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HOME >> TERRITORIO >> I comuni del parco |
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Acquaro Popolazione: 3.064 (M Comunità montana: Alto
Mesima Municipio: Piazza
Municipio, 1 Tel. 0963 – 35.30.71 Denominazione abitanti:
Acquaresi Manifestazioni e ricorrenze:
Assunta 15 agosto Festa patronale di S.
Rocco la terza domenica di settembre. Fiere:
Giovedì e Venerdì e Sabato precedenti la festa di San Rocco Da visitare: Centro
abitato con le tipiche viuzze, un tempo solcate dai contadini con i loro
animali da soma. Ospitalità: PIZZERIA SCARAMOZZINO Via Provinciale Tel. 0963.354127 RISTORANTE
“ Contrada
Piani di Acquaro Tel.
0963.355423 BAR IACONS
Piazza
Municipio Tel. 0963.35
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ARENA Popolazione: 1.895 (M Superficie territoriale: Kmq. 32,34 Altitudine: 496 mt. s.l.m. Comunità montana: Alto Mesima Municipio: P.zza Generale Pagano Tel. 0963
– 74.080 Denominazione
abitanti: Arenesi Sorge sulle
pendici di una collina posta lungo la riva del torrente Marepotamo. L’origine
incerta rimanda a tempi remoti; ebbe quale primo feudatario Matteo d'Arena
Conclubet dal quale prese il nome. Tale famiglia lo ebbe in dominio fino al
1678 quando passò ai Caracciolo di Gioiosa. Rilevante l’importanza geografica
e strategica testimoniata dalla presenza di un poderoso castello andato quasi
completamente distrutto con il terremoto del 1783. Visitare Ø Castello edificato, con ogni probabilità da
Ruggero Culchebert nel corso dell’ XI secolo. Rimaneggiato profondamente nei
secoli XIV-XV e XVI-XVIII rispettivamente dai Marchesi Conclubet e dai
duchi di Acquaviva. Distrutto quasi completamente dal terremoto del 1783.
Sono visibili i resti delle torri angolari e parte delle
fortificazioni. Interessanti le rovine di un imponente acquedotto medievale
destinato all'approvvigionamento idrico del Castello. Ø Chiesa delle Grazie con un pregevole
portale sagomato in pietra con volute barocche all’interno sono inoltre
custodite opere scultoree sette-ottocentesche Ø Ruderi vecchi mulini presso fiume Petrano Festa:. - di Santa Maria
delle Grazie la prima domenica di agosto; - di San Michele
Arcangelo la prima domenica di settembre; - di San Rocco la
prima domenica di ottobre. - in onore del
Patrono San Nicola di Bari il 6 dicembre Fiere: 2. di San Michele Arcangelo il giovedi e
il venerdi precedenti la prima domenica di settembre; 3. di San Rocco il giovedi e il venerdi
precedenti la prima domenica di ottobre. Mercato Sabato Biblioteche:
Biblioteca Comunale dispone di 3500 volumi Indirizzo: Via Generale Filardo - Arena (VV) Telefono: 0963.355603 Accessibilità Da
Lunedì a Venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13,00. Apertura pomeridiana Lunedì
e Mercoledì dalle ore 15,00 alle ore 18,00 Archivi: Archivio Marchesi
Caracciolo (Comunale) contiene i
documenti della famiglia Caracciolo, feudatari di Arena nei secoli XVI -
XVIII. Indirizzo:Via Generale
Filardo - Arena (VV) Telefono:0963.355603 Associazioni Pro Loco – Piazza Gen. Pagano, Tel.
0963/355079 – 0963/355632 IL
NORMANNO RISTORANTE-PIZZERIA
Ctr. Berrina Tel. 0963.355000 Numeri utili :
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BADOLATO Popolazione:
3.314 (M Comunità montana: Versante Jonico Municipio: Corso Umberto, 192 Tel. 0967 – 85.000
Denominazione abitanti: Badolatesi Da Visitare:
Ø Chiesa
del convento di san Domenico Prende il
nome dall’essere stata una dipendenza di un convento domenicano. Edificata
nel 1607,
Altre chiese visitabili sono: -
Chiesa dell'Annunziata (1654); -
Chiesa della Provvidenza (1598); -
Chiesa Ss. mo Salvatore (1218); -
Chiesa di Santa Maria in crignetto (1728);
-
Chiesa di San Nicola Vescovo (1239); -
Santa Maria degli Angeli (1606); -
Chiesa di Santa Maria della Sanità (1198);
-
Chiesa dei Ss. Angeli Custodi; Chiesa di San Leonardo Manifestazioni
e ricorrenze: festa Patronale, dedicata a S. Nicola
Avellino, che viene celebrata il 10 novembre; |
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Bivongi Popolazione:
1.596 (M Comunità Montana: Stillaro Allaro Municipio: VL. G. Matteotti Tel. 0964 –
73.11.85 Denominazione
abitanti: bivongesi Sorge sulla riva
destra dello Stilaro circondato dal monte Consolino e dai rilievi delle
Serre. La sua storia iniziata intorno all’anno 1000 è legata al convento
degli Apostoli, grangia del monastero greco dell'Arsafia, che Ruggero il
Normanno concesse alla Certosa di Serra San Bruno che lo tenne fino al 1807.
Il toponimo rimanda alle origini greche è significa "terra dei
buoi". Centro di spiritualità bizantina ospita il monastero di San
Giovanni Therestìs che accogli monaci ortodossi del monte Athos Ebbe
particolare importanza anche grazie all’estrazione mineraria che per lunghi
anni costituì una delle attività più significative. Oltre al ferro ed
all’argento, come testimonia il toponimo Argentera di una delle sue località,
fino ai primi anni del secondo dopoguerra fu interessata dall’estrazione del
molibdene. Ha dato i natali a Tommaso Martini, pittore settecentesco
discepolo del Solimena. Da vedere Basilica di San Giovanni Therestìs edificata intorno all’anno 1000 ospita monaci
greco-ortodossi provenienti dal monte Athos. Particolare l'abside principale,
caratterizzato dalla presenza di archi intrecciati, motivo decorativo di
origine araba e ripreso dai Normanni. L'esterno, interamente realizzato in
mattoni, è impreziosito da decorazioni a merlatura, da colonnine, lesene e
archetti. Convento dei SS. Apostoli i cui resti sono visibili lungo
il percorso che conduce alla basilica di San Giovanni Therestìs.
Chiesa di San Giovanni Decollato riedificata dopo il terremoto
del 1783, elevata a Santuario di Maria SS. Mamma Nostra nel 1985. Custodisce una statua lignea dell'Immacolata e due busti di S. Felice
di Cantalice e di Santa Giustina.
Cascate del Marmarico che un’altezza di
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BROGNATURO Popolazione: 766
(M Comunità montana: Serre Calabre Municipio: P.zza del Popolo, 1 Tel. 0963 – 74.080 Sorge nella
parte centrale del massiccio delle Serre, nell'alta valle del Fiume Ancinale.
