, l’arte di intrecciare la lana, la cui manifattura rappresentava un elemento caratteristico dell’economia cardinalese fino ai primi anni del secolo scorso.

Abitato nel periodo neolitico, fu casale di Soverato e fino al 1494 baronia dei Gironda. Passò poi fino ai Borgia di Squillace, fino al 1610 allorquando divenne possedimento dei Ravaschieri. Nel corso dell’ottocento divenne un importante centro siderurgico grazie alla realizzazione delle Ferriere di “Razzona” dove vennero prodotti i manufatti in ferro per la costruzione del ponte sul Garigliano. Subì notevoli danni dai terremoti del 1783 e del 1908, nonché dalle alluvioni del 1855 e del 1905. L’instabilità idrogeologica ha contribuito all’edificazione dei due quartieri di Novalba e Cuccumella.

Imponente la noccioli coltura che copre i 2/3 della produzione regionale.

Da vedere

La settecentesca Chiesa parrocchiale, ricostruita dopo il terremoto del 1783.

 

Cappella di San Nicola, con altare e gradini lignei, opera settecentesca di Domenico e Francesco Pisano;

 

Resti delle Ferriere in località Razzona

Manifestazioni e ricorrenze:

Festa Patronale di San Nicola di Bari, la prima domenica di Maggio;

Fiere:

di San Nicola della durata di due giorni festeggiata;

della Madonna del Rosario, prima domenica di ottobre.

 

Attività economiche:

Alimentari:

Bencivenni G.
V. Filangieri – 0967-93102

Nistico' D.
V. S. Francesco, 2 – 0967-93107

Bar e Caffe':

 

Guardavalle

 

Popolazione: 5.290 (M 2.583, F 2.707)
Densità per Kmq: 87,6
Superficie territoriale: Kmq. 60,40
Altitudine: 224 mt. s.l.m.

Provincia:  Catanzaro

Comunità montana: Versante Jonico

Municipio: Via R. Salerno  Tel. 0967 – 82.067

Denominazione abitanti: Guardavallesi

Ubicato sul versante orientale del Massiccio delle Serre, in una valle circondata da colline, alle falde orientali dei monte Pecoraro é delimitata dalle fiumare Assi e Lunari ed attraversata al centro dal torrente Patèlla.

Sorto intorno al IX secolo quando gli abitanti della costa per sfuggire alle incursioni saracene si trasferirono in una vallata che ancora oggi impedisce di vedere il paese se non quando si giunge nell’immediata prossimità. Divenuto casale di Stilo fu elevato a comune nel 1811. Immerse del cuore del bosco sorgono le frazioni di Pietracupa ed Elce della Vecchia.

Pietracupa

Deve il nome ad una ciclopica formazione granitica capace di ospitare diverse persone. Sorta intorno al 1870 ad opera di alcune famiglie provenienti da S. Todaro di Nardodipace, Fabrizia, Campoli, Ragonà e Mongiana, attratte dalla ricchezza dei boschi circostanti. Fino alla fine degli anni sessanta fu raggiungibile solo a piedi o a dorso di mulo. Subì gravi danni a causa delle continue alluvioni che ne funestarono la storia. L’ultima nel 1972 indusse i più a lasciare Pietracupa per ritirarsi a monte dove negli anni cinquanta alcune famiglie avevano dato vita ad un piccolo villaggio,  Elce della Vecchia

 
Da vedere:

Chiesa di Sant'Agazio, sorta in epoca Barocca, presenta un’interessante facciata di stampo neoclassico ed un portale settecentesco in granito, opera di artisti serresi. Al suo interno è possibile ammirare un altare in marmi policromi ed il soffitto decorato con affreschi ottocenteschi. Tre le cappelle interne; in quella di destra si trovano la statua lignea ed il reliquiario di Sant'Agazio. Nella parete di sinistra si apre la cappella dei Vescovo Pietro Spedalieri, sopra l'altare la «Madonna del Rosario» pala d'altare di Tommaso Martini dei 1713.

 

Chiesa della Madonna dell’Assunta, in origine annessa ad un monastero basiliano del quale rimangono pochi ruderi, custodisce un crocifisso in legno, opera quattrocentesca, di maestri serresi.

 

Centro storico con i palazzi gentilizi impreziositi dalle opere in granito e in ferro battuto, realizzate da abili artigiani serresi. E’ possibile ammirare i portali risalenti al tardo '700 e ai primi decenni dell'800.

 

Manifestazioni e ricorrenze:

 Festa di S. Agazio, 16 gennaio

 Festa della Madonna del Carmine, domenica successiva al 16 luglio

 Festa di S. Maria dell’Assunta, 15 agosto

 Festa di. S. Rocco, domenica successiva all'Assunta

 Fiere:

Il giovedì prima della festa, lungo il corso del torrente, si svolge la fiera degli animali; gli altri giorni c'è invece la fiera paesana.

 

 

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Maierato

 

Popolazione: 2.247 (M 1.098, F 1.149)
Densità per Kmq: 56,3

Superficie territoriale: Kmq. 39,91
Altitudine: 258 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: __________

Municipio: via Cavour Tel: 0963 – 25.30.17

Denominazione abitanti: Maieratani

Sorge nei pressi di un affluente del fiume Angitola, il toponimo deriverebbe da Macherato termine greco che indica “battaglia sacra”. Con ogni probabilità i primi abitanti furono cittadini di Crissa, colonia greca fondata da Crissei provenienti da Locri Epizephirii. Nel 950 fu sottoposta ad un devastante saccheggio ad opera dei saraceni. Casale della Baronia di Rocca Angitola, a partire dal 1303 appartenne a Ruggero di Lauria, passò poi ai Sanseverino, nel 1505 venne acquistata dai Mendoza, infine dai Silva che la tennero fino al 1806. Venne ricostruita dopo il terremoto del 1783.

Numerose sono le sorgenti di acqua oligominerale in località Pime, Mantinea e Lavatoio Montesano.

Da visitare:

Ø Oasi WWF del Lago Angitola, zona umida di importanza internazionale istituita nel 1975, con la ricca avifauna costituita da aironi, anatre, cormorani, ecc…

 

Ø Ruderi di Crissa

 

Ø Chiesa Matrice impreziosita da decorazioni barocche e da un cinquecentesco tabernacolo marmoreo.

 

Ø Chiesa di Maria SS. della Provvidenza

 

Ø Chiesa di Santa Maria della Pietà, presenta opere pittoriche la "presentazione di Gesù al tempio", di Carmelo Zimatore; la "deposizione dalla croce", di Paolo Colloca

Manifestazioni e ricorrenze:

-      16 agosto Festa in onore del Patrono, San Rocco

-      Agosto Sagra dei "Fileja” e degli antichi sapori

-      Settembre Sagra della salsiccia

Musei:

Nel Museo della Civiltà Contadina sono conservati utensili artigianali e agricoli, suppellettili e costumi tradizionali.

Indirizzo:Strada per Filogaso (presso Scuola Media Statale)

Telefono 0963.253047

Accessibilità: Da lunedi a sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30

Biblioteche  

Biblioteca comunale contiene 3500 volumi.
Indirizzo:Palazzo Comunale

Telefono:0963.253017

Accessibilità Da lunedi a venerdi dalle ore 9,00 alle ore 12,00
Apertura pomeridiana martedi e giovedi dalle ore 15,00 alle ore 18,00.

Ospitalità:

AGRITURISMO "IL BORGO SUL LAGO"
Fondo Gigliolo - Maierato (VV)
Tel.: 0963 253663Fax: 0963 253663
- Email: info@ilborgosullago.it- Web: http://www.ilborgosullago.it/

Associazioni:

Pro Loco: 0963.293155

Numeri utili:

Guardia Medica

0963.253399

FARMACIA BARBIERI E.

Via Bellavista

Tel. 0963.253066

 FARMACIA BARBIERI R.

Via Stefano orlando

Tel. 0963.253662

CARABINIERI (Caserma)

Via V. Veneto

Tel. 0963.253018

Attività economiche:

MEDDIS C.