Il toponimo deriva da “Brogna”, un antico strumento a fiato con il quale i
mandriani richiamavano i maiali, un tempo allevati allo stato brado dove oggi
sorge l’abitato. Reso famoso dalla produzione di Pipe, fu in origine Casale
della Baronia di Santa Caterina. Nel 1535 fu venduto da Giovanfrancesco
Concublet, ultimo conte e primo marchese di Arena, a Giovanbattisti Suriano.
Passò poi ai Carafa fino al 1660 e successivamente a Paolo De Santis che nel
1679 ne fece donazione al Convento di San Domenico di Soriano nel cui dominio
rimase fino al 1806. Elevato a Comune
nel 1811, subì notevoli danni a causa del devastante terremoto del
1783. Venne nuovamente danneggiato nel 1905 a seguito di un altro
sconvolgente evento sismico. Da visitare: Manifestazioni e ricorrenze: Festa
in onore della Patrona, Madonna della Consolazione, la prima Domenica di
settembre. Fiera:
dal primo venerdì di settembre fino alla domenica successiva Gastronomia I piatti tipici
della cucina locale risentono della cultura contadina è sono costituiti
prevalentemente da ingredienti poveri. Tra i primi piatti la fanno da padrone
i fagioli (suriaca), che vengono consumati con l’aggiunta di un filo di olio
crudo o con la pasta. Non mancano poi i funghi porcini, che crescono in
abbondanza nei boschi de “ Ospitalità:
AGRITURISMO
“FRA.TAS”
C.da Forge Vecchie Tel. 0963.74137 / 74517 E mail : info@agriturismofratas.it Strutture Pubbliche Guardia
Medica: 0963.74776 SCUOLA ELEMENTARE Piazza del Popolo Tel. 0963.74093 |
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Cardinale Popolazione: 2.615 (M Altitudine: 562 mt. s.l.m. Comunità montana: Versante Jonico Municipio: Via V.
EMANUELE Tel.0967 – 93.051 Denominazione
abitanti: Cardinalesi Sorge
sul versante ionico delle Serre, nella media valle dall'Ancinale. Il nome
deriverebbe da “cardare”, l’arte di intrecciare la lana, la cui manifattura
rappresentava un elemento caratteristico dell’economia cardinalese fino ai
primi anni del secolo scorso. Abitato nel periodo neolitico, fu casale di Soverato e
fino al 1494 baronia dei Gironda. Passò poi fino ai Borgia di Squillace, fino
al 1610 allorquando divenne possedimento dei Ravaschieri. Nel corso
dell’ottocento divenne un importante centro siderurgico grazie alla
realizzazione delle Ferriere di “Razzona” dove vennero prodotti i manufatti
in ferro per la costruzione del ponte sul Garigliano. Subì notevoli danni dai
terremoti del 1783 e del 1908, nonché dalle alluvioni del 1855 e del 1905.
L’instabilità idrogeologica ha contribuito all’edificazione dei due quartieri
di Novalba e Cuccumella. Imponente la noccioli coltura che copre i 2/3 della
produzione regionale. La settecentesca
Chiesa parrocchiale,
ricostruita dopo il terremoto del 1783. Cappella
di San Nicola, con altare e gradini
lignei, opera settecentesca di Domenico e Francesco Pisano; Resti delle Ferriere in
località Razzona Manifestazioni e
ricorrenze: Fiere: di San Nicola
della durata di due giorni festeggiata; della Madonna
del Rosario, prima domenica di ottobre. Attività economiche: Alimentari:
Nistico' D. Bar e Caffe': |
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Guardavalle Popolazione:
5.290 (M Comunità montana: Versante Jonico Municipio: Via R. Salerno Tel. 0967 –
82.067 Denominazione
abitanti: Guardavallesi Ubicato
sul versante orientale del Massiccio delle Serre, in una valle circondata da
colline, alle falde orientali dei monte Pecoraro é delimitata dalle fiumare
Assi e Lunari ed attraversata al centro dal torrente Patèlla. Sorto intorno al IX secolo quando gli abitanti della
costa per sfuggire alle incursioni saracene si trasferirono in una vallata
che ancora oggi impedisce di vedere il paese se non quando si giunge
nell’immediata prossimità. Divenuto casale di Stilo fu elevato a comune nel
1811. Immerse del cuore del bosco sorgono le frazioni di Pietracupa ed Elce
della Vecchia. Pietracupa Deve il nome ad una
ciclopica formazione granitica capace di ospitare diverse persone. Sorta
intorno al 1870 ad opera di alcune famiglie provenienti da S. Todaro
di Nardodipace, Fabrizia, Campoli, Ragonà e Mongiana, attratte dalla
ricchezza dei boschi circostanti. Fino alla fine degli anni sessanta fu
raggiungibile solo a piedi o a dorso di mulo. Subì gravi danni a causa delle
continue alluvioni che ne funestarono la storia. L’ultima nel 1972 indusse i
più a lasciare Pietracupa per ritirarsi a monte dove negli anni cinquanta
alcune famiglie avevano dato vita ad un piccolo villaggio, Elce della
Vecchia Chiesa di Sant'Agazio, sorta in epoca Barocca, presenta un’interessante
facciata di stampo neoclassico ed un portale settecentesco in granito,
opera di artisti serresi. Al suo interno è possibile ammirare un altare in
marmi policromi ed il soffitto decorato con affreschi ottocenteschi. Tre le
cappelle interne; in quella di destra si trovano la statua lignea ed il
reliquiario di Sant'Agazio. Nella parete di sinistra si apre la cappella dei
Vescovo Pietro Spedalieri, sopra l'altare la «Madonna del Rosario» pala
d'altare di Tommaso Martini dei 1713. Chiesa della Madonna dell’Assunta, in origine annessa ad un monastero
basiliano del quale rimangono pochi ruderi, custodisce un crocifisso in
legno, opera quattrocentesca, di maestri serresi. Centro storico con i palazzi gentilizi impreziositi dalle opere in
granito e in ferro battuto, realizzate da abili artigiani serresi. E’
possibile ammirare i portali risalenti al tardo '700 e ai primi decenni
dell'800. Il
giovedì prima della festa, lungo il corso del torrente, si svolge la fiera
degli animali; gli altri giorni c'è invece la fiera paesana. |
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Maierato Popolazione: 2.247 (M Superficie territoriale: Kmq. 39,91 Comunità montana: __________ Municipio: via Cavour Tel: 0963 – 25.30.17 Denominazione
abitanti: Maieratani Sorge
nei pressi di un affluente del fiume Angitola, il toponimo deriverebbe da
Macherato termine greco che indica “battaglia sacra”. Con ogni probabilità i
primi abitanti furono cittadini di Crissa, colonia greca fondata da Crissei provenienti da Locri Epizephirii. Nel
950 fu sottoposta ad un devastante saccheggio ad opera dei saraceni. Casale
della Baronia di Rocca Angitola, a partire dal 1303
appartenne a Ruggero di Lauria, passò poi ai Sanseverino, nel 1505
venne acquistata dai Mendoza, infine dai Silva che la tennero fino al 1806.
Venne ricostruita dopo il terremoto del 1783. Numerose sono le
sorgenti di acqua oligominerale in località Pime,
Mantinea e Lavatoio Montesano. Da visitare: Ø Oasi WWF del Lago Angitola, zona umida
di importanza internazionale istituita nel 1975, con la ricca avifauna
costituita da aironi, anatre, cormorani, ecc… Ø Ruderi di Crissa Ø Chiesa Matrice impreziosita da decorazioni barocche
e da un cinquecentesco tabernacolo marmoreo. Ø Chiesa di Maria SS.
della Provvidenza Ø Chiesa
di Santa Maria della Pietà, presenta opere pittoriche la
"presentazione di Gesù al tempio", di Carmelo Zimatore; la
"deposizione dalla croce", di Paolo Colloca - 16 agosto Festa in onore del Patrono,
San Rocco - Agosto Sagra
dei "Fileja” e degli antichi sapori - Settembre
Sagra della salsiccia Musei: Nel Museo della Civiltà Contadina sono
conservati utensili artigianali e agricoli, suppellettili e costumi
tradizionali. Indirizzo:Strada per Filogaso (presso Scuola Media Statale) Telefono 0963.253047 Accessibilità: Da lunedi a sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30 Biblioteche Biblioteca
comunale contiene 3500 volumi. Telefono:0963.253017 Accessibilità
Da lunedi a venerdi dalle ore 9,00
alle ore 12,00 Ospitalità: AGRITURISMO "IL
BORGO SUL LAGO" Associazioni: Pro Loco: 0963.293155 Numeri
utili: Guardia Medica 0963.253399 FARMACIA BARBIERI E. Via Bellavista Tel. 0963.253066 FARMACIA BARBIERI
R. Via Stefano orlando Tel. 0963.253662 CARABINIERI (Caserma) Via V. Veneto Tel.
0963.253018 Attività
economiche: MEDDIS C. Abiti da Sposa e Cerimonia Via Zona Industriale Lotto
22 Tel. 0963.253529 CENTRO ARREDAMENTI
MAIERATO Corso Garibaldi Tel. 0963.253818 CALLIPO TONNO - AZIENDA
CONSERVIERA BAR
VALOTTA
Corso Garibaldi, 15 Tel. 0963.253012 BAR
HAPPY DAYS
Piazza Selvaggio Tel. 0963.253400 BAR DIDIANO Piazza Gregorio Selvaggio Tel. 0963.253400 |
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Mongiana
Comunità montana: Serre Calabre Municipio: Via V. EMANUELE III Tel. 0963 –
31.10.87 Denominazione
abitanti: Mongianesi Sorge,
immersa nel verde, alle pendici del Monte Pecoraro. Fondata nel 1771, sul
territorio di Fabrizia, la sua origine è legata alla costruzione delle Regie
Ferriere, volute da Ferdinando IV di Borbone per dare impulso alle attività
industriali del Regno di Napoli. Nel 1809 venne impiantata la fabbrica d'armi
ove veniva prodotto il fucile modello “Mongiana”, in dotazione all’esercito
napoletano. Divenuto comune nel 1852, dovette subire le pesanti conseguenze
dell’unità d’Italia che culminarono nella chiusura degli stabilimenti
siderurgici. Oggi è una caratteristica località immersa tra i boschi e
attraversata da ricchi corsi d’acqua e sorgenti oligominerali in località San
Nicola, Ciaramida e Limi. Da
visitare: "Cropani-Micone"
e "Marchesale", ospitano importanti specie arboree. Sambuco
con il caratteristico lago artificiale. - San Rocco, il
16 agosto
- Santa Maria delle Grazie, 1 e 2
luglio. Stazione
Forestale
Corso Vittorio Emanuele
III, 73 Tel. 0963.311148
Corso Vittorio Emanuele III Tel. 0963.311214 GUARDIA
MEDICA
(Notturna e festiva) Tel. 0963.311214 Attività economiche:
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Monterosso Calabro Popolazione: 2.042 (M Comunità montana: Serre Calabre Denominazione abitanti: Monterossini Sorge
alle pendici del monte Coppari da dove domina il bacino artificiale dell’oasi
naturalistica del Lago Angitola. Presenta la caratteristica costruzione a
gradinate, con viuzze strette e scalette esterne. Di origine incerta, lo si
fa risalire a un vecchio maniero costruito in posizione strategica per
consentire avvistamenti a lunga distanza. Fu casale della Baronia di
Castelmonardo e nel secondo decennio del XVI sec. passò ai Pignatelli di
Monteleone. Le
località Brigante-Parrera-Barone sono ricche di sorgenti d’acqua
oligo-minerale. Da
Visitare: Ø Chiesa di Maria del SS. Soccorso
custodisce un prezioso ciborio cinquecentesco, pezzo superstite del corredo
parrocchiale della Chiesa distrutta dal terremoto del 1783 ed alcune statue
lignee del sec. XVIII Ø Centro Storico con le tipiche viuzze, i palazzotti
nobiliari e le caratteristiche maschere apotropaiche. Musei: Museo della civiltà contadina e artigiana della
Calabria, ospitato nel secentesco
Palazzo Amoroso. Conserva circa 3000 pezzi tra cui un rarissimo torchio
ligneo, alcuni pesi di telaio del II secolo a.c., oltre ad una preziosa
collezione di costumi tradizionali, provenienti da Tiriolo, San Nicola da
Crissa e Monterosso Calabro Indirizzo: Via Marconi, 82
- Monterosso Calabro (VV) Telefono: 0963.326053 Accessibilità
Da lunedì a sabato dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle
18,00 Biblioteche Biblioteca comunale
contiene 2.395 volumi buona parte dei quali interessano la
storia locale e della Calabria. Indirizzo: Via Marconi -
Monterosso Calabro (VV) Telefono: 0963.325002 Accessibilità
Da lunedi a venerdi dalle 9,00 alle 13,00
- San Sebastiano - 20
gennaio - Maria SS. del
Soccorso - prima domenica di luglio - Maria SS. del
Carmelo - 16 luglio - San Rocco - 16
agosto - SS. Crocifisso - 14
settembre - Maria SS. del
Rosario - prima domenica di ottobre il 2 maggio; Giovedì,
Venerdì, Sabato Domenica e Lunedì precedente la prima Domenica di luglio. Associazioni:
Pro Loco tel. 0963/326053)
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Nardodipace Popolazione:
1.477 (M Altitudine: 1086
mt. s.l.m. Comunità montana:
Serre Calabresi Denominazione
abitanti: Nardodipacesi o Nardopacesi Sorge sul
versante ionico delle Serre a Da
Visitare: Chiesa Madre della Natività rappresenta uno dei monumenti principali di
Nardodipace. Costruita dopo la tragica alluvione del 1955 , ospita importanti
opere in ceramica di Andrea Cascella. Chiesa della Madonna della Natività Costruita
alla fine del diciottesimo secolo, nella frazione Vecchio Abitato, presenta
elementi di chiara ispirazione barocca. Custodisce le statue di Santa Lucia e
di San Rocco, oltre ad un complesso marmoreo della Madonna della Natività. Chiesa della Madonna dei Poveri, frazione di Ragonà. Sulla facciata, è collocato un
portale ligneo sormontato da una finestra in vetro policromo. L'altare ospita
la statua di Maria SS. dei Poveri. Custodisce le statue della Sacra Famiglia
e di Santa Lucia. Monoliti, situati in
località “sambuco”, di incerta origine antropica, potrebbero risalire al
V-III millennio A. C.. Il complesso articolato in due siti che sorgono a
breve distanza è costituito da strutture megalitiche di rilevanti dimensioni.