Abiti da Sposa e Cerimonia

Via Zona Industriale Lotto 22

Tel. 0963.253529

CENTRO ARREDAMENTI MAIERATO

Corso Garibaldi

Tel. 0963.253818

CALLIPO TONNO - AZIENDA CONSERVIERA
S.S. 110 Km 1,6 - Maierato (VV)
Tel.: 0963 99621Fax: 0963 996242
- Email: marketing@callipo.com- Web: http://www.callipo.com/

 

BAR VALOTTA

Corso Garibaldi, 15

Tel. 0963.253012

 

BAR HAPPY DAYS

Piazza Selvaggio

Tel. 0963.253400

BAR DIDIANO

Piazza Gregorio Selvaggio

Tel. 0963.253400

 

 

Mongiana

Popolazione: 881 (M 445, F 436)
Densità per Kmq: 42,6
Superficie territoriale: Kmq. 20,70
Altitudine: 925 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Serre Calabre

Municipio: Via V. EMANUELE III  Tel. 0963 – 31.10.87

Denominazione abitanti: Mongianesi

 

Sorge, immersa nel verde, alle pendici del Monte Pecoraro. Fondata nel 1771, sul territorio di Fabrizia, la sua origine è legata alla costruzione delle Regie Ferriere, volute da Ferdinando IV di Borbone per dare impulso alle attività industriali del Regno di Napoli. Nel 1809 venne impiantata la fabbrica d'armi ove veniva prodotto il fucile modello “Mongiana”, in dotazione all’esercito napoletano. Divenuto comune nel 1852, dovette subire le pesanti conseguenze dell’unità d’Italia che culminarono nella chiusura degli stabilimenti siderurgici. Oggi è una caratteristica località immersa tra i boschi e attraversata da ricchi corsi d’acqua e sorgenti oligominerali in località San Nicola, Ciaramida e Limi.  

Da visitare:

 Ø Resti delle Fonderie Borboniche con uno degli altiforni ancora visibile;

 Ø Fabbrica d’armi con l’ingresso caratterizzato da due colonne, in stile dorico, sormontate da un architrave, il tutto realizzato in ghisa;

 Ø Chiesa delle Grazie custodisce San Ferdinando in preghiera" pala d'altare dipinta ad olio su tela della metà del sec. XIX, dono di re Ferdinando II, opera del Simonetti;

 Ø Villa     Vittoria sede del Corpo Forestale dello Stato si estende su 400 ettari gran parte dei quali adibiti a giardino botanico e a sentieri faunistici con mufloni, daini cinghiali e caprioli. Al suo interno sono presenti numerosi sentieri naturalistici: Sentiero delle piante officinali; Sentiero geologico; Sentiero botanico; Sentiero faunistico; Sentiero dei frutti perduti;

 Le riserve naturali biogenetiche

"Cropani-Micone" e "Marchesale", ospitano importanti specie arboree.

 Area attrezzata,

Sambuco con il caratteristico lago artificiale.

 Manifestazioni  e ricorrenze:

-      San Rocco, il 16 agosto

-      Santa Maria delle Grazie, 1 e 2 luglio.

  Numeri utili:

Stazione Forestale
Coordinamento Provinciale
Via Roma - Tel. 0963/311114

 
FARMACIA ZAFFINO M.

Corso Vittorio Emanuele III, 73

Tel. 0963.311148

 
A.S.L.

Corso Vittorio Emanuele III

Tel. 0963.311214

 

GUARDIA MEDICA

(Notturna e festiva)

Tel. 0963.311214

Attività economiche:


 BAR SIBIO

Via V. Emanuele III, 2

Tel. 0963.311008

 

Monterosso Calabro

Popolazione: 

2.042 (M 976, F 1.066)
Densità per Kmq: 112,4
Superficie territoriale: Kmq. 18,16
Altitudine: 270 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Serre Calabre
Municipio: Via G. Marconi, 42 Tel. 0963 – 32.50.02

 

Denominazione abitanti: Monterossini

 

Sorge alle pendici del monte Coppari da dove domina il bacino artificiale dell’oasi naturalistica del Lago Angitola. Presenta la caratteristica costruzione a gradinate, con viuzze strette e scalette esterne. Di origine incerta, lo si fa risalire a un vecchio maniero costruito in posizione strategica per consentire avvistamenti a lunga distanza. Fu casale della Baronia di Castelmonardo e nel secondo decennio del XVI sec. passò ai Pignatelli di Monteleone.

Le località Brigante-Parrera-Barone sono ricche di sorgenti d’acqua oligo-minerale.

 

Da Visitare:

 

Ø Chiesa di Maria del SS. Soccorso custodisce un prezioso ciborio cinquecentesco, pezzo superstite del corredo parrocchiale della Chiesa distrutta dal terremoto del 1783 ed alcune statue lignee del sec. XVIII

Ø Chiesa del Rosario, edificata nel corso del XIX secolo, conserva una tela di Tommaso Martini raffigurante la della Madonna del Rosario

 

Ø Centro Storico con le tipiche viuzze, i palazzotti nobiliari e le caratteristiche maschere apotropaiche.

Musei:

Museo della civiltà contadina e artigiana della Calabria, ospitato nel secentesco Palazzo Amoroso. Conserva  circa 3000 pezzi tra cui un rarissimo torchio ligneo, alcuni pesi di telaio del II secolo a.c.,  oltre ad una preziosa collezione di costumi tradizionali, provenienti da Tiriolo, San Nicola da Crissa e Monterosso Calabro

Indirizzo: Via Marconi, 82 - Monterosso Calabro (VV)

Telefono: 0963.326053

Accessibilità Da lunedì a sabato dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 18,00

 

Biblioteche

Biblioteca comunale contiene 2.395 volumi buona parte dei quali interessano la storia locale e della Calabria.

Indirizzo: Via Marconi - Monterosso Calabro (VV)

Telefono: 0963.325002

Accessibilità Da lunedi a venerdi dalle 9,00 alle 13,00

 
Manifestazioni e ricorrenze:

-      San Sebastiano - 20 gennaio

-      Maria SS. del Soccorso - prima domenica di luglio

-      Maria SS. del Carmelo - 16 luglio

-      San Rocco - 16 agosto

-      SS. Crocifisso - 14 settembre

-      Maria SS. del Rosario - prima domenica di ottobre

Fiere:

il 2 maggio; Giovedì, Venerdì, Sabato Domenica e Lunedì precedente la prima Domenica di luglio.
Mercato: ogni Martedì e Sabato.

Associazioni:

Pro Loco tel. 0963/326053)

 Attività economiche

BAR FRANCO

Via Milite Ignoto, 20

Tel. 0963.325805

PIZZERIA MONS-RUBER

Forno a legna – Birreria – Paninoteca

Località Camldoli  Tel. 338/6261758

 PIZZERIA TAVOLA CALDA “IL GHIOTTONE”

Via Roma, 33

Tel. 0963.326022

FARMACIA SICLARI PATA FORTUNATA

Via Milite Ignoto

Tel. 0963.325027

EFFE ERRE ARREDAMENTI

Punto Vendita Scovolini

Via Roma, 194

Tel. 0963.325883

 Numeri Utili:

CARABINIERI

Via Regina Margherita

Tel. 0963.325003

GUARDIA MEDICA

Via Regina Margherita, 76

Tel. 0963.325557

 

 

Nardodipace

 

Popolazione: 1.477 (M 749, F 728)
Densità per Kmq: 45,1
Superficie territoriale: Kmq. 32,75

Altitudine: 1086 mt. s.l.m.
Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Serre Calabresi

Denominazione abitanti: Nardodipacesi o Nardopacesi
Municipio: P.za MUNICIPIO Tel. 0963 – 31.30.92
info@nardodipace.net

 

Sorge sul versante ionico delle Serre a 1.086 metri sul livello del mare, presenta un’articolazione comunale strutturata in frazioni: Nardodipace - Capoluogo, Cassari, Vecchio abitato, Santo Todaro, Ragonà. In origine luogo di sosta per i pastori durante la transumanza, venne lentamente popolato fino al 1783 allorquando il devastante terremoto indusse molti abitanti di Fabrizia a trovarvi rifugio. Divenuto così popolosa frazione di Fabrizia, nel 1901 viene elevato a comune autonomo.

Da Visitare:

Chiesa Madre della Natività rappresenta uno dei monumenti principali di Nardodipace. Costruita dopo la tragica alluvione del 1955 , ospita importanti opere in ceramica di Andrea Cascella.

Chiesa della Madonna della Natività Costruita alla fine del diciottesimo secolo, nella frazione Vecchio Abitato, presenta elementi di chiara ispirazione barocca. Custodisce le statue di Santa Lucia e di San Rocco, oltre ad un complesso marmoreo della Madonna della Natività.