La prima delle due strutture é alta circa Manifestazioni
e ricorrenze: - Festa di Maria
Bambina, l'ultima domenica di luglio; - Festa di San Rocco,
Il 16 agosto - Festa della Madonna
della Montagna seconda domenica di agosto; - Festa della Natività,
8 settembre; - Festa della Madonna
dei Poveri, terza domenica di settembre; - Festa di San Teodoro,
prima domenica di novembre Numeri utili: GUARDIA MEDICA
Via Roma Tel.
0963.313135 A.S.L. Via Case Sparse (Cassari) Tel. 0963.314901 A.S.L. Piazza Municipio Tel.
0963.313135 CARABINIERI Piazza Municipio, 5 Tel. 0963.312001 |
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Pizzo Calabro Popolazione:
8.596 (M Comunità montana: __________ Municipio: Via Nazionale Tel. 0963 – 53.42.89
Denominazione abitanti: pizzitani o napitini Sorge sul
costone di una roccia di tufo a strapiombo sul mare. Secondo la
tradizione, venne edificata sulle rovine della colonia Focese di Napitia.
Distrutta da un attacco saraceno, sarebbe stata ricostruita dai superstiti
agli inizi del X secolo. Nel 1363 alcuni monaci basiliani costruirono nella
zona un monastero, mentre raccoglitori di corallo, provenienti da Amalfi, vi
edificarono la chiesa delle Grazie, poi divenuta
chiesa del Carmelo. Sotto gli Angioni divenne un importante avamposto
contro le scorribande saracene. Opinioni discordi permangono sull'origine del
nome: per alcuni deriverebbe dal fiume Napeo, oggi Angitola, per altri dalla
sua posizione sul ciglio, in dialetto "pizzu", di una
rupe. Nel 1480, sulle originarie fortificazioni venne edificato il castello
ove, nel 1815, venne fucilato l'ex re di Napoli, Gioacchino Murat. Tra le
produzioni di assoluto rilievo una menzione particolare la merita il tartufo
gelato. Da Visitare: Ø Cattedrale di San Giorgio,
aperta al culto nel 1632, vi vennero tumulate le ossa di Murat. Al suo
interno conserva una statua marmorea della Madonna del Popolo, opera
cinquecentesca della scuola del Gagini; un San Francesco d'Assisi, scultura
in marmo della stessa scuola, un Antonio di Padova, in marmo bianco di
Carrara, ascrivibile a scuola siciliana gaginesca del '500; una S. Caterina
d'Alessandria, scultura in marmo cinquecentesca, un crocifisso ligneo,
tradizionalmente detto "Il Padre della Rocca" proveniente
da Rocca Angitola, città distrutta dal terremoto del 1614. Pregevole Ø Chiesetta
di Piedigrotta, interamente scavata nel tufo di una grotta naturale
presso la scogliera di Piedigrotta, presenta le caratteristiche sculture
ricavate dal tufo. Ø Chiesa di San Sebastiano, fondata
intorno al XVI secolo conserva statue che riproducono scene della Via Crucis. Ø Chiesa delle Grazie
sotto unico tetto e unica facciata con quella del Purgatorio, solo esempio
del genere in Calabria, fondata nel 1651, nota come chiesa dei
Morti, nel suo sottosuolo, furono rinvenute numerose nicchie con
vaso su cui pendevano, appesi a gancio, numerosi scheletri. Ø Chiesetta della Madonna della Neve. Manifestazioni e
ricorrenze: -
23 aprile in onore del Patrono, San Giorgio; -
ultime due domeniche di maggio San Francesco di Paola; -
8 settembre Madonna delle Grazie, -
i luglio festival del mare, con spettacoli, intrattenimenti e degustazioni
della gastronomia locale; Fiera: 1° novembre. Museo
Provinciale Murattiano
Castello
Murat Piazza B. Mugolino Tel. - Fax 0963.532523 E-mail: Accessibilità:
9.00-13.00 e 15.00-19.00 tutti i giorni; nei giorni prefestivi e festivi
anche di sera e in estate fino a tarda notte Ingresso
E. 2,00 intero, E. 1,00 ridotto, gratuito per bambini fino a 6 anni, anziani
e residenti Museo del Mare la prima raccoglie vari utensili per la
costruzione delle barche, nonché attrezzi per la pesca; la seconda è dedicata
ospita 100.000 conchiglie provenienti da tutti i mari del mondo, spugne,
madrepore, crostacei, scheletri di cetacei e alcuni squali imbalsamati, di
particolare interesse i clypeaster di un milione di anni fa.
1. la "frosa",
frittata ripiena di salame, "zziringuli" e ricotta 2. Il Tartufo gelato Numeri utili: A.S.L. N.8 Via Nazionale, 1 Tel. 0963.476111 Ctr. S. Antonio Tel. 0963.534466 (Notturna e festiva) Tel. 0963.534012 POLIZIA
MUNICIPALE
Tel. 0963.534286 FARMACIA
CAPOCASALE
Via G. Garibaldi Tel. 0963.531148 Via Nazionale, 10 Tel. 0963.531110 Via Nazionale, 59 Tel. 0963.531579 / 533228 Tel. 0963.533533 Ospitalità: 1. HOTEL RISTORANTE SONIA Via
RIVIERA PRANGI Tel
0963 531315 Via
Riviera Prangi Tel 0963 534860/64 Via
RIVIERA PRANGI (CTR. MARINELLA) Tel:
0963 264364 Via
V. SS Te. 0963.264409/264067/534871 Via
P. DELLA REPUBBLICA Tel
0963 534201 - 0963 534481 Loc.
Difesa Tel
0963 538111 Via
S.S. 522 - loc. Marinella Tel
0963 534840
Attività
economiche: 1)BAR BELVEDERE
Piazza
Della Repubblica Tel.
0963.531423 2)BAR DANTE
Piazza
Della Repubblica, 33 Tel.
0963.534150 3)BAR DEGLI AMICI
Via
Nazionale Tel.
0963.531058 4)BAR DI IORGI
Via
Nazionale Tel.
0963.531346
Piazza
Della Repubblica, 18 Tel.
0963.531149 6)BAR INCONTRO
Via
Nazionale Tel.
0963.533055 7)BAR LAZZARO
Via
Nazionale, 22 Tel.
0963.532458 8)BAR RAFFAELE
Piazza
Della Repubblica Tel.
0963.531188 WWW.BARPASTICCERIARAFFAELE.IT 9)BAR RIGA
Piazza
della Repubblica, 13 Tel.
0963.53112 10) BAR
STAROPOLI
Via
Prangi, 82 Tel.
0963.531264
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Pizzoni Popolazione:
1.340 (M Comunità montana: Alto Mesima Municipio: Via Indipendenza Tel. 0963 – 35.80.87 Denominazione abitanti: Pizzonesi “Sta
situato detto Casale in un poco di Valle sotto la montagna, esposta a Mezzo
giorno, e parte a levante, godendo poco del Ponente, per la montagna che
l'occupa.” Cosi ne
descriveva la posizione geografica Antonio Tango alla fine del XVII secolo.
Situato sul versante tirrenico dell'altopiano delle Serre, fu fondato,
con ogni probabilità, da genti fuggite da Pizzo Calabro, a causa delle
incursioni saracene, che vollero conservare nel toponimo la testimonianza
della loro origine. Le prime notizie documentate risalgono al 1316, anno in
cui in un registro viene segnalata la presenza di una ferriera. Nel 1601
Girolamo Marafioti nel suo libro sulla descrizione della Calabria indica
Pizzoni come “Luogo dove per la comodità dell'acqua si fa la carta”.
Feudo dei Carafa appartenente alla Baronia di Vallelonga passò
successivamente al Convento dei Domenicani di Soriano, divenendo comune nel
1799. Da vedere Ø Chiesa di San Nicola,
"La consegna delle chiavi" dipinto settecentesco ad olio di scuola
napoletana Ø Chiesa di San Francesco,
quattrocentesca Croce astile in lamine di argento Ø Chiesa della Madonna delle
Grazie, statua in legno da taluni attribuita al Gaggini, ma con ogni
probabilità opera settecentesca del napoletano Mancini. Manifestazioni e ricorrenze: - Madonna delle Grazie seconda domenica
di luglio - San Francesco seconda domenica di
agosto - Madonna del Rosario ultima domenica
di ottobre, con la tradizionale "Gara del gallo" e "dell'uva" - San Nicola di Bari, il 6 dicembre - Fiera - 2 luglio - Sagra della Castagna - nel mese di
ottobre - Allestimento presepi rionali - nel
mese di dicembre Mercato: Martedì. Biblioteche: Biblioteca
Comunale, gestita dalla Proloco
contiene 1800 libri. Accessibilità Lunedi, mercoledì e
venerdi, dalle ore 17,00 alle ore 19,00. Numeri Utili: FARMACIA PITIMADA
Via
T. Campanella Tel.
0963.358131 Tel.
0963.358154 GUARDIA MEDICA
(Festive
e notturna) Tel.
0963.358688 |
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Polia
Comunità Montana: Serre Calabre Municipio: P.za Dottori Pizzonia Tel. 0963 – 32.10.91 - Fax 0963 – 32.11.67 Denominazione
abitanti: Poliesi Sorge sul
versante tirrenico delle Serre; di origine greca, secondo alcuni il toponimo
deriverebbe da polìs, per altri dal greco Polieno che giunto presso
l’odierna frazione Trecroci vi si sarebbe stabilito dandole il nome. Casale di
Filadelfia, venne distrutto dal terremoto del 1783, ricostruito in quattro
frazioni: Cellìa, Menniti, Poliolo, Trecroci che, assieme alle contrade
di Lia, Faldella, e Piano Bosco, costituiscono l'agglomerato urbano. Suggestiva e
selvaggia la faggeta del bosco Montagna. In contrada Camarda vi è una sorgente
di acqua oligominerale. Da visitare: Ø Chiesa
dell'Immacolata (1605), Ø Palazzo Amoroso
(1784-1818) Ø Santa Croce
miracolosa. Manifestazioni e
Ricorrenze: -
Agosto Festa della Madonna del Buon consiglio -
Settembre Festa della Madonna di Loreto -
Fiera: Venerdì e Sabato precedente la quarta Domenica di settembre. Ospitalità: Via Provinciale Tel. 0963 321000
Pro Loco: 0963.321000
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San Sostene Popolazione:
1.114 (M Provincia: Catanzaro Comunità montana: Versante Jonico Denominazione abitanti: Sansostenesi Sorge sul versante orientale delle Serre, su un ripiano
alla sinistra della media valle della fiumara Alaca. Le origini vanno fatte
risalire alle continue incursioni saracene che, intorno al XVI secolo,
costrinsero gli abitanti della costa a cercare un rifugio meno pericoloso. La
prima denominazione fu Sansoste di Satriano, di cui era casale. Come tale
appartenne ai Borgia, e quindi ai genovesi Ravaschieri che lo tennero dal
1609 al 1806. Subì gravi danni in seguito al devastante terremoto del 1783.
Venne elevato a Comune 4 maggio 1811. Da Visitare: Chiesa Parrocchiale intitolata a Santa Maria del Monte Pignatelli dove
è custodita una tela settecentesca. Castello
del quale rimangono pochi resti. Fiere:
Domenica successiva al 16 agosto |
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SANTA CATERINA Popolazione:
2.277 (M Comunità montana: Versante Jonico Municipio: Via Roma Tel. 0967 – 84.306
Posta
all'estremità meridionale del golfo di Squillace, sul versante jonico delle
Serre, fu edificata a partire dal X secolo, in seguito alle devastanti
incursione Saracene del 986, che indussero numerose comunità rivierasche a
cercare rifugio in collina. Sorta come villaggio fortificato fu dotato di 4
porte d’accesso, di cui oggi ne rimane solamente una, la “Porta
dell’Acqua”. Entrata nella contea di Badolato divenne possedimento dei
Conclubet, che la tennero fino al 1487 quando, a causa della partecipazione
alla “Congiura dei Baroni”, vennero privati dei loro possedimenti. Diverse
casate si successero fino a1685 quando passò ai Marzano che vi
edificarono un castello, andato distrutto con il terremoto del 1783. Nel 1799
divenne feudo dei Di Francia che lo tennero fino al 1807. Acque particolarmente
apprezzate sono quelle che sgorgano in località fonte dello “scarparo”. Da
visitare: Chiesa di Santa Caterina edificata nel corso del settecento su una preesistente cappella dell’XI secolo; presenta una
facciata con un timpano triangolare, al cui centro è ricavata una nicchia che
ospita una statua marmorea di Santa Caterina. Interessante l’altare di
san Francesco con un pregevole dipinto ad olio raffigurante
S.Caterina opera del pittore Luigi Beltrone. Chiesa
dell'Immacolata Concezione edificata nel XVIII secolo, un tempo annessa al
castello dei feudatari, custodisce due tele ad olio raffigurante Chiesa Matrice dedicata a S. Maria Assunta presenta un prezioso
altare settecentesco in marmo policromo opera di maestri serresi divenuto
oggi monumento nazionale.
festa di Santa Caterina, seconda domenica
di luglio ed il 25 novembre. festa della Madonna della Neve, prima
domenica di agosto; festa di S. Gabriele Arcangelo, seconda
domenica di agosto; festa di S. Rocco; 16 agosto; festa del SS Rosario,
prima domenica di ottobre Numeri utili: - Guardia Medica tel. 0967-84307/85010 - Carabinieri tel. 0967-783024 Associazioni: Associazione "S.