Chiesa della Madonna dei Poveri, frazione di Ragonà. Sulla facciata, è collocato un portale ligneo sormontato da una finestra in vetro policromo. L'altare ospita la statua di Maria SS. dei Poveri. Custodisce le statue della Sacra Famiglia e di Santa Lucia.

Monoliti, situati in località “sambuco”, di incerta origine antropica, potrebbero risalire al V-III millennio A. C.. Il complesso articolato in due siti che sorgono a breve distanza è costituito da strutture megalitiche di rilevanti dimensioni. La prima delle due strutture é alta circa 10 metri con una base di 20, la seconda, ha un’altezza di 4 metri  ed una base di 6.

Manifestazioni e ricorrenze:

-      Festa di Maria Bambina, l'ultima domenica di luglio;

-      Festa di San Rocco, Il 16 agosto

-      Festa della Madonna della Montagna seconda domenica di agosto;

-      Festa della Natività, 8 settembre;

-      Festa della Madonna dei Poveri, terza domenica di settembre;

-      Festa di San Teodoro, prima domenica di novembre

 

Numeri utili:

GUARDIA MEDICA

Via Roma

Tel. 0963.313135

 

A.S.L.

Via Case Sparse (Cassari)

Tel. 0963.314901

 

A.S.L.

Piazza Municipio

Tel. 0963.313135

CARABINIERI

Piazza Municipio, 5

Tel. 0963.312001

 

 

Pizzo Calabro

 

Popolazione: 8.596 (M 4.263, F 4.333)
Densità per Kmq: 384,8
Superficie territoriale: Kmq. 44
Altitudine: 749 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: __________

Municipio: Via Nazionale Tel. 0963 – 53.42.89   

 

Denominazione abitanti: pizzitani o napitini

Sorge sul costone di una roccia di tufo a strapiombo sul mare. Secondo la tradizione, venne edificata sulle rovine della colonia Focese di Napitia. Distrutta da un attacco saraceno, sarebbe stata ricostruita dai superstiti agli inizi del X secolo. Nel 1363 alcuni monaci basiliani costruirono nella zona un monastero, mentre raccoglitori di corallo, provenienti da Amalfi, vi edificarono la chiesa delle Grazie, poi divenuta chiesa del Carmelo. Sotto gli Angioni divenne un importante avamposto contro le scorribande saracene. Opinioni discordi permangono sull'origine del nome: per alcuni deriverebbe dal fiume Napeo, oggi Angitola, per altri dalla sua posizione sul ciglio, in dialetto "pizzu", di una rupe. Nel 1480, sulle originarie fortificazioni venne edificato il castello ove, nel 1815, venne fucilato l'ex re di Napoli, Gioacchino Murat. Tra le produzioni di assoluto rilievo una menzione particolare la merita il tartufo gelato.

Da Visitare:

Ø Cattedrale di San Giorgio, aperta al culto nel 1632, vi vennero tumulate le ossa di Murat. Al suo interno conserva una statua marmorea della Madonna del Popolo, opera cinquecentesca della scuola del Gagini; un San Francesco d'Assisi, scultura in marmo della stessa scuola, un Antonio di Padova, in marmo bianco di Carrara, ascrivibile a scuola siciliana gaginesca del '500; una S. Caterina d'Alessandria, scultura in marmo cinquecentesca, un crocifisso ligneo, tradizionalmente detto "Il Padre della Rocca" proveniente da Rocca Angitola, città distrutta dal terremoto del 1614. Pregevole la Cappella Reale, fatta costruire da Ferdinando II di Borbone nel 1832.

 

Ø Chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nel tufo di una grotta naturale presso la scogliera di Piedigrotta, presenta le caratteristiche sculture ricavate dal tufo.

 

Ø Chiesa di San Sebastiano, fondata intorno al XVI secolo conserva statue che riproducono scene della Via Crucis.

Ø Chiesa di San Francesco di Paola e Convento dei Minimi, edificati nella seconda metà del XVI secolo custodiscono statue lignee di scuola napoletana.

 

Ø Chiesa delle Grazie sotto unico tetto e unica facciata con quella del Purgatorio, solo esempio del genere in Calabria, fondata nel 1651, nota come chiesa dei Morti, nel suo sottosuolo, furono rinvenute numerose nicchie con vaso su cui pendevano, appesi a gancio, numerosi scheletri.

 

Ø Chiesetta della Madonna della Neve.

Ø Centro storico Con le tipiche viuzze delle cittadine marinare.

Manifestazioni e ricorrenze:

-         23 aprile in onore del Patrono, San Giorgio;

-         ultime due domeniche di maggio San Francesco di Paola;

-         8 settembre Madonna delle Grazie,

-         i luglio festival del mare, con spettacoli, intrattenimenti e degustazioni della gastronomia locale;

Fiera:  1° novembre.

Museo Provinciale Murattiano

 
Sorto nel 2003 all’interno dell’omonimo castello, ospita una sezione numismatica , una archivistica con una Biblioteca Tematica Murattiana e Napoleonica, stampe e piante del Castello, copie e riproduzioni di cimeli murattiani, una mostra permanente di manichini in costume che ricostruiscono gli ultimi momenti di vita di Murat, dalla prigionia, alla fucilazione.

 

Castello Murat

Piazza B. Mugolino

Tel. - Fax 0963.532523

E-mail:
comunedipizzoturisport@virgilio.it

Accessibilità: 9.00-13.00 e 15.00-19.00 tutti i giorni; nei giorni prefestivi e festivi anche di sera e in estate fino a tarda notte

Ingresso E. 2,00 intero, E. 1,00 ridotto, gratuito per bambini fino a 6 anni, anziani e residenti

Museo del Mare

Il Museo del Mare è diviso in due sezioni:

 la prima raccoglie vari utensili per la costruzione delle barche, nonché attrezzi per la pesca; la seconda è dedicata ospita 100.000 conchiglie provenienti da tutti i mari del mondo, spugne, madrepore, crostacei, scheletri di cetacei e alcuni squali imbalsamati, di particolare interesse i clypeaster di un milione di anni fa.

 
Gastronomia:

1.  la "frosa", frittata ripiena di salame, "zziringuli" e ricotta

2.  Il Tartufo gelato

Numeri utili: 

A.S.L.  N.8

Via Nazionale, 1

Tel. 0963.476111

 CARABINIERI (Stazione)

Ctr. S. Antonio

Tel. 0963.534466

 GUARDIA MEDICA

(Notturna e festiva)

Tel. 0963.534012

 

POLIZIA MUNICIPALE

Tel. 0963.534286

 

FARMACIA CAPOCASALE

Via G. Garibaldi

Tel. 0963.531148

 FARMACIA LA FENICE

Via Nazionale, 10

Tel. 0963.531110

 FARMACIA MARCELLINI

Via Nazionale, 59

Tel. 0963.531579 / 533228

Tel. 0963.533533

 

Ospitalità:

1. HOTEL RISTORANTE SONIA

Via RIVIERA PRANGI

Tel 0963 531315

 2. HOTEL MARINELLA

Via Riviera Prangi

Tel 0963 534860/64

 3. AZIENDA AGRITURISTICA "A CASA JANCA"

Via RIVIERA PRANGI (CTR. MARINELLA)

Tel: 0963 264364

 4. VILLAGGIO CAMPING PINETA MARE

Via V. SS 18 KM 391

Te. 0963.264409/264067/534871

 5. CALABRIA AIR SERVICE "HOTEL RISTORANTE MURAT"

Via P. DELLA REPUBBLICA

Tel 0963 534201 - 0963 534481

 6. HOTEL GARDEN CALABRIA

Loc. Difesa

Tel 0963 538111

 7. HOTEL IL GIGLIO

Via S.S. 522 - loc. Marinella

Tel 0963 534840


8. CASA GALEANO BED & BREAKFAST
Via M. Salomone n. 113 - 89812 - Pizzo (VV)
Tel.: 0963 253614 - Email: casagaleano@libero.it; alfredo.galeano@tin.it

 

Attività economiche:

 

1)BAR BELVEDERE

Piazza Della Repubblica

Tel. 0963.531423

 

2)BAR DANTE

Piazza Della Repubblica, 33

Tel. 0963.534150

 