Caterina Paese Village" |
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Satriano Popolazione:
3.061 (M Comunità Montana: Versante Jonico Municipio: Via Marconi, 5 Tel. 0967 – 54.30.18 Denominazione
abitanti: Satrianesi Sorge sul
versante jonico delle Serre tra le valli dell’Ancinale e dell’Ancinalesca. Di
origine incerta, secondo alcuni nacque dalla confluenza dei coloni greci, che
abbandonata l’antica Cecino tra il VII e l’VIII a causa della distruzione
araba, si rifugiarono in un sito meglio difendibile. A supporto di tale tesi
lo stesso nome deriverebbe dalla località Sainaro che si trova in prossimità
della foce dell’Ancinale. Con l’arrivo dei Normanni Satriano passo agli
Altavilla i cui discendenti la tennero per cinque secoli facendola diventare
principato con giurisdizione sui casali di Davoli,
San
Sostene e Cardinale. Fu possedimento dei Ravaschieri Fieschi e dei
Filangieri. Da
visitare: Ø Chiesa Santa Maria d'Altavilla originario
edificio di culto di rito greco-bizantino, venne riconsacrato al rito latino
durante il periodo normanno assumendo il nome in onore al Conte Ruggiero di
Altavilla. Rimaneggiata con interventi successivi venne ricostruita dopo il
terremoto del 1783.In seguito al bombardamento americano del luglio 1943
andarono perdute molte delle opere pittoriche, alcune delle quali
appartenenti a Mattia Preti. Manifestazioni e
ricorrenze: - Festa dei SS Medici Cosma e Damiano,
26 e 27 settembre; - San Teodoro, festa patronale 9
novembre. -
Fiere: 26 e 27 Settembre |
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Serra San Bruno Popolazione: 7.093 (M Superficie territoriale: Kmq. 39,58 Altitudine: 790 mt. s.l.m. Comunità montana: Serre Calabre Municipio: Piazza C. Tucci Tel. 0963 – 77.94 Denominazione
abitanti: Serresi Sito alle
pendici dei Monte Pecoraio, nella valle dell’Ancinale, alla medesima distanza,
Ø Chiesa Matrice edificata 1795, su progetto
dall'architetto serrese Biagio Scaramuzzino, presenta una facciata in granito
opera di scalpellini locali. La struttura interna a tre navate con
pavimentazione marmorea presenta importanti opere d’arte. I lati della navata
centrale sono arricchiti da quattro statue in marmo bianco, S. Stefano, S.
Bruno, Ø Chiesa dell'Addolorata (1721), realizzata
in granito locale dal capomastro Vincenzo Salerno, su progetto
dell'architetto serrese Biagio Scaramuzzino, è uno dei capolavori del tardo
barocco calabrese. Con la particolare facciata a pianta semiellittica,
rappresenta un vero e proprio gioiello architettonico. L'interno, mononavato
a croce latina, presenta diversi elementi proventi dalla certosa distrutta
dal terremoto del 1783. L’altare maggiore con Ciborio in marmi policromi e
bronzo, disegnato nel 1631 dal Fanzago per la vecchia Certosa è stato
adattato alle piccole dimensioni della chiesa dagli abili architetti serresi
Domenico Barillari di Vincenzo e Domenico Barillari di Gaetano. Nella navata
vi sono quattro medaglioni marmorei secenteschi con sculture a basso rilievo,
provenienti anch'essi dalla vecchia Certosa. Nella stanzetta, detta di Santa
Lucia, sono conservate tre statue lignee delle quali, una raffigura Sant'Anna,
opera di Raffaele Vinci, una Santa Lucia opera di Vincenzo Zaffino ed un
secentesco Crocefisso ligneo alto quasi due metri scolpito a tutto tondo
proveniente dalla vecchia certosa. A sinistra, di fronte alla sagrestia, la
balaustra dell'organo, in marmo traforato, impreziosito dagli stemmi
certosini capolavoro secentesco di origine certosina. Il pavimento marmoreo,
montato nel 1835 dopo essere stato rimosso dalla chiesa conventuale della
Certosa, dove era giunto da Roma nel 1564. Ø Chiesa dell'Assunta di fondazione medievale
è il primo edificio sacro eretto nel centro abitato. La struttura attuale
risale al 1794. Caratterizzata dalla tipica facciata in granito locale,
presenta l'interno a navata unica decorato da pregevoli stucchi ottocenteschi
in parte eseguiti su disegno dell'architetto Giuseppe Maria Pisani.
Interessante il dipinto collocato sulla volta, raffigurante l'Assunzione
della Vergine, opera del serrese Venanzio Pisani. Sull'altare è conservata
una scultura raffigurante Maria SS. Assunta, attribuita ad Antonio Scrivo. Ø Chiese della Assunta di Spinetto; sorta in
seguito al terremoto del 1783 presenta un interno a tre navate, ove sono
collocate pregevoli sculture in legno opera di artisti locali. Oltre alla
statua di Maria SS. Assunta opera settecentesca di scuola
napoletana, custodisce un San Rocco realizzato nella bottega Scrivo, un San
Francesco di Paola opera ottocentesca di Raffaele Regio ed un San Giuseppe
eseguito da Antonio Scrivo. Di pregevole fattura l’altare maggiore opera in
legno dipinta in finto marmo, del serrese Raffaele De Francesco. Ø Chiesetta di San Gerolamo edificata nella
seconda meta del XIX secolo utilizzando elementi provenienti della chiesa di
San Lorenzo, distrutta dal terremoto del 1783. Sorge nell’omonimo rione, al
suo interno sono custodite due tele raffiguranti San Gregorio e San
Bonaventura, opera del pittore serrese Federico Bosco. Ø Chiesetta
di San Rocco Edificata alla fine dell’800 sulle rovine
di una cappella preesistente, custodisce una statua lignea, opera del serrese
Antonio Scrivo ed una tela raffigurante San Giuda Taddeo, opera del pittore
serrese Venanzio Pisani. Ø Centro storico impreziosito da molti
portali in pietra, loggette e ringhiere in ferro battuto opera, frutto di
un’antica tradizione artistica. Ø Certosa
Il punto di maggiore richiamo è CENNI STORICI
CERTOSINI Quando San Bruno giunse in Calabria, il
generoso Conte Ruggero gli offrì un territorio nella località chiamata Torre,
tra Arena e Stilo, a circa Qui Bruno fondò l’eremo di Santa Maria, mentre
a poco meno di Il 6 ottobre 1101 Bruno morì e fu seppellito a
Santa Maria nel cimitero degli eremiti. Dopo la morte di Bruno, nel 1193, una parte
della comunità lasciò l’Ordine certosino e passò a quello dei cistercensi di
Fossanova (Latina), cosicché finì col condurre vita essenzialmente
cenobitica. L’altra si ritirò alle falde settentrionali dell’Aspromonte,
nella zona di Castellace, oggi frazione di Oppido Mamertina, a circa Dal 1193 fino al 1411 ressero il monastero, o
abbazia nullius, una ventina di abati cistercensi. Nel 1411 il Monastero di Santo Stefano passò in
Commenda a un Prelato residente a Napoli, che percepiva le rendite, mentre il
Convento venne governato da un superiore privato dei beni materiali necessari
a una ordinata e proficua amministrazione del Feudo, di modo che l’economia
languì e ogni attività stagnò, finché nel secolo XV i terreni furono alienati
e l’Abbazia di Santo Stefano fu messa a disposizione del Sommo Pontefice. Agli inizi del 1500, verso l’anno 1505, avvenne
un lietissimo evento, che fece rifiorire il monastero di Santo Stefano, ossia
il ritrovamento nella chiesa di S. Maria dei corpi di Bruno e del successore
Lanuino, che erano stati sepolti in quella chiesa, ma dei quali,
probabilmente a causa dell’amministrazione cistercense e della Commenda,
s’era perduta la memoria. Le Reliquie furono portate solennemente in
processione, il martedì di Pentecoste, con grandissimo concorso di popolo,
non solo dei serresi, ma anche di numerosi fedeli dei paesi vicini,
processione continuata ogni anno da allora fino da oggi. In seguito a questi avvenimenti, il Papa Leone
X richiamò a Serra i Certosini e nel 1514 approvò il culto di San Bruno. In
quegli anni venne anche fatto forgiare a Napoli il busto argenteo del santo
che contiene parte delle sue spoglie mortali. I monaci bruniani con stenti, ma anche con
tenacia, energia e fervore ricominciarono a restaurare chiesa e convento e a
ricostruire la comunità. I beni alienati ritornarono ai loro legittimi
proprietari, e la chiesa della Certosa era già completamente restaurata nel
1600, diventando una delle più belle della Calabria. Fu principalmente il
Priore D. Bertrand Chalup (+1619) che ricostruì completamente il monastero. Purtroppo nel 1783 un terribile terremoto venne
ad arrestare improvvisamente e tragicamente tutto quel fervore di opere. Il 7
febbraio, giorno di venerdì, verso le ore due del pomeriggio una violenta
scossa del 9° grado della scala Mercalli, con epicentro a Soriano (paese a
circa In Certosa non ci furono perdite di vite umane,
ma degli edifici neppure uno rimase illeso; andò in rovina in un attimo il
lavoro di secoli. Ben presto i monaci dovettero abbandonare Serra; i loro
terreni furono incamerati; i libri, i documenti e i tesori della chiesa
furono sequestrati o trafugati, finché nel 1808 Dopo un fallito tentativo di recupero della
Certosa, per opera del Padre D. Stefano Franchet (1840 –1844), un Rescritto
del Re di Napoli Ferdinando II del 21 giugno 1856 dava finalmente nuova vita
alla Certosa, mettendo in esecuzione un Decreto del 1840. Il 30 maggio 1857, con solennissima pompa, il
busto argenteo di San Bruno fu trasferito dalla Chiesa Matrice di Serra, dove
era stato collocato dopo la soppressione della Certosa, alla sua primitiva
sede con l’intervento di numeroso clero, di molte congreghe, di soldati e di
un’immensa folla. La ricostruzione della Certosa, tuttavia,
procedette stentatamente, anche perché nel Il grandioso complesso edilizio fu ricostruito,
a partire dal 1894, da maestranze locali, su progettazione e sotto la direzione
dell’architetto Pichat, dietro studiata continuazione dell’edilizia anteriore
e recupero di quelle parti che non erano andate distrutte dal terremoto. La ricostruzione durò sino alla fine del secolo
e venne collaudata, il 13 novembre 1900, con la solenne consacrazione della
chiesa, per mano del Vescovo serrese Mons. Giuseppe Barillari. Nella chiesa del monastero sono custodite,
sopra l’altare maggiore, oltre al busto argenteo contenente il cranio di San
Bruno, le sacre ossa del fondatore dell’Ordine Certosino e del suo primo
successore in Calabria, il beato Lanuino. Le reliquie sono conservate in una
ricca urna marmorea, con intarsiate le parole: "In morte quoque non sunt
divisi" Ø il laghetto
A poco più di un chilometro dalla Certosa in un suggestivo paesaggio
dominato dal verde del bosco sorge il
laghetto nelle
cui acque secondo la tradizione San Bruno si recava in penitenza. Al centro,
è infatti collocata una statua del Santo inginocchiato. Ø Chiesa di Santa Maria dell'Eremo (o del Bosco), vi si giunge seguendo la splendida
scalinata posta alla sommità del laghetto e realizzata nel 1951 su progetto
di Giuseppe Maria Pisani. Edificata nel 1094 nel luogo dove dimorò e morì San
Bruno, venne ricostruita in seguito al terremoto del 1783. Sull'altare, vi è
una pregevole Madonna lignea del XIX secolo, nel coro un dipinto ottocentesco
raffigurante San Bruno copia della tardo-cinquecentesca tela conservata nella
chiesa dell'Assunta a Terravecchia. Al suo interno sono custoditi i resti
visibili dei primi monaci che insieme a Brunone fondarono l’eremo. Ø Dormitorio tempio dove sono visibili i
segni del terribile evento tellurico del 1783 è edificato sul luogo dove San
Bruno dormiva e fu sepolto. Al suo interno è presente una piccola spelonca
con una statua marmorea raffigurante San Bruno, opera di Stefano Pisani
(1750-1843). Alla base, è situata l’ incavatura, nella roccia in cui fu
sepolto il Santo. Feste: - San Biagio il 3 febbraio - 14-15 agosto Maria SS Assunta in cielo - Terza domenica di settembre Maria SS.
Dell’Addolorata - San Bruno il 5-6 ottobre - Terza domenica di Ottobre San Gerolamo Fiere: - Ferragosto il 14-15 agosto; - Tutti i Santi il 1° novembre; - Santo Stefano il 26 dicembre. Ø Museo della Certosa ubicato all'interno della Certosa conta circa 20
ambienti e si sviluppa su un unico piano per circa
Aprile / Settembre: 9.00/13.00 –
15.00/20.00 Numeri
utili: COMUNITA’
MONTANA DELLE SERRE
Via G. Matteotti Tel.