3)BAR DEGLI AMICI

Via Nazionale

Tel. 0963.531058

 

4)BAR DI IORGI

Via Nazionale

Tel. 0963.531346

 
5)BAR ERCOLE

Piazza Della Repubblica, 18

Tel. 0963.531149

 

6)BAR INCONTRO

Via Nazionale

Tel. 0963.533055

 

7)BAR LAZZARO

Via Nazionale, 22

Tel. 0963.532458

 

8)BAR RAFFAELE

Piazza Della Repubblica

Tel. 0963.531188

WWW.BARPASTICCERIARAFFAELE.IT

 

9)BAR RIGA

Piazza della Repubblica, 13

Tel. 0963.53112

 

10)           BAR STAROPOLI

Via Prangi, 82

Tel. 0963.531264

 

11)           BAR PASTICCERIA TOSCANO

Via B. Mugolino

Tel. 0963.534162

 

12)           BAR GELATERIA ENRICO

Via Prangi

Tel. 0963.264024

 

13)           BAR GELATERIA ARTIGIANALE

Lungomare C. colombo (Pizzo marina)

Tel. 0963.533168

 

14)           BAR PASTICCERIA ALIBRANDI

Piazza malta

Tel. 0963.531167

 
15)             MOCAMBO
Ristorante - Piano Bar
Svincolo Autostrada A3 - S.S. 18
89812 - Pizzo (VV) - Contrada Difesa
Tel. 0963 264103 Fax 0963 264436

 

16)           PIZZERIA ESPOSITO

Lungomare C. Colombo, 42

Tel. 0963.532023

 

17)           PIZZERIA MARCELLO

Via Nazionale

Tel. 0963.534532

 

18)           PIZZERIA OCCELLO

Via Seggiola, 2

Tel. 0963.533289

 

19)           PIZZERIA TRATTORIA “IL PORTICATO”

Piazza della Repubblica, 57/3

Tel. 0963.533266

 

20)           PIZZERIA PACIFICO

Via Colombo

Tel. 0963.533266

 

21)           PIZZERIA RISTORANTE “LA RUOTA

Piazza della Repubblica, 36

Tel. 0963.532234

 

22)           PIZZERIA  “DA POLDO”

Birreria – paninoteca

Via Seggiola, 2

Tel. 0963.533289

 

23)             RISTORANTE PIZZERIA “FORTE DELLA MONACELLA”

Lungomare C. Colombo

Tel. 0963.531307

WWW.PAGINEGIALLE.IT/FORTEMONAC

 

24)           RISTORANTE PIZZERIA “RUOTA DUE”

Piazza Libertà, ½

Tel. 0963.534222

 
25)           GELATERIA ARTIGIANALE GUSTO PIù
Via Nazionale Palazzo Federico - Pizzo (VV)
Tel.: 0963 532414 - Email: gmarrella@libero.it

 
26)             IL BORGO ANTICO DI TONINO GRILLO
Via Paolo Marincola, 6 (di fronte Castello Murat) - Pizzo (VV)
Tel.: 0963 537342

 

 

Pizzoni

 

Popolazione: 1.340 (M 656, F 684)
Densità per Kmq: 57,7
Superficie territoriale: Kmq. 23,23
Altitudine: 280 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Alto Mesima

Municipio: Via Indipendenza Tel. 0963 – 35.80.87

Denominazione abitanti: Pizzonesi

 “Sta situato detto Casale in un poco di Valle sotto la montagna, esposta a Mezzo giorno, e parte a levante, godendo poco del Ponente, per la montagna che l'occupa.”

Cosi ne descriveva la posizione geografica Antonio Tango alla fine del XVII secolo. Situato sul versante tirrenico dell'altopiano delle Serre, fu fondato, con ogni probabilità, da genti fuggite da Pizzo Calabro, a causa delle incursioni saracene, che vollero conservare nel toponimo la testimonianza della loro origine. Le prime notizie documentate risalgono al 1316, anno in cui in un registro viene segnalata la presenza di una ferriera. Nel 1601 Girolamo Marafioti nel suo libro sulla descrizione della Calabria indica Pizzoni come  “Luogo dove per la comodità dell'acqua si fa la carta”. Feudo dei Carafa appartenente alla Baronia di Vallelonga passò successivamente al Convento dei Domenicani di Soriano, divenendo comune nel 1799.

 Da vedere

Ø Fontana della Sirena opera in pietra realizzata da Giuseppe Drago nel 1840

Ø Chiesa di San Nicola, "La consegna delle chiavi" dipinto settecentesco ad olio di scuola napoletana

Ø Chiesa di San Francesco, quattrocentesca Croce astile in lamine di argento

Ø Chiesa della Madonna delle Grazie, statua in legno da taluni attribuita al Gaggini, ma con ogni probabilità opera settecentesca del napoletano Mancini.

 

Manifestazioni e ricorrenze:

-      Madonna delle Grazie seconda domenica di luglio

-      San Francesco seconda domenica di agosto

-      Madonna del Rosario ultima domenica di ottobre, con la tradizionale "Gara del gallo" e "dell'uva"

-      San Nicola di Bari, il 6 dicembre

-      Fiera - 2 luglio

-      Sagra della Castagna - nel mese di ottobre

-      Allestimento presepi rionali - nel mese di dicembre

Mercato: Martedì.

Biblioteche:

Biblioteca Comunale, gestita dalla Proloco contiene 1800 libri.

Indirizzo: Via c/o Scuola Media - Pizzoni  (VV)

 

Accessibilità Lunedi, mercoledì e venerdi, dalle ore 17,00 alle ore 19,00.

 

Numeri Utili:

FARMACIA PITIMADA

Via T. Campanella

Tel. 0963.358131

Tel. 0963.358154

 

GUARDIA MEDICA

(Festive e notturna)

Tel. 0963.358688

 

Polia

Popolazione: 1.317 (M 639, F 678)
Densità per Kmq: 41,4
Superficie territoriale: Kmq. 31,78
Altitudine: 420 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità Montana: Serre Calabre

Municipio: P.za Dottori Pizzonia

Tel. 0963 – 32.10.91 - Fax 0963 – 32.11.67

Denominazione abitanti: Poliesi

Sorge sul versante tirrenico delle Serre; di origine greca, secondo alcuni il toponimo deriverebbe da polìs, per altri dal greco Polieno che giunto presso l’odierna frazione Trecroci vi si sarebbe stabilito dandole il nome.

Casale di Filadelfia, venne distrutto dal terremoto del 1783, ricostruito in quattro frazioni: Cellìa, Menniti, Poliolo, Trecroci che, assieme  alle contrade di Lia, Faldella, e Piano Bosco, costituiscono l'agglomerato urbano.

Suggestiva e selvaggia la faggeta del bosco Montagna. In contrada Camarda vi è una sorgente di acqua oligominerale.

 

Da visitare:

Ø Chiesa dell'Immacolata (1605),

Ø Palazzo Amoroso (1784-1818)

Ø Santa Croce miracolosa.

 

Manifestazioni e Ricorrenze:

-      Agosto Festa della Madonna del Buon consiglio

-      Settembre Festa della Madonna di Loreto

-      Fiera: Venerdì e Sabato precedente la quarta Domenica di settembre.

Mercato settimanale: Martedì.

 

Ospitalità:

 HOTEL CAMARDA

Via Provinciale

Tel. 0963 321000

 
Associazioni:

Pro Loco: 0963.321000

 Numeri utili:

Guardia Medica:

0963.321157

 

FARMACIA LIPARI

Via Provinciale

Tel. 0963.321134

 

 

San Sostene

 

Popolazione: 1.114 (M 517, F 597)
Densità per Kmq: 34,9
Superficie territoriale: Kmq. 31,92
Altitudine: 470 mt. s.l.m.

Provincia:  Catanzaro

Comunità montana: Versante Jonico
Municipio: Via. Marconi 2  Tel. 0967 – 53.32.54   

 

Denominazione abitanti: Sansostenesi

 

Sorge sul versante orientale delle Serre, su un ripiano alla sinistra della media valle della fiumara Alaca.  Le origini vanno fatte risalire alle continue incursioni saracene che, intorno al XVI secolo, costrinsero gli abitanti della costa a cercare un rifugio meno pericoloso. La prima denominazione fu Sansoste di Satriano, di cui era casale. Come tale appartenne ai Borgia, e quindi ai genovesi Ravaschieri che lo tennero dal 1609 al 1806. Subì gravi danni in seguito al devastante terremoto del 1783. Venne elevato a Comune 4 maggio 1811.