0963.0750
Corso Umberto I, 241 Tel.
0963.71024
Via Asilo Infantile, 10
Tel. 0963.70724
Via Nazionale Tel.
0963.71354
C/o Ospedale Via Nazionale Tel.
0963.71354
V.le Certosa Tel. 0963.71001 Comando Stazione 207 Corso Umberto I Tel. 0963.71036 POLIZIA
Via A. scrivo Tel.
0963.779111 Ospitalità:
AGRITURISMO
FONDO DEI BARONI
Località Telefax 0963.371706
Aperto tutto l’anno su
prenotazione Località Roseto Tel. 0963.70670 / 71320
Via V. V. EMANUELE III 12 Tel: 0963 71538 - 0963
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BAR
BOSCO
Corso Umberto I Tel. 0963.71256
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SIMBARIO Popolazione 1.082 (M Altitudine: 766 mt. s.l.m. Provincia: Vibo Valentia Comunità montana: Serre Calabre Municipio: P.za Municipio 0963 - 74.045 Denominazione
abitanti: Simbariani Situato
nell'alta valle del fiume Ancinale, fu in origine feudo di Emanuele Caraffa,
figlio naturale del Duca di Nocera, il quale vi allevava un congruo
numero di armenti. Si suppone, che i guardiani di tali armenti fossero nativi
del villaggio di Simmari ed una volta stabilitisi nel nuovo sito abbiano
deciso di chiamarlo Simmario e quindi Simbario . Alla morte del duca il feudo
venne devoluto al Re Filippo IV che lo cedette al convento domenicano di
Soriano Calabro. Distrutto quasi totalmente dal terremoto del 1783 fu
lentamente ricostruito. Da Visitare: Ø Chiesa Parrocchiale, danneggiata dal sisma
del 1783, è stata ricostruita mantenendo la struttura di chiara ispirazione
settecentesca. - Festa in onore del
Patrono San Rocco, la seconda Domenica di settembre. Attività Economiche - AUTOTRASPORTI
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Spadola
Comunità montana: Serre Calabre Denominazione
abitanti: Spadolesi Sorge al centro di un'ampia conca montana presso la
sponda sinistra del fiume Ancinale. Di antichissima ed incerta origine, come
attesta il primo documento storico che parla di Spadola e che risale al 1093,
fu donato in feudo da Ruggero il Normanno al monastero di Santo Stefano del
Bosco. La fondazione va fatta risalire ai coloni greci, che sulla sommità
della collina, che ancora oggi ospita i due edifici di culto, elevarono
un'ara dedicata alla dea Minerva. Nel 1806,
Gioacchino Murat, emanò l’ordine col quale, venne soppressa anche la
"Prelatura Nullius" della Certosa di Serra. Solamente nel
1852 la diocesi di Squillace vinse la causa di rivendicazione contro Gerace. Da visitare Ø Chiesa di San Nicola da Bari che ospita
interessanti opere d'arte; Ø Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dalla
facciata elegante e curvilinea di forme barocche settecentesche. - Festa in onore di Maria SS
dell’Addolorata l’ultima domenica di Agosto In località
Fontanella, San Nicola, Fonte Vecchia e Talau vi sono sorgenti di acqua
oligo-minerale. Associazioni Strutture
pubbliche: Guardia Medica: 0963.74776 |
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STILO Popolazione:
2.813 (M Comunità montana: Stillaro Allaro Municipio: P.ZA S. Giovanni Theristy Tel 0964 –
77.50.34 Denominazione
abitanti: stilidi o stilesi Sorge ai piedi del monte Consolino sul
versante ionico delle Serre. L’origine sembra rimandare alla colonia greca di
Kaulon, i cui discendenti in seguito alle incursioni saracene avrebbero
cercato riparo in un luogo meno aleatorio. Il toponimo deriverebbe dal greco
stylos, colonna. Tra il X e l’XI secolo l’arrivo nella vallata dello
Stilaro dei monaci bizantini diede nuovo impulso al legame con il mondo
greco. La prima notizia certa risale al 982,
quando i Bizantini alleatisi con gli Arabi sconfissero, presso lo Stilaro,
Ottone II di Sassonia. Con l’arrivo dei Normanni nel 1072, il paese venne
arricchito con la costruzione del Duomo e del Castello. Sotto i Normanni,
Stilo divenne città regia, ed estese la propria giurisdizione sui casali di
Guardavalle, Camini, Stignano, Riace e Pazzano. Tale status fu confermato
successivamente da svevi, angioini ed aragonesi. Nel 1811 Stilo venne posto a capo di
un circondario comprendente i comuni di Pazzano, Placanica, Stignano, Camini,
Riace, Bivongi e Monasterace. Famosa per aver dato i natali a Tommaso Campanella,
autore della "Città del Sole" ed al pittore Francesco Cozza
discepolo del Domenichino. Fuori dall’abitato luoghi di sicuro interesso sono
Mangiatorella, nota per l’omonima sorgente ed il complesso siderurgico
Ferdinandea, edificato nel 1833 per volere di Ferdinando II di Borbone. Da visitare: Ø Ø Chiesa di San Francesco del XV secolo, con
affreschi settecenteschi ad altare ligneo con colonne tortili; Ø Duomo, eretto nel XII secolo e rimaneggiato
successivamente, presenta un pregevole portale romanico con capitelli
intagliati. L’interno è adornato da interessanti opere pittoriche fra
le quali il " Paradiso" del Battistello; Ø Chiesa di San Nicola da Tolentino, con pianta a croce
greca e cupola a trullo; Ø Fontana dei delfini, comunemente chiamata
fontana gebbia, con sculture arabo-moresche Musei: - Museo
d'Arte Sacra
- Pinacoteca
di Arte Moderna e Contemporanea "Francesco Cozza" P.za S. Giovanni Theristy - Tel. 0964 775034 - Museo
Civico "Tommaso Campanella" - Festa San Giorgio, Patrono di Stilo,
23 aprile - Palio di Ribusa una di spettacoli
medievali, 4-5 e 6 agosto Fiere: 1. Ribusa, 24 giugno 2. fiera dell'"Epifania", 6 gennaio Mercato:ogni
martedì. Farmacia Scarfo'
Dr. Domenico Farmacia Ospitalità: o
Hotel Città
del Sole V.le Roma, tel 0964/7755700, fax 0964/775700 Attività
economiche: o
Ristorante La Quercia - Demasi o
Garzaniti Raffaele Bar Centrale 89049 Stilo (RC) – Piazza Vittorio Emanuele, 1 tel 0964 775200 Associazioni: § Associazione
sportiva "Stilese" § Associazione
culturale "Pon Si Mor"
§ Scuola Subacquea
"Diving Center Punta Stilo" |
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