 

Da Visitare:

Chiesa Parrocchiale intitolata a Santa Maria del Monte Pignatelli dove è custodita una tela settecentesca.

Castello del quale rimangono pochi resti.

 Manifestazioni e ricorrenze:

 16 agosto S. Rocco(Patrono).

Fiere: Domenica successiva al 16 agosto  

 

 

SANTA CATERINA

 

Popolazione: 2.277 (M 1.110, F 1.167)
Densità per Kmq: 55,2
Superficie territoriale: Kmq 41,25
Altitudine: 459 m. s.l.m.

Provincia: Catanzaro

Comunità montana: Versante Jonico

Municipio: Via Roma Tel. 0967 – 84.306   


Denominazione abitanti: caterisani

 

Posta all'estremità meridionale del golfo di Squillace, sul versante jonico delle Serre, fu edificata a partire dal X secolo, in seguito alle devastanti incursione Saracene del 986, che indussero numerose comunità rivierasche a cercare rifugio in collina. Sorta come villaggio fortificato fu dotato di 4 porte d’accesso, di cui oggi ne rimane solamente una, la “Porta dell’Acqua”. Entrata nella contea di Badolato divenne possedimento dei Conclubet, che la tennero fino al 1487 quando, a causa della partecipazione alla “Congiura dei Baroni”, vennero privati dei loro possedimenti. Diverse casate si successero fino a1685 quando  passò ai Marzano che vi edificarono un castello, andato distrutto con il terremoto del 1783. Nel 1799 divenne feudo dei Di Francia che lo tennero fino al 1807.

Acque particolarmente apprezzate sono quelle che sgorgano in località fonte dello “scarparo”.

Da visitare:

 

Chiesa di Santa Caterina edificata nel corso del settecento su una preesistente cappella dell’XI secolo; presenta una facciata con un timpano triangolare, al cui centro è ricavata una nicchia che ospita una statua marmorea di Santa Caterina. Interessante l’altare di san Francesco con un pregevole dipinto ad olio raffigurante S.Caterina opera del pittore Luigi Beltrone.

 

Chiesa del Rosario inizialmente vocata a San Domenico era annessa ad un convento chiuso nel 1652. Al suo interno sull'altare maggiore, è possibile ammirare una pala secentesca che rappresenta San Domenico di Guzman e Santa Teresa D'Avila.

 

Chiesa dell'Immacolata Concezione edificata nel XVIII secolo, un tempo annessa al castello dei feudatari, custodisce due tele ad olio raffigurante la Madonna delle Grazie e dell'Immacolata.

 

Chiesa Matrice dedicata a S. Maria Assunta presenta un prezioso altare settecentesco in marmo policromo opera di maestri serresi divenuto oggi monumento nazionale.

 

Manifestazioni e ricorrenze:

festa di Santa Caterina, seconda domenica di luglio ed il 25 novembre.

festa della Madonna della Neve, prima domenica di agosto;

festa di S. Gabriele Arcangelo, seconda domenica di agosto;

festa di S. Rocco; 16 agosto;

festa del SS Rosario, prima domenica di ottobre

Numeri utili:

-      Guardia Medica tel. 0967-84307/85010

-      Carabinieri tel. 0967-783024

Associazioni:

Associazione "S. Caterina Paese Village"
Via Corrado Alvaro s.n.c. Tel. 0967-83.320

 

 

Satriano

 

Popolazione: 3.061 (M 1.470, F 1.591)
Densità per Kmq: 139,0
Superficie territoriale: Kmq. 22,02
Altitudine: 293 mt. s.l.m.

Provincia: Catanzaro

Comunità Montana: Versante Jonico

Municipio: Via Marconi, 5 Tel. 0967 – 54.30.18

Denominazione abitanti: Satrianesi

Sorge sul versante jonico delle Serre tra le valli dell’Ancinale e dell’Ancinalesca. Di origine incerta, secondo alcuni nacque dalla confluenza dei coloni greci, che abbandonata l’antica Cecino tra il VII e l’VIII a causa della distruzione araba, si rifugiarono in un sito meglio difendibile. A supporto di tale tesi lo stesso nome deriverebbe dalla località Sainaro che si trova in prossimità della foce dell’Ancinale.  Con l’arrivo dei Normanni Satriano passo agli Altavilla i cui discendenti la tennero per cinque secoli facendola diventare principato con giurisdizione sui casali di Davoli,                    San Sostene e Cardinale. Fu possedimento dei Ravaschieri Fieschi e dei Filangieri.

Da visitare:

Ø Chiesa Santa Maria d'Altavilla originario edificio di culto di rito greco-bizantino, venne riconsacrato al rito latino durante il periodo normanno assumendo il nome in onore al Conte Ruggiero di Altavilla. Rimaneggiata con interventi successivi venne ricostruita dopo il terremoto del 1783.In seguito al bombardamento americano del luglio 1943 andarono perdute molte delle opere pittoriche, alcune delle quali appartenenti a Mattia Preti.

Manifestazioni e ricorrenze:

-      Festa dei SS Medici Cosma e Damiano, 26 e 27 settembre;

-      San Teodoro, festa patronale  9 novembre.

-      Fiere: 26 e 27 Settembre

 

Serra San Bruno

 

Popolazione: 7.093 (M 3.559, F 3.534)
Densità per Kmq: 179,2

Superficie territoriale: Kmq. 39,58

Altitudine: 790 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Serre Calabre

Municipio: Piazza C. Tucci  Tel. 0963 – 77.94

Denominazione abitanti: Serresi

 

Sito alle pendici dei Monte Pecoraio, nella valle dell’Ancinale, alla medesima distanza, 42 Km, dallo Ionio e dal Tirreno, può essere considerato il capoluogo di tutta la regione delle Serre ed uno dei punti di maggiore interesse della Calabria. Deve la propria origine a Brunone di Colonia che, giunto nel 1091, vi edificò il proprio eremo su terreni donatigli dal conte Ruggero il Normanno. Fino al 1765 fece parte del feudo della Certosa. Le origini dell’abitato risultano alquanto incerte taluni ipotizzano che il primo insediamento urbano sviluppatosi all’ombra della Certosa vada ricercato nella donazione fatta a San Bruno dal Conte Ruggero di circa duecento congiurati. Per altri l’ipotesi più probabile della nascita dell’abitato, sarebbe da ricercarsi come filiazione della vicina Spadola, abitata prima della venuta di S. Bruno. La terza ipotesi lo vuole sorto come filiazione di tre villaggi Roseto, Sant'Andrea e Vingi, andati distrutti per cause non precisate. Il toponimo che rimanda alla presenza di alcune segherie venne completato nel 1863 con l’aggiunta di San Bruno. Tra i cittadini illustri Mastro Bruno Pelaggi, poeta Scalpellino e Bruno Chimirri apprezzato ministro della Destra storica.

Da visitare:

Ø Chiesa Matrice edificata 1795, su progetto dall'architetto serrese Biagio Scaramuzzino, presenta una facciata in granito opera di scalpellini locali. La struttura interna a tre navate con pavimentazione marmorea presenta importanti opere d’arte. I lati della navata centrale sono arricchiti da quattro statue in marmo bianco, S. Stefano, S. Bruno, la Madonna e S. Giovanni Battista, opere del David Muller, provenienti dalla vecchia Certosa, distrutta dal terremoto del 1783. Dal punto di vista artistico particolare rilievo rivestono i bassorilievi che si trovano alla base delle statue. Al centro della navata è ubicato il Pergamo, opera catalogata fra i monumenti nazionali d'Italia, realizzato in sottili foglie di legno. Nella navata sinistra si trova una statua lignea raffigurante San Giuseppe opera ottocentesca del serrese Vincenzo Zaffino. Nella navata di destra un San Francesco d'Assisi edin quella di sinistra un San Biagio, opere Lucchesi del settecento. Di scuola napoletana è la cinquecentesca Santissima Trinità, opera pittorica ad olio su tela; bella anche la tela tardo-rinascimentale "Il martirio di Santo Stefano". Interessanti la statua lignea raffigurante un Cristo crocefisso realizzata da Antonio Scrivo.

 

Ø Chiesa dell'Addolorata (1721), realizzata in granito locale dal capomastro Vincenzo Salerno, su progetto dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino, è uno dei capolavori del tardo barocco calabrese. Con la particolare facciata a pianta semiellittica, rappresenta un vero e proprio gioiello architettonico. L'interno, mononavato a croce latina, presenta diversi elementi proventi dalla certosa distrutta dal terremoto del 1783. L’altare maggiore con Ciborio in marmi policromi e bronzo, disegnato nel 1631 dal Fanzago per la vecchia Certosa è stato adattato alle piccole dimensioni della chiesa dagli abili architetti serresi Domenico Barillari di Vincenzo e Domenico Barillari di Gaetano. Nella navata vi sono quattro medaglioni marmorei secenteschi con sculture a basso rilievo, provenienti anch'essi dalla vecchia Certosa. Nella stanzetta, detta di Santa Lucia, sono conservate tre statue lignee delle quali, una raffigura Sant'Anna, opera di Raffaele Vinci, una Santa Lucia opera di Vincenzo Zaffino ed un secentesco Crocefisso ligneo alto quasi due metri scolpito a tutto tondo proveniente dalla vecchia certosa. A sinistra, di fronte alla sagrestia, la balaustra dell'organo, in marmo traforato, impreziosito dagli stemmi certosini capolavoro secentesco di origine certosina. Il pavimento marmoreo, montato nel 1835 dopo essere stato rimosso dalla chiesa conventuale della Certosa, dove era giunto da Roma nel 1564.

 

Ø Chiesa dell'Assunta di fondazione medievale è il primo edificio sacro eretto nel centro abitato. La struttura attuale risale al 1794. Caratterizzata dalla tipica facciata in granito locale, presenta l'interno a navata unica decorato da pregevoli stucchi ottocenteschi in parte eseguiti su disegno dell'architetto Giuseppe Maria Pisani. Interessante il dipinto collocato sulla volta, raffigurante l'Assunzione della Vergine, opera del serrese Venanzio Pisani. Sull'altare è conservata una scultura raffigurante Maria SS. Assunta, attribuita ad Antonio Scrivo.

 

Ø Chiese della Assunta di Spinetto; sorta in seguito al terremoto del 1783 presenta un interno a tre navate, ove sono collocate pregevoli sculture in legno opera di artisti locali. Oltre alla statua  di Maria SS. Assunta  opera settecentesca di scuola napoletana, custodisce un San Rocco realizzato nella bottega Scrivo, un San Francesco di Paola opera ottocentesca di Raffaele Regio ed un San Giuseppe eseguito da Antonio Scrivo. Di pregevole fattura l’altare maggiore opera in legno dipinta in finto marmo, del serrese Raffaele De Francesco.

 

Ø Chiesetta di San Gerolamo edificata nella seconda meta del XIX secolo utilizzando elementi provenienti della chiesa di San Lorenzo, distrutta dal terremoto del 1783. Sorge nell’omonimo rione, al suo interno sono custodite due tele raffiguranti San Gregorio e San Bonaventura, opera del pittore serrese Federico Bosco.

 

Ø Chiesetta      di    San Rocco Edificata alla fine dell’800 sulle rovine di una cappella preesistente, custodisce una statua lignea, opera del serrese Antonio Scrivo ed una tela raffigurante San Giuda Taddeo, opera del pittore serrese Venanzio Pisani.

 

 

Ø Centro storico impreziosito da molti portali in pietra, loggette e ringhiere in ferro battuto opera, frutto di un’antica tradizione artistica.

 

Ø Certosa Il punto di maggiore richiamo è la Certosa, primo Convento Certosino in Italia e il secondo di tutto l'Ordine, che sorge in un pittoresco bosco alla periferia di Serra San Bruno. Si tratta di un vasto complesso fondato tra il 1090 e il 1101 da Brunone di Colonia, fondatore dell'Ordine Certosino e della Grande Chartreuse vicino a Grenoble. Originariamente di stile gotico, alla fine del '500 fu rimaneggiata su probabile progetto del Palladio, successivi restauri furono portati avanti nei secoli XVI – XVIII. Distrutta dal terribile terremoto del 1783, fu riedificata alla fine dell'800. Dell'originario complesso rimangono resti della quattrocentesca cinta muraria, ruderi della grandiosa facciata rinascimentale della chiesa; gran parte dell'ordine inferiore, del secentesco Chiostro; la secentesca fontana barocca e il vecchio cimitero dei Certosini. La nuova Certosa, costruita tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo, rimanda al gotico francese. All'interno si trovano statue marmoree ottocentesche, un busto reliquario argenteo del 1520 raffigurante San Brunone di scuola napoletana, un pregevole dipinto del '600 di San Francesco di Paola attribuito a Luca Giordano, candelabri bronzei, di bottega francese del '600.

CENNI STORICI  CERTOSINI

Quando San Bruno giunse in Calabria, il generoso Conte Ruggero gli offrì un territorio nella località chiamata Torre, tra Arena e Stilo, a circa 850 metri di altitudine e in posizione lontana da ogni centro abitato.

Qui Bruno fondò l’eremo di Santa Maria, mentre a poco meno di 2 Km più a valle – dove sorge l’attuale Certosa – venne eretto successivamente il monastero di Santo Stefano.

Il 6 ottobre 1101 Bruno morì e fu seppellito a Santa Maria nel cimitero degli eremiti.

Dopo la morte di Bruno, nel 1193, una parte della comunità lasciò l’Ordine certosino e passò a quello dei cistercensi di Fossanova (Latina), cosicché finì col condurre vita essenzialmente cenobitica. L’altra si ritirò alle falde settentrionali dell’Aspromonte, nella zona di Castellace, oggi frazione di Oppido Mamertina, a circa 200 metri di altitudine.

Dal 1193 fino al 1411 ressero il monastero, o abbazia nullius, una ventina di abati cistercensi.

Nel 1411 il Monastero di Santo Stefano passò in Commenda a un Prelato residente a Napoli, che percepiva le rendite, mentre il Convento venne governato da un superiore privato dei beni materiali necessari a una ordinata e proficua amministrazione del Feudo, di modo che l’economia languì e ogni attività stagnò, finché nel secolo XV i terreni furono alienati e l’Abbazia di Santo Stefano fu messa a disposizione del Sommo Pontefice.

Agli inizi del 1500, verso l’anno 1505, avvenne un lietissimo evento, che fece rifiorire il monastero di Santo Stefano, ossia il ritrovamento nella chiesa di S. Maria dei corpi di Bruno e del successore Lanuino, che erano stati sepolti in quella chiesa, ma dei quali, probabilmente a causa dell’amministrazione cistercense e della Commenda, s’era perduta la memoria. Le Reliquie furono portate solennemente in processione, il martedì di Pentecoste, con grandissimo concorso di popolo, non solo dei serresi, ma anche di numerosi fedeli dei paesi vicini, processione continuata ogni anno da allora fino da oggi.

In seguito a questi avvenimenti, il Papa Leone X richiamò a Serra i Certosini e nel 1514 approvò il culto di San Bruno. In quegli anni venne anche fatto forgiare a Napoli il busto argenteo del santo che contiene parte delle sue spoglie mortali.

I monaci bruniani con stenti, ma anche con tenacia, energia e fervore ricominciarono a restaurare chiesa e convento e a ricostruire la comunità. I beni alienati ritornarono ai loro legittimi proprietari, e la chiesa della Certosa era già completamente restaurata nel 1600, diventando una delle più belle della Calabria. Fu principalmente il Priore D. Bertrand Chalup (+1619) che ricostruì completamente il monastero.

Purtroppo nel 1783 un terribile terremoto venne ad arrestare improvvisamente e tragicamente tutto quel fervore di opere. Il 7 febbraio, giorno di venerdì, verso le ore due del pomeriggio una violenta scossa del 9° grado della scala Mercalli, con epicentro a Soriano (paese a circa 15 chilometri da Serra) e dintorni, seminò il terrore in tutta la Calabria e cagionò rovine indescrivibili, mietendo in pochi instanti circa 40.000 vittime.

In Certosa non ci furono perdite di vite umane, ma degli edifici neppure uno rimase illeso; andò in rovina in un attimo il lavoro di secoli. Ben presto i monaci dovettero abbandonare Serra; i loro terreni furono incamerati; i libri, i documenti e i tesori della chiesa furono sequestrati o trafugati, finché nel 1808 la Certosa fu soppressa con decreto di Giuseppe Napoleone. 

Dopo un fallito tentativo di recupero della Certosa, per opera del Padre D. Stefano Franchet (1840 –1844), un Rescritto del Re di Napoli Ferdinando II del 21 giugno 1856 dava finalmente nuova vita alla Certosa, mettendo in esecuzione un Decreto del 1840.

Il 30 maggio 1857, con solennissima pompa, il busto argenteo di San Bruno fu trasferito dalla Chiesa Matrice di Serra, dove era stato collocato dopo la soppressione della Certosa, alla sua primitiva sede con l’intervento di numeroso clero, di molte congreghe, di soldati e di un’immensa folla.

La ricostruzione della Certosa, tuttavia, procedette stentatamente, anche perché nel 1866, in seguito al compimento dell’unità italiana, intervenne una nuova legge di chiusura dei conventi. La situazione poté risolversi quando si ebbe un diretto e concreto intervento della Casa Madre, la Gran Certosa di Francia, la quale nel 1887 acquistò dal Comune di Serra i ruderi della distrutta Certosa con il terreno racchiuso tra le sue mura.

Il grandioso complesso edilizio fu ricostruito, a partire dal 1894, da maestranze locali, su progettazione e sotto la direzione dell’architetto Pichat, dietro studiata continuazione dell’edilizia anteriore e recupero di quelle parti che non erano andate distrutte dal terremoto.

La ricostruzione durò sino alla fine del secolo e venne collaudata, il 13 novembre 1900, con la solenne consacrazione della chiesa, per mano del Vescovo serrese Mons. Giuseppe Barillari.

Nella chiesa del monastero sono custodite, sopra l’altare maggiore, oltre al busto argenteo contenente il cranio di San Bruno, le sacre ossa del fondatore dell’Ordine Certosino e del suo primo successore in Calabria, il beato Lanuino. Le reliquie sono conservate in una ricca urna marmorea, con intarsiate le parole: "In morte quoque non sunt divisi"

 

Ø il laghetto A poco più di un chilometro dalla Certosa in un suggestivo paesaggio dominato dal verde del bosco sorge il laghetto nelle cui acque secondo la tradizione San Bruno si recava in penitenza. Al centro, è infatti collocata una statua del Santo inginocchiato.

Ø Chiesa di Santa Maria dell'Eremo (o del Bosco), vi si giunge seguendo la splendida scalinata posta alla sommità del laghetto e realizzata nel 1951 su progetto di Giuseppe Maria Pisani. Edificata nel 1094 nel luogo dove dimorò e morì San Bruno, venne ricostruita in seguito al terremoto del 1783. Sull'altare, vi è una pregevole Madonna lignea del XIX secolo, nel coro un dipinto ottocentesco raffigurante San Bruno copia della tardo-cinquecentesca tela conservata nella chiesa dell'Assunta a Terravecchia. Al suo interno sono custoditi i resti visibili dei primi monaci che insieme a Brunone fondarono l’eremo.

Ø Dormitorio tempio dove sono visibili i segni del terribile evento tellurico del 1783 è edificato sul luogo dove San Bruno dormiva e fu sepolto. Al suo interno è presente una piccola spelonca con una statua marmorea raffigurante San Bruno, opera di Stefano Pisani (1750-1843). Alla base, è situata l’ incavatura, nella roccia in cui fu sepolto il Santo.

Feste:

-      in onore del Patrono, San Bruno, il Lunedì di Pentecoste

-      San Biagio il 3 febbraio

-      14-15 agosto Maria SS Assunta in cielo

-      Terza domenica di settembre Maria SS. Dell’Addolorata

-      San Bruno il 5-6 ottobre

-      Terza domenica di Ottobre San Gerolamo

 

Fiere:  

-      Ferragosto il 14-15 agosto;

-      Tutti i  Santi il 1° novembre;

-      Santo Stefano il 26 dicembre.

 

Ø Museo della Certosa ubicato all'interno della Certosa conta circa 20 ambienti e si sviluppa su un unico piano per circa 1200 metri quadrati.
Il museo è articolato come itinerario spirituale e storico sulla presenza dell'ordine certosino in Calabria. Si tratta di una visita guidata con pannelli didattici, foto, ricostruzioni di ambienti, una sala audiovisivi. Tra i pezzi di maggior pregio vanno annoverati alcuni quadri del XVI e XVII secolo, una varia processuale del XVII secolo ed una statua in steatite raffigurante S. Stefano.
 
Accessibilità: Tutto l'anno con i seguenti orari;

             Aprile / Settembre: 9.00/13.00 – 15.00/20.00
             Ottobre/Marzo: 9.30/13.00 – 15.00/18.00.

Numeri utili: 

COMUNITA’ MONTANA DELLE SERRE

Via G. Matteotti Tel. 0963.0750

 
FARMACIA CORDIANO
L.

Corso Umberto I, 241 Tel. 0963.71024

 
FARMACIA CORDIANO R.

Via Asilo Infantile, 10 Tel. 0963.70724

 
OSPEDALE

Via Nazionale Tel. 0963.71354

 
GUARDIA MEDICA

C/o Ospedale

Via Nazionale Tel. 0963.71354

 
Carabinieri

V.le Certosa Tel. 0963.71001

 
CORPO FORESTALE DELLO STATO

Comando Stazione 207

Corso Umberto I

Tel. 0963.71036

 

POLIZIA

Via A. scrivo Tel. 0963.779111

 

Ospitalità:

 

AGRITURISMO FONDO DEI BARONI

Località La Chiusa

Telefax 0963.371706

 
AGRITURISMO ROSETO

Aperto tutto l’anno su prenotazione

Località Roseto

Tel. 0963.70670 / 71320

 
HOTEL CERTOSA RISTORANTE

Via V. V. EMANUELE III 12

Tel: 0963 71538 - 0963 72129

 

Attività economiche:

 

BAR BOSCO

Corso Umberto I

Tel. 0963.71256

 

 BAR TASSONE

Pasticceria - Gelateria

Corso Umberto I, 56 Tel. 0963.72031

 

EUROBAR PANINOTECA

Via A. Gramsci,28

Tel. 0963.772387

 

BAR PELAIA

Corso Umberto I, 77/79

Tel. 0963.71028 / 71120

 
PIZZERIA LA POSADA

Via Marconi

Tel. 0963.71662

 

RITROVO SANTA MARIA

Ctr. Santa Maria

Tel. 0963.70000

 

PIZZERIA  “LA BOTTE

Corso Umberto I

Tel. 0963.70749

  
RISTORANTE “RANCH DEL FALCO”

Via A. Scrivo

Tel. 0963.772835

 

RISTORANTE CALABRETTA

Via Giuseppe Maria pisani,9

Tel. 0963.72246

 

AGENZIA VIAGGI “PERLE DEL MONDO”

Corso Umberto I, 116

Tel. 0963.70604

 

AGENZIA GRENCI “VIAGGI E TURISMO”

Biglietteria Bus inter.

Corso Umberto I, 65 Tel. 0963.71190

 
TLM (TIPO.LEGATORIA.MELE)

di MELE MARCO

TEL 0963-71344

 

 

SIMBARIO

 

 

Popolazione  1.082 (M 511, F 571)
Densità per Kmq: 56,2
Superficie territoriale: Kmq. 19,25

Altitudine: 766 mt. s.l.m.

 

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Serre Calabre

Municipio: P.za Municipio 0963 - 74.045

Denominazione abitanti: Simbariani

Situato nell'alta valle del fiume Ancinale, fu in origine feudo di Emanuele Caraffa, figlio naturale del Duca di Nocera, il quale vi allevava un congruo numero di armenti. Si suppone, che i guardiani di tali armenti fossero nativi del villaggio di Simmari ed una volta stabilitisi nel nuovo sito abbiano deciso di chiamarlo Simmario e quindi Simbario . Alla morte del duca il feudo venne devoluto al Re Filippo IV che lo cedette al convento domenicano di Soriano Calabro. Distrutto quasi totalmente dal terremoto del 1783 fu lentamente ricostruito.

Da Visitare:

Ø Chiesa Parrocchiale, danneggiata dal sisma del 1783, è stata ricostruita mantenendo la struttura di chiara ispirazione settecentesca.

Manifestazioni e ricorrenze:

-      Festa in onore del Patrono San Rocco, la seconda Domenica di settembre.

 

Attività Economiche

-      AUTOTRASPORTI TASSONE B.

Via Bertucci Ceraso, 234

Tel. 0963.74616

 

-      FARMACIA FABRIZIO D.A.

Via G:B: Ceraso, 7 Tel. 0963.74295

 

-      AUTOSALONE FORD di LUPOSELLA DOMENICO

Vendita – Assistenza – Ricambi

Via G.B. Ceraso, 241

Telefax 0963.74500 (Cell. 338.1185139)

-      ROSSO E.

Materiali – Costruzioni - Elettrodomestici

Via A. tedeschi, 11 Tel. 0963.74070

 

-      TEAM ENGINEERING di GIULIANO VINCENZO & C.

Studio tecnico

Via kennedy, 42 Tel. 0963.74472

 

-      ARTI GRAFICHE 2 G

Via B. Bertucci, 14

Tel. 0963.74690

 

 

Spadola

Popolazione: 853
Superficie territoriale: Kmq. 9,85
Altitudine: 754 mt. s.l.m.

Provincia: Vibo Valentia

Comunità montana: Serre Calabre
Municipio: P.za Bruno Ionadi, 1 Tel. 0963 – 74.007

Denominazione abitanti: Spadolesi

Sorge al centro di un'ampia conca montana presso la sponda sinistra del fiume Ancinale. Di antichissima ed incerta origine, come attesta il primo documento storico che parla di Spadola e che risale al 1093, fu donato in feudo da Ruggero il Normanno al monastero di Santo Stefano del Bosco. La fondazione va fatta risalire ai coloni greci, che sulla sommità della collina, che ancora oggi ospita i due edifici di culto, elevarono un'ara dedicata alla dea Minerva.
Il toponimo, anch’esso di origine incerta, secondo taluni deriverebbe dal latino "ex palude" poiché il fiume Ancinale, sfociando nella vallata che ospita l’abitato, andava a infrangersi contro Colle Minerva, aggirandolo quasi completamente; la corrente smorzata, rendeva paludose le terre intorno, lasciando isolato ed al sicuro il colle.

Nel 1806, Gioacchino Murat, emanò l’ordine col quale, venne soppressa anche la "Prelatura Nullius" della Certosa di Serra.
Con tale atto Spadola divenne Università e fu annessa alla Diocesi di Gerace.

Solamente nel 1852 la diocesi di Squillace vinse la causa di rivendicazione contro Gerace.

Da visitare

Ø Chiesa di San Nicola da Bari che ospita interessanti opere d'arte;

Ø Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dalla facciata elegante e curvilinea di forme barocche settecentesche.

Manifestazioni e ricorrenze

-      in onore del Patrono, San Nicola da Bari, la prima Domenica di agosto e la prima domenica di dicembre

-      Festa in onore di Maria SS dell’Addolorata l’ultima domenica di Agosto

 In località Fontanella, San Nicola, Fonte Vecchia e Talau vi sono sorgenti di acqua oligo-minerale.

 

Associazioni

Pro Loco: Via Conte Ruggero Presidente: D. A. Tassone

Strutture pubbliche:

Guardia Medica: 0963.74776

 

 

STILO

Popolazione: 2.813 (M 1.426, F 1.387)
Densità per Kmq: 35,8
Superficie territoriale: Kmq. 78,58
Altitudine: 400 mt. s.l.m.

Provincia: Reggio Calabria

Comunità montana: Stillaro Allaro

Municipio: P.ZA S. Giovanni Theristy Tel 0964 – 77.50.34

 

Denominazione abitanti: stilidi o stilesi

Sorge ai piedi del monte Consolino sul versante ionico delle Serre. L’origine sembra rimandare alla colonia greca di Kaulon, i cui discendenti in seguito alle incursioni saracene avrebbero cercato riparo in un luogo meno aleatorio. Il toponimo deriverebbe dal greco stylos, colonna. Tra il X e l’XI secolo l’arrivo nella vallata dello Stilaro dei monaci bizantini diede nuovo impulso al legame con il mondo greco.

La prima notizia certa risale al 982, quando i Bizantini alleatisi con gli Arabi sconfissero, presso lo Stilaro, Ottone II di Sassonia. Con l’arrivo dei Normanni nel 1072, il paese venne arricchito con la costruzione del Duomo e del Castello. Sotto i Normanni, Stilo divenne città regia, ed estese la propria giurisdizione sui casali di Guardavalle, Camini, Stignano, Riace e Pazzano. Tale status fu confermato successivamente da svevi, angioini ed aragonesi.

Nel 1811 Stilo venne posto a capo di un circondario comprendente i comuni di Pazzano, Placanica, Stignano, Camini, Riace, Bivongi e Monasterace. Famosa per aver dato i natali a Tommaso Campanella, autore della "Città del Sole" ed al pittore Francesco Cozza discepolo del Domenichino. Fuori dall’abitato luoghi di sicuro interesso sono Mangiatorella, nota per l’omonima sorgente ed il complesso siderurgico Ferdinandea, edificato nel 1833 per volere di Ferdinando II di Borbone.

 

Da visitare:

 

Ø La Cattolica è situata su gradone del monte Consolino, rappresenta  una delle  più importanti opere architettoniche della Calabria. Costruita nel VII secolo, fu riportata alla luce nei primi anni del ‘900 da Paolo Orsi, sovrintendente alle Antichità e Belle Arti della Calabria. La struttura a pianta quadrata presenta al suo interno quattro colonne di differente foggia, provenienti dai templi dell'antica città di Kaulon. Le pareti presentano tipici affreschi che con i loro quattro eterogenei strati testimoniano i differenti influssi culturali che si avvicendarono nella vallata dello Stilaro. L’elemento più suggestivo è sicuramente rappresentato dalla cupola con i caratteristici tamburi;

 

Ø Chiesa di San Francesco del XV secolo, con affreschi settecenteschi ad altare ligneo con colonne tortili;

 

Ø Duomo, eretto nel XII secolo e rimaneggiato successivamente, presenta un pregevole portale romanico con capitelli intagliati. L’interno è adornato da  interessanti opere pittoriche fra le quali il " Paradiso" del Battistello;

 

Ø Chiesa di San Nicola da Tolentino, con pianta a croce greca e cupola a trullo;

 

Ø Fontana dei delfini, comunemente chiamata fontana gebbia, con sculture arabo-moresche

 

Musei:

-      Museo d'Arte Sacra

-      Museo di Archeologia Industriale
P.za S. Giovanni Theristy - Tel. 0964 775034

-      Pinacoteca di Arte Moderna e Contemporanea "Francesco Cozza"  P.za S. Giovanni Theristy - Tel. 0964 775034

-      Museo Civico "Tommaso Campanella"

Feste e ricorrenze:

-      Festa San Giorgio, Patrono di Stilo, 23 aprile

-      Palio di Ribusa una di spettacoli medievali, 4-5 e 6 agosto

Fiere:

1.  Ribusa, 24 giugno

2.  fiera dell'"Epifania",  6 gennaio

Mercato:ogni martedì.
Numeri utili:

Farmacia

Scarfo' Dr. Domenico Farmacia
89049 Stilo (RC) - Via Roma, 10 Tel. 0964 775058

Ospitalità:

o                                 Hotel Città del Sole

V.le Roma, tel 0964/7755700, fax 0964/775700

Attività economiche:

o                                 Ristorante La Quercia - Demasi
89049 Stilo (RC) - Contrada Pannara  tel. 0964 775462 • 0964 775083 339 1286276

 

o                                 Garzaniti Raffaele Bar Centrale 89049 Stilo (RC) –

Piazza Vittorio Emanuele, 1 tel 0964 775200

 

Associazioni:

§  Associazione sportiva "Stilese"

§  Associazione culturale "Pon Si Mor"
Opera nel campo degli scambi Turistico-Culturali - Servizi e Guide Turistiche
Presidente: Elia Fiorenza
Sede: Palazzo San Giorgio - Stilo tel. 0338 1392256

§  Associazione culturale Internazionale "Tommaso Campanella"
 

§  Scuola Subacquea "Diving Center Punta Stilo"
By Alfina e Mario Tassone
Via Nazario Sauro n°10 - 89049 STILO (R.C.)
tel. e fax 0964 775307 - Cell. 0360 646397
 

 

